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Uno Per Cento (2019)

3 gennaio 2020

Come oramai tradizione, anche quest’anno metto mano agli appunti raccolti e alle fatture emesse nel corso dell’anno per tirare le somme e destinare l’1% del mio fatturato 2019 ai progetti open source che maggiormente hanno avuto un ruolo nella mia attività professionale. Sia per riconoscere un valore economico alle componenti software che mi permettono di pagare l’affitto, le bollette e le spese, sia per contribuire alla loro salute ed al loro sviuppo (e garantirmi la possibilità di poter continuare a pagare, in futuro, i suddetti affitto, bollette e spese).

Nel 2019 è stato alzato il limite di fatturato per chi, come me, ha una partita IVA a regime agevolato. Pertanto sono riuscito a rastrellare un po’ di più rispetto agli anni passati, e conseguentemente il mio 1% è un tantino più ricco.

Let’s Encrypt (50 dollari) – https://letsencrypt.org/donate/ – Spesso lo dico: chi lavora sul web e non ha mai donato a Let’s Encrypt è, a prescindere, un ladro. Perché a tutti è certamente capitato di avere bisogno di un certificato SSL per attivare il protocollo HTTPS su un proprio dominio – vuoi per assecondare un cliente in crisi isterica perché il browser gli diceva che il suo sito non era “sicuro”, o vuoi per assecondare una qualche API che pretendeva di interfacciarsi solo via HTTPS – e certamente tutti, dovendo scegliere se pagare il pizzo alla mafia dei certificati a pagamento o se usare l’alternativa gratuita offerta da Let’s Encrypt, hanno optato per la seconda. Un contributo a questo progetto, che ha cambiato – forse irreversibilmente – l’intero mondo del web, è scontato.

Debian (50 dollari) – https://www.debian.org/donations – Confesso che da quest’anno ho iniziato ad usare un po’ meno la ben nota distribuzione Debian (vedi sotto, il paragrafo dedicato a Ubuntu), ma questa rimane la mia scelta di default per i numerosi server che amministro e che, grazie a questa attiva community, riesco a tenere aggiornati senza particolari sforzi.

Ubuntu (50 dollari) – https://ubuntu.com/download/desktop/thank-you – Nel 2019 ho acquistato un nuovo PC, un Dell XPS 13, scegliendone ovviamente uno con Linux preinstallato. Viene distribuito con Ubuntu 18.04, l’attuale versione LTS, ed ho preferito mantenerlo anziché rimpiazzarlo con la mia solita Debian, vuoi anche per vedere lo stato della distribuzione che abitualmente consiglio a chi si avvicina a Linux per la prima volta. Mi ci trovo abbastanza bene – del resto, è pur sempre una Debian “abbellita” – e dunque quest’anno qualche soldino lo riservo anche a loro.

Thunderbird (50 dollari) – https://donate.mozilla.org/en-US/thunderbird/ – A Thunderbird dono qualcosa tutti gli anni, ma questa volta – avendo un poco di fondi in più da allocare – ho optato per un passaggio di livello, da 25 a 50 dollari. Perché questa resta una delle applicazioni desktop che uso maggiormente, e senza sarebbe per me davvero molto complesso tenere ordine tra le mie svariate caselle di posta elettronica.

jQuery (25 dollari) – https://js.foundation/about/donate – Sono un tipo all’antica, e a dispetto dei framework più moderni – nonché delle più recenti evoluzioni di Javascript – torno sempre ad usare codesta classica e popolare libreria. Un giorno o l’altro passerò a Vue, ma neanche questo è stato l’anno buono.

OpenBSD (25 euro) – https://www.openbsdfoundation.org/donations.html – Quelli che supportano lo sviluppo di OpenSSH. Questo dovrebbe essere, già di per sé, motivo sufficiente per giustificare una donazione da parte di chi ogni giorno si trova a dover metter mano ad un server remoto su cui hosta applicazioni e strumenti.

Gnome (25 dollari) – https://secure.givelively.org/donate/gnome-foundation-inc/gnome-patent-troll-defense-fund – Tutti gli anni dono qualche quattrino a Gnome, il mio desktop enviroment d’elezione, e quest’anno ho anticipato il contributo partecipando alla raccolta fondi indetta per fronteggiare una bega legale in cui si sono trovati invischiati a causa di un patent troll.

DOMPDF (25 dollari) – https://github.com/dompdf/dompdf – Spesso capita che i clienti chiedano una qualche funzione per esportare documenti in PDF dalla loro applicazione, e nel 2019 ho adottato questa libreria PHP. Che, stando alla mia esperienza personale, ha un rendering HTML/PDF molto migliore rispetto alle altre soluzioni. 25 dollari ben spesi.

Inkscape (25 dollari) – https://inkscape.org/support-us/donate/ – Come sempre, il mio editor grafico di riferimento per realizzare loghi, piccoli elementi da aggiungere nelle pagine web, diagrammi, wireframes e altro.

Libreoffice (25 euro) – https://www.libreoffice.org/donate/ – Strumento di cui non si può fare a meno, sia per elaborare documenti CSV (anche molto voluminosi) che per preparare le slides delle lezioni.

RamBox (25 dollari) – https://rambox.app/donate.html – Una delle applicazioni desktop che uso maggiormente, complementare a Thunderbird in fatto di comunicazione.

Apache Foundation (25 dollari) – https://www.apache.org/foundation/contributing.html – Il webserver Apache è pur sempre il webserver Apache. Da supportare oggi più che mai, considerando i recenti problemi avuti da Nginx e la futura possibilità di dover tornare ad esso.

OpenStreetMap (25 euro) – https://donate.openstreetmap.org/ – A OpenStreetMap, il database pubblico di informazioni geografiche, contribuisco abbastanza regolarmente. Recentemente ho però anche usato tali informazioni per una applicazione destinata ad un cliente, pertanto è d’obbligo destinare una piccola parte del mio fatturato.

youtube-dl (25 dollari) – http://ytdl-org.github.io/youtube-dl/donations.html – Semplice utility che permette di scaricare i video pubblicati su YouTube. Mi è stata molto utile durante una massiccia migrazione di contenuti da YouTube a Vimeo; per colmo di sfortuna proprio quel giorno Google ha modificato qualcosa nel suo servizio di hosting video, rompendo l’applicazione, ma nel giro di poche ore gli sviluppatori hanno rilasciato una nuova versione funzionante.

DAVx5 (10 euro) – https://www.davx5.com/donate – Piccola app, disponibile su F-Droid, per sincronizzare il calendario dello smartphone con una sorgente CalDAV esterna. Ideale per tenere allineata l’agenda del telefono con la mia istanza NextCloud, e non perdersi gli appuntamenti occasionali.

Laravel DebugBar (2 dollari) – https://github.com/sponsors/barryvdh – Utilissimo ed imprescindibile strumento per chiunque sviluppi applicazioni PHP/Laravel. La donazione è molto modesta in quanto solo adesso ho scoperto la possibilità di “sponsorizzare” l’autore usando il nuovo GitHub Sponsor, dunque solo adesso ho attivato un versamento mensile da 2 dollari (ovvero: 2 * 12 = 24 dollari all’anno). Preferirei avere la possibilità di fare donazioni cumulative una-tantum ma mi accontento di questa modalità, anzi vorrei vederla più spesso usata (almeno questa) esistendo su GitHub una pletora di altre librerie e componenti che vorrei aggiungere a questo mio elenco annuale ma che non offrono alcuna possibilità per contribuire economicamente al progetto.

Oltre a queste donazioni sto attualmente valutando di aderire al nuovo programma di sponsorship di Italian Linux Society. La quota annuale è relativamente alta, per un freelance individuale come me, ma d’altro canto ho già constatato che la visibilità paga ed aiuta ad essere trovato e contattato da nuovi clienti dunque, anche questa, sarebbe una forma di investimento professionale (con il gradevole effetto collaterale di essere anche di aiuto e supporto alla crescita del movimento freesoftware in Italia).

Come ogni anno raccomando i miei colleghi sviluppatori – siano essi freelance, soci di piccole e medie società, o amministratori delegati di aziende – a destinare anche loro l’1% del proprio fatturato al sostegno dei progetti open source che usano più o meno regolarmente nel corso dell’anno per la propria attività professionale.

Uno Per Cento (2018)

16 dicembre 2018

Termina un altro anno, ed è di nuovo tempo di fare i conti con l’1% del mio fatturato da destinare a progetti liberi ed opensource che in modo più o meno diretto hanno contribuito alla generazione del fatturato stesso (e, pertanto, al pagamento dell’affitto di casa, delle bollette, delle birre, e di qualsiasi altra mia spesa). Rispetto allo scorso anno ho incluso alcuni soggetti maggiori che colpevolmente non ho preso in considerazione appunto 12 mesi fa, ed è aumentato il numero di progetti minori cui destinare almeno una piccola somma (mi sono fatto furbo ed ho tenuto aggiornato l’elenco di librerie e componenti che man mano adottavo per questo o quest’altro lavoro), dunque la distribuzione è un tantino cambiata ma non cambia l’intento: finanziare le opere da cui io personalmente traggo pressoché tutto il mio profitto, non per generosità o filantropia ma per poter continuare in futuro a costruire su di essi il mio proprio benessere.

 

Let’s Encrypt (50 dollari) – https://letsencrypt.org/donate/ – Tutti coloro che lavorano con il web lo conoscono, tutti lo usano, e tutti sono consapevoli del fatto che Let’s Encrypt – progetto che eroga gratuitamente e semplicemente certificati SSL per il web – li ha liberati dalla mafia dei vecchi e costosissimi fornitori. Considerando la quantità di clienti resi felici dal famigerato lucchetto verde che identifica le connessioni “sicure e protette” in HTTPS, nonché ovviamente l’impatto che questa iniziativa ha avuto e continua ad avere sul sempre acceso fronte della privacy online, 50 dollari sono davvero il minimo.

Debian (50 dollari) – https://www.debian.org/donations – Da sempre la mia distribuzione di riferimento, sui server tanto quanto sul PC con cui quotidianamente lavoro. Con poco sforzo ho sempre le macchine aggiornate e posso installare nuovi componenti, tutto grazie al lavoro costante di questa storica community: senza di loro, il mestiere di DevOps sarebbe indubbiamente più difficile e faticoso.

MariaDB (50 euro) – https://mariadb.org/donate/ – Pressoché ogni mio lavoro prevede l’utilizzo di un database, e pressoché sempre tale database è MariaDB, diventato oramai il rimpiazzo “ufficiale” di MySQL. Questo, insieme a PHP, è uno strumento per me imprescindibile ed inevitabile per qualsiasi progetto di sviluppo su commissione, e pertanto un candidato non ignorabile per la ridistribuzione del mio 1%.

jQuery (25 dollari) – https://js.foundation/about/donate – Alla faccia dei sempre più gettonati (e cervellotici) React e Angular io continuo a restare fedele a jQuery, che semplifica enormemente l’implementazione di funzioni per la manipolazione client-side delle pagine web. Prima o poi mi adeguerò anche io a ES6, ma fino a quel giorno sono ben lieto di destinare qualche soldo al mantenimento della mia libreria Javascript preferita.

OpenBSD (25 euro) – https://www.openbsd.org/donations.html – Pur non essendo io un utente BSD ogni giorno mi trovo ad usare strumenti sviluppati e mantenuti da questa community. In primis l’indispensabile SSH.

Thunderbird (25 euro) – https://donate.mozilla.org/en-US/thunderbird/ – La mail resta sempre, nel bene e nel male, il canale preferenziale con cui scambiare documentazione e segnalazioni con i clienti. Ed un buon client risulta vitale per riuscire a recuperare quel che serve quando serve, nel marasma di messaggi che si accumulano giorno dopo giorno. Thunderbird è forse l’applicazione desktop che uso maggiormente, dopo il browser e l’editor per il codice.

Gnome (10 euro) – https://www.gnome.org/support-gnome/donate/ – Il mio ambiente desktop. Ogni volta che mi trovo ad usare qualcosa di diverso mi trovo spaesato, ed ogni operazione (in particolare: la ricerca e l’apertura delle applicazioni) mi sembra più lenta e macchinosa. A modo suo, anche questo è uno strumento per la produttività.

Apache Foundation (10 euro) – https://www.apache.org/foundation/contributing.html – Benché in produzione abbia adottato quasi esclusivamente Nginx, il web server Apache resta un componente inevitabile per chiunque lavori sul web.

LibreOffice (10 euro) – https://www.libreoffice.org/donate/ – Al di là della redazione e consultazione di documenti, aprire il template che uso per generare le fatture in Writer è sempre motivo di gran soddisfazione.

Inkscape (10 dollari) – https://inkscape.org/en/support-us/donate/ – Lo uso sia per comporre piccole opere grafiche (banner, loghi, icone…) che per consultare i files SVG che mi arrivano dai colleghi designers (i quali oramai hanno capito di non mandarmeli nel formato PSD di Photoshop).

Rambox (10 dollari) – https://rambox.pro/#donate – Utility che aggrega diversi canali di comunicazione (Telegram, Whatsapp, Messenger…) in un’unica applicazione: assai utile per non perdere la testa tra segnalazioni e messaggi – di natura sia professionale che personale – che ogni giorno piovono da ogni parte. Oramai diventata una presenza fissa sul mio desktop.

OpenPGP.js (5 euro) – https://openpgpjs.org/ – Piccola libreria Javascript che permette cifratura e firma di contenuti direttamente nel browser. Usata con successo per un piccolo lavoro, meriterebbe forse di essere maggiormente sfruttata per implementare funzioni crittografiche client-side.

Summernote (5 dollari) – https://summernote.org/ – Editor di testo WYSIWYG da includere nelle proprie applicazioni web, alternativo ai più noti TinyMCE e CKEditor. Rapido ed indolore, consigliato nei casi in cui il cliente chiede una funzione di editing avanzato di testo ma ce la si vuole sbrigare senza troppe complicazioni.

Semantic UI (5 dollari) – https://semantic-ui.com/ – Completo framework CSS alternativo al più popolare Bootstrap. L’ho usato per un paio di lavori, e benché non sempre perfetto meriterebbe una maggiore diffusione ed adozione.

Weblate (5 euro) – https://weblate.org/en/donate/ – Piattaforma per le traduzioni online. Uso con gran soddisfazione la versione “hosted” (riservata a progetti opensource) per le traduzioni del mio GASdotto.

Fullcalendar (5 dollari) – https://fullcalendar.io/donate – Libreria Javascript per implementare calendari nelle proprie applicazioni web, e visualizzare in modo più o meno interattivo date ed appuntamenti.

 

Per ciascun versamento, laddove possibile, ho lasciato come commento un link alla pagina web che spiega l’iniziativa 1% di Italian Linux Society (nella versione inglese), con l’auspicio che l’idea di fondo possa essere raccolta ed in qualche modo rilanciata per l’interesse stesso dei progetti che sono stati in questo caso coinvolti.

Come sempre invito i miei colleghi, coloro che ogni giorno lavorano con soluzioni opensource e più o meno consapevolmente ne traggono diretto giovamento soprattutto in termini economici, a destinare parte del proprio fatturato – grande o piccolo che sia – alle applicazioni ed ai componenti software che usano per la propria attività professionale.

Uno Per Cento

23 dicembre 2017

All’inizio dell’anno ho pubblicato su Linux.it un appello rivolto ai tanti che, in modo più o meno diretto e più o meno consapevole, lavorano con strumenti e piattaforme libere e opensource, affinché destinassero una piccola parte del proprio fatturato (idealmente l’1%, da cui il nome dell’appello stesso) al sostegno di quegli stessi strumenti. Non per filantropia o generosità, ma per esclusivo interesse personale, bieco opportunismo e spietata avidità: fintantoché tali strumenti – gratuiti, eppure spesso assai più sofisticati e malleabili delle controparti commerciali – esistono e vengono sviluppati, si può continuare a sfruttarli con ampi margini di profitto.

Non so quanto tale appello sia stato colto e recepito, ma so che il suddetto appello si rivolge anche a me – libero professionista di cui pressoché tutti i guadagni derivano dall’utilizzo di componenti opensource – dunque, giunta la fine dell’anno ed emesse le ultime fatture, è giunta anche l’ora di versare il mio obolo.

 

Laravel (86 dollari) – il framework PHP Laravel è in assoluto il mio principale strumento di lavoro. Con esso produco facilmente e rapidamente applicazioni web, e più recentemente mi è capitato di tenere corsi (ovviamente retribuiti). Non esiste un canale per donare a questo progetto, essendo verosimilmente sostenuto da entità commerciali ben più facoltose di me, ma sentendomi in dovere di contribuire a questo ecosistema ho pagato una sottoscrizione annuale a Laracast, portale di video tutorial e supporto; dubito che ne fruirò mai, ma chissà che in qualche modo non torni a sua volta utile. Nota fiscale: il servizio eroga una fattura che può essere personalizzata coi propri parametri amministrativi, e dunque data al commercialista per farla figurare come spesa.

jQuery (50 dollari) – alla faccia di tutti i vari ed astrusi framework Javascript esistenti io rimango fedele al buon vecchio jQuery. Che ha molteplici difetti, ma il grosso pregio di essere facile ed immediato. L’ideale per implementare velocemente piccole interazioni ed animazioni che fanno contento il cliente pagante. L’entità che sostiene jQuery è la Javascript Foundation, che principalmente fa divulgazione e promozione per una serie di componenti (non solo jQuery).

Debian (50 dollari)Debian è e resta la mia distribuzione Linux di preferenza, tanto sul PC con cui lavoro che sui server su cui hosto le mie applicazioni. Da svariati anni non mi capitano più grattacapi a seguito di un upgrade, e posso dunque permettermi di mantenere le macchine sempre aggiornate – e dunque sicure – senza perdere troppo tempo. Per le donazioni si può far riferimento a questa pagina, io ho scelto il metodo semplice (Software in the Public Interest) ma penso che appoggiandosi alle entità tedesche o francesi si può ottenere una ricevuta detraibile dalle tasse.

Gnome (25 euro) – non un vero e proprio strumento di lavoro, ma comunque l’ambiente che mi permette di organizzare tutto il resto. E gestire comodamente le tante applicazioni tra cui mi trovo a saltare durante le mie giornate produttive. Qui la pagina per le donazioni.

Thunderbird (25 euro) – volenti o nolenti, mandare e ricevere mail è parte integrante del mio mestiere. E Thunderbird, pur coi suoi problemi, resta una delle poche soluzioni valide per gestire molteplici accounts di posta e ripescare rapidamente messaggi ed allegati mandati alla rinfusa dai clienti pasticcioni. Qui la pagina per le donazioni.

LibreOffice (25 euro) – ci faccio le fatture, i preventivi, le slide per i corsi: nonostante la mia principale occupazione sia quella di programmatore, qualche documento capita sempre di doverlo produrre. Qui la pagina per le donazioni.

Inkscape (10 dollari) – una piccola eccezione in questa lista: Inkscape non l’ho mai usato per lavoro, bensì per i piccoli task grafici che accompagnano le attività di volontariato (banners, loghi, pagine web…). Motivo percui ricade in una categoria inferiore di donazione, ma comunque anche questi pochi soldi se li merita. Qui la pagina per le donazioni.

Agent (10 euro)Agent è un modulo Laravel per distinguere, server-side, i client desktop, mobile e tablet, ed essere dunque in grado di fornire il template giusto. Utilizzato con profitto in un grosso lavoro.

Laravel Gettext (10 dollari)Laravel-Gettext è un altro modulo Laravel, utile per bypassare il formato nativo usato per le traduzioni (poco compatibile col resto del mondo) ed adoperare al suo posto il formato Gettext (ben più fruibile ed integrabile). Una nota a margine: di moduli Laravel ne uso in gran quantità, e a tutti avrei voluto fare una piccola donazione, ma reperire informazioni a tal proposito è talvolta complicato; per questo, nella fattispecie, sono dovuto andare ad esplorare il profilo GitHub dell’autore, dunque il suo sito personale, ed arrivare dunque ad un link Paypal.

 

Grazie a tutti coloro che producono e distribuiscono software libero e open. In virtù del loro contributo posso permettermi di svolgere lavori molto più grandi di quel che da solo potrei mai permettermi, fatturarli, e tenere per me tutto il profitto. Ridistribuire solo l’1% è, oggettivamente, un affarone.

In chiusura segnalo che ho creato il mio profilo Patreon, piattaforma che permette di erogare donazioni periodiche nel tempo. Principalmente per sostenere il progetto GASdotto, attualmente la mia maggiore opera non commissionata e non retribuita da nessun cliente specifico, benché nei report mensili riporti anche altre attività di sviluppo opensource che mi trovo a condurre (vuoi per esigenze personali – e verosimilmente condivise con altri – o vuoi come spin-off di lavori propriamente detti).