Tarallucci e Vino

18 aprile 2021

La parte complessa dell’esprimere una posizione nei confronti della riammissione di Richard Stallman nel Direttivo di FSF non è tanto scegliere il versante verso cui schierarsi – a favore o contro – quanto districarsi tra le tante sfumature ed argomentazioni che esistono, da ambo i lati, e tra le ancor più variegate relazioni che esistono tra i sostenitori di una particolare posizione nei confronti di tutti gli altri.

Coloro che stanno “con Stallman” presentano una gamma di motivazioni estesa – da “Si, forse ha sbagliato, ma è comunque Stallman dunque bisogna perdonarlo” fino a “È tutto un complotto dei Poteri Forti”, passando inevitabilmente da “Maledetta cancel culture” – ma il presupposto di base rimane sempre e solo uno: Stallman è un soggetto imprescindibile, il faro nella notte, la guida spirituale e morale del Movimento, e non se ne può assolutamente fare a meno.

Coloro che stanno “contro Stallman”, invece, sono di tipologie diverse. Certamente ci sono quelli che ne contestano, prima di ogni altra cosa, gli atteggiamenti e le inclinazioni sessiste e omofobe, invocando il suo allontanamento in qualità di soggetto poco salutare per l’inclusione e la tolleranza all’interno della community free software, ma ce ne sono anche molti altri – potrei dire “la maggioranza”, ma è una stima puramente soggettiva – che si sono uniti a questo filone (anche sottoscrivendo la lettera aperta per le dimissioni del board FSF, ma anche no) con il fine più o meno apertamente dichiarato di liberarsi di un personaggio ritenuto dannoso in senso assoluto, non solo per i modi politically-incorrect ma proprio perché totalmente inetto a essere guida di un Movimento che già di suo stenta ad evolvere insieme al contesto in cui si muove.

Le posizioni del suddetto “soggetto imprescindibile” sono di fatto arenate agli anni ’90, e non si sono mai tenute al passo con quella che è la quotidiana realtà e le contemporanee sfide della tecnologia. Gli smartphone? Non usateli. Il cloud? Non usatelo. I dati necessari ad alimentare i modelli di machine learning? Non pervenuto. La sostenibilità del modello free software? Nessuna risposta valida. Chiunque abbia assistito ad una sua presentazione – in qualsiasi contesto, in qualsiasi frangente, a qualsiasi pubblico – oramai sa che vengono reiterate sempre le solite manfrine, ricche di lamentazioni e povere di spunti.

Ed è a questa persona che molti dicono “No”. Anche se fosse appurato in modo inoppugnabile che non ha mai deliberatamente palpato nessuna donna in ascensore o che – a smentita delle malelingue – abbia partecipato a tutti i Pride di Boston con scritto “love is love” sulla fronte.

Chiaramente le risposte ufficiali non fanno il minimo riferimento né danno la minima replica a questo fronte di contestazione. Stallman chiede pubblicamente scusa (all’incirca…) per il suo linguaggio, il Direttivo FSF giustifica la sua scelta appellandosi al suo “impareggiabile acume storico, legale e tecnologico” (…), i commentatori dichiarano che “la comunità del software libero lo riabbraccia“, e l’intera vicenda finisce a tarallucci e vino.

O forse no.

Non mi pare di aver letto molte dichiarazioni di perdono in Rete, men che meno dai tanti soggetti che nei giorni precedenti hanno negato a FSF sostegno e supporto. E anzi un gruppo di maintainer del progetto GNU – costola del medesimo Stallman – subito dopo la farsa dei comunicati congiunti ha costituito una “assemblea” per coordinare il progetto stesso al di fuori di FSF, prendendone evidentemente le distanze.

Gli stallmaniani più duri e puri potranno pure dire che la vicenda si è felicemente risolta, e tutto torna alla normalità. Una restia normalità in cui ci si crogiola da anni, auto-convincendosi che l’essenza del Movimento stia nel contestare Google, Microsoft e Facebook e poco altro. Ma non c’è da crederci, né da sperarci, soprattutto adesso che chi aspira ad un Movimento migliore – sia dal punto di vista sociale che da quello tecnologico, ma che solitamente è sopraffatto dalla rumorosa frangia conservatrice – ha avuto modo di constatare, nella bagarre generale che ne è venuta fuori, di non essere da solo.

2 Risposte a “Tarallucci e Vino”


  1. Parole molto sagge le tue, specialmente nel passaggio in cui evidenzi che la FSF o RMS non offrono risposte alle nuove frontiere della libertà delle persone: nuvole, furbofoni, rastrellamento dati.
    Tutti aspetti oggigiorno sempre più vitali e che richiedono che il software sia libero come ancora predicano in FSF.


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