Uno Per Cento (2020)

20 dicembre 2020

Per il quarto anno torna l’appuntamento con la ridistribuzione di una parte del mio fatturato ai progetti liberi e open source con cui ho lavorato (e che per l’appunto hanno permesso di generare quello stesso fatturato), come raccomandato dalla Campagna 1% promossa da Italian Linux Society.

Dopo quattro anni alcuni riferimenti vengono ripetuti e sono oramai diventati dei “classici” ed ho già più volte citato il motivo della loro inclusione in questo elenco periodico, dunque evito di ripetermi per l’ennesima volta: chi fosse interessato ad approfondire, può trovare qua l’elenco completo di codesti report annuali. Molti altri sono nuovi, vuoi perché ho “scoperto” che su OpenCollective sono indicizzate diverse librerie e diverse applicazioni che uso per svolgere il mio lavoro e di cui non avevo trovato in precedenza indicazioni per le donazioni, vuoi perché grazie al comando “composer fund” ho avuto modo di prendere coscienza di diversi elementi essenziali usati – magari in modo indiretto – nelle mie applicazioni PHP e dunque meritevoli di attenzione.

Let’s Encrypt (50 dollari) – https://letsencrypt.org/donate/

Thunderbird (50 dollari) – https://donate.mozilla.org/en-US/thunderbird/

GitLab (48 dollari) – https://about.gitlab.com/pricing/ – ok, questa non è propriamente una donazione ma il pagamento di un servizio (il “Bronze Plan”), non fosse che il servizio non l’ho mai usato e questo è stato l’unico modo che ho trovato per dare un po’ di quattrini alla celebre piattaforma di hosting di codice (che, contrariamente all’ancor più popolare GitHub, è open source).

Bootstrap (30 dollari) – https://opencollective.com/bootstrap/ – il celeberrimo (e talvolta abusato) framework CSS, amato da tutti i programmatori che – come me – non hanno tempo, voglia e capacità di realizzare interfacce web gradevoli. Strumento imprescindibile per una gran parte dei progetti su cui lavoro, e che mi permette di ottenere risultati decenti con il minimo sforzo.

Debian (30 dollari) – https://www.debian.org/donations – questo rientra tra i riferimenti “classici”, ma aggiungo una nota: la donazione di quest’anno è stata un poco più contenuta rispetto ai soliti 50 dollari in quanto risulta che in Debian abbiano fin troppi soldi e non sappiano cosa farsene. Che, devo dirlo, è un problema piuttosto ricorrente tra le realtà no-profit.

OpenBSD (25 euro) – https://www.openbsdfoundation.org/donations.html

Ubuntu (25 dollari) – https://ubuntu.com/download/desktop/thank-you

Gnome (25 dollari) – https://www.gnome.org/support-gnome/donate/

Inkscape (25 dollari) – https://inkscape.org/support-us/donate/

Libreoffice (25 euro) – https://www.libreoffice.org/donate/

RamBox (25 dollari) – https://rambox.app/donate.html

jQuery (25 dollari) – https://openjsf.org/javascriptlandia/

Adminer (25 dollari) – https://sourceforge.net/p/adminer/donate/ – strumento estremamente utile quando si deve operare sul database di uno spazio web in hosting: si piglia un singolo file PHP, lo si carica via FTP, ci si accede via browser, si inseriscono username e password, e si ha una completa interfaccia per importare, esportare, eseguire query e quant’altro. Una enorme quantità di tempo risparmiata.

Laravel DebugBar (24 dollari) – https://github.com/sponsors/barryvdh

Composer (21 dollari) – https://github.com/sponsors/Seldaek – il package manager per PHP, che permette con poco sforzo di installare ed aggiornare pacchetti con cui estendere le proprie applicazioni. Per la cronaca, qui si trova l’elenco dei miei pacchetti PHP pubblicati in licenza libera.

Doctrine (20 dollari) – https://www.doctrine-project.org/sponsorship.html – libreria ORM per PHP. Personalmente non lo uso direttamente (adoperando Eloquent, parte del framework Laravel) ma è comunque un componente basilare dello stack su cui abitualmente lavoro.

Sury (20 euro) – https://deb.sury.org/ – il lavoro svolto da questo sviluppatore è encomiabile: portare le versioni più nuove di PHP sulle versioni più vecchie di Debian, permettendomi di procrastinare all’infinito il momento della dismissione e della migrazione di numerosi server. Giornate e giornate intere risparmiate semplicemente abilitando il suo repository tra le sorgenti di APT.

Filezilla (20 euro) – https://opencollective.com/filezilla – per quanto l’accesso SSH ai server sia infinitamente più comodo ogni tanto tocca interfacciarsi al sito di qualche cliente, ospitato su un qualche generico servizio di hosting, via FTP. In quei casi, Filezilla è la mia scelta di default.

Plyr (20 dollari) – https://opencollective.com/plyr – libreria Javascript che astrae i player video di YouTube e Vimeo e di renderne omogenea la personalizzazione grafica. Di per sé dovrebbe ricadere nella mia personale fascia delle “donazioni da 10 euro”, ma lo uso da anni e solo adesso ho scoperto il modo di fargli arrivare qualche soldo dunque quest’anno ho recuperato almeno un po’ di arretrati.

DAVx5 (10 euro) – https://www.davx5.com/donate

Drupal (10 euro) – https://www.drupal.org/association/donate – solitamente non uso questo CMS (né, in effetti, nessun altro) per il mio lavoro, ma quest’anno è stato protagonista di una commissione abbastanza ben pagata dunque gli cedo un contributo.

mediasoup (10 dollari) – https://opencollective.com/mediasoup – la libreria di base di EduMeet, una delle applicazioni di videocall più apprezzate dalla community open source durante il lockdown COVID-19 (dopo il popolare Jitsi). Nonché applicazione su cui per un breve periodo ho lavorato per conto di un cliente, motivo che qualifica questo componente per almeno una piccola donazione.

cURL (10 dollari) – https://opencollective.com/curl – molto bello Guzzle, ma ogni volta che devo implementare una funzione PHP che effettua operazioni via HTTP finisco sempre per scegliere la libreria cURL. Anche perché è la soluzione che più facilmente si trova cercando su StackOverflow

Carbon (10 dollari) – https://opencollective.com/Carbon – un’altra libreria PHP (per la manipolazione delle date) che direttamente uso poco, ma da cui dipendono svariati altri componenti che uso regolarmente.

select2 (10 dollari) – https://opencollective.com/select2 – libreria Javascript che estende e potenzia i cosiddetti “menu a tendina” nelle pagine HTML. Sinceramente preferisco l’Autocomplete di jQueryUI, ma un certo mio cliente no e pertanto uso (e pago) questo.

inputmask (10 euro) – https://github.com/RobinHerbots/Inputmask – libreria Javascript per la validazione degli input nelle caselle di testo. Immensamente utile quando si deve far introdurre all’utente un codice fiscale, un IBAN, o qualsiasi altra informazione con un pattern noto.

PhotoRec (10 euro) – https://www.cgsecurity.org/wiki/PhotoRec – protagonista di una storia avvenuta durante il lockdown, brevemente narrata in questo tweet.

FlySystem (4 dollari) – https://github.com/sponsors/frankdejonge – ennesimo componente PHP che mi trovo incidentalmente ad usare con una discreta frequenza in virtù dell’integrazione nativa in Laravel. Solo recentemente ho attivato la sponsorizzazione ricorrente su GitHub Sponsor, motivo percui quest’anno gli è arrivato così poco.

Da questo elenco mancano alcuni soggetti cui avrei dovuto dare un po’ di soldi, ma senza riuscirci. Tra questi: MariaDB (tentando di attivare una donazione annuale il profilo su LiberaPay dice che “non è pronto a ricevere donazioni”) e Apache Foundation (due volte ho provato a compilare il modulo online, ma la transazione PayPal è sempre fallita). Sarà, spero, per il prossimo anno.

Come sempre raccomando ai miei colleghi – siano essi imprenditori, freelance o amministratori di piccole agenzie – di devolvere una parte del proprio fatturato agli strumenti open source con cui svolgono il proprio mestiere, e senza i quali probabilmente non avrebbero i mezzi per svolgerlo. Non per generosità o beneficienza, ma per accertarvi che questi siano continuamente sviluppati e mantenuti e vi permettano anche in futuro di lavorare, fatturare e fare profitti. Per i titolari delle aziende più grandi, e dunque con una porzione maggiore di fatturato da ridistribuire, ricordo la possibilità di diventare sponsor dell’associazione Italian Linux Society: oltre a contribuire alla popolarità del software libero e open source in Italia otterete anche una discreta visibilità presso il pubblico più vicino a queste tematiche (raggiungendo, magari, qualche nuova risorsa che possa contribuire a far crescere la vostra attività).

3 Risposte a “Uno Per Cento (2020)”

  1. Ciao Bob Says:

    Ciao Bob, capisco lo spirito dell’iniziativa, mi chiedo però se non sia opportuno raccomandare ai donatori di finanziare anche prodotti promettenti su cui non fanno (ancora) affidamento nel lavoro. Se a beneficiare delle somme fossero più progetti in fase iniziale e meno altri stabili ma di fatto abbandonati, ne gioverebbe la prosperità del settore (e i loro affari).

  2. madbob Says:

    Il punto è sostenere i progetti con cui si lavora o magari si vorrebbe lavorare, siano essi già consolidati (e magari poco sviluppati) oppure nuovi (e attivamente mantenuti).
    Sicuramente un incoraggiamento a quelli nascenti è opportuno e consigliabile, ma qualche risorsa è sempre necessaria anche per quelli più vecchi e maturi (vedasi il celeberrimo bug HearthBleed in OpenSSL).

  3. Grazie Bob Says:

    Giusto compromesso, Bob, ottimo come sempre. Buon Gravitale a te e famiglia.


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