Altrove

11 giugno 2017

Negli scorsi giorni ho avuto modo di consultare alcuni dei principali forum italiani dedicati all’informatica, e soprattutto alla programmazione, ed ho tratto qualche conclusione.

La prima, tutt’altro che scontata, è che i forum online sono ancora popolati. Certo probabilmente anche questa categoria di media comunitari ha visto momenti migliori, ma ancora non è raro vedere il post di qualche giovine che chiede consiglio in merito ad un progetto da implementare per la scuola, o sull’università da frequentare, o su particolari tecnologie con cui deve ancora prendere dimestichezza. Ma proprio qui sta il problema. O meglio: non nelle richieste, quanto nelle risposte ricevute.

Tutte le community visionate prevedono una sezione dedicata al supporto su Linux, solitamente ben frequentata da utenti che sanno dare risposte puntuali ed un ragionevole livello di assistenza. Con buona pace dei forum monotematici, dedicati espressamente al tema Linux o peggio ad una singola distribuzione, attivi ma isolati rispetto al resto della Rete. Il fatto è che, almeno stando alla mia sommaria impressione, al di fuori di queste aree delimitate la presenza pro-freesoftware sia scarsa o nulla, e viene lasciato campo libero alle vecchie generazioni. Quelli che hanno colonizzato per prime questi spazi, quelli che difficilmente si trovano su un gruppo Facebook o su Reddit, quelli che sono convinti di saperla più lunga degli altri semplicemente perché ci sono da più tempo (senza rendersi conto che, proprio in virtù del tempo, le cose cambiano). Quelli che hanno passato la vita ad implementare gestionali contabili in Visual Basic, quelli percui WindowsXP è il miglior sistema operativo della storia, quelli cresciuti nella cultura secondo cui “Linux è un cancro”. Quelli che dimostrano una ostilità aperta, cieca, brutale, a volte violenta nei confronti dell’opensource, e cui basta leggere questa parola in un post per arroccarsi in un thread e – a prescindere da quel che era il topic della discussione – sciorinare fiumi di luoghi comuni e posizioni retrograde. Perché se pubblichi il codice poi te lo rubano (!), perché se adotti una licenza opensource poi hai problemi legali (?), perché nessuno campa con l’opensource (?!). Confuse linee di pensiero che poi restano lì, ad uso del prossimo giovanotto che capiterà su quel thread (deliberatamente, o casualmente cercando qualche termine su Google), e che contribuiranno a formare una idea nella sua testa.

Ben conoscendo l’esistenza e la radicalizzazione di queste posizioni ho voluto pubblicare una pagina su linux.it, che riassume alcuni dei preconcetti più diffusi e cerca di fornire una contro-argomentazione in linea con quella che è la realtà attuale, eppure sembra necessario presidiare attivamente quelle che sono le pubbliche piazze dell’internet, oggi per l’appunto infestate dalla dannosa tecno-geriatria che genuinamente crede (e pertanto vuol far credere agli altri) che la vendita di licenze sia l’unico modello esistente per chiunque voglia condurre una carriera professionale in ambito software.

Io personalmente mi sono almeno per ora parcheggiato sul forum de iprogrammatori.it, ed ogni tanto do uno sguardo ai nuovi topic per vedere se abbisognano di un intervento. Perché altrove, al di fuori della comfort-zone delle community più squisitamente Linux-friendly, c’è ancora un gran lavoro culturale da fare.

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Una Risposta to “Altrove”


  1. […] Altrove i furum (forums? fora?) #:Web, Internet ::: MadBob […]


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