La Grande Menzogna

14 aprile 2017

Chi mi conosce lo sa: reagisco sempre male quando qualcuno mi ricorda che “non si deve dire Linux, ma GNU/Linux”. Eppure la mia reazione è sempre stata oggettivamente spropositata nei confronti di una apparentemente innocua richiesta, certo non misurata alla classica e sobria contro-argomentazione percui “è meglio dire Linux, perché è un nome più diffuso”. Non sono mai riuscito a spiegare fino in fondo questo mio istintivo astio, neppure a me stesso, ma forse dopo lunga riflessione sono giunto ad una conclusione.

E la conclusione è che “GNU/Linux” è una menzogna.

Per comprendere appieno tale inedita posizione, quasi blasfema secondo i canoni della shari’a stallmaniana, è opportuno iniziare a delineare il contesto di riferimento, ovvero la figura dello stesso Richard Stallman – indubbiamente, primo promotore del presunto obbligo morale di anteporre il prefisso “GNU” – e dei suoi fedayyin.

Già ho avuto modo di commentare come sia stata forzosamente introdotta la distorsione percui il modello di sviluppo condiviso dovrebbe essere un fondamento del freesoftware, abbondantemente sbugiardabile dalla mole di materiale storico a disposizione e giustificabile dal desiderio di assegnare al Movimento Freesoftware (e dunque, in primis, proprio a Stallman) gli indubbi meriti e successi del modello opensource, ma da allora – a distanza di quasi due anni dal mio originario post – ho constatato come questa falsa idea sia stata attivamente promossa, divulgata, e progressivamente assorbita prima dai fedelissimi e via via dai sostenitori più vicini al loro cerchio magico.

Altri indizi sul subdolo modus operandi adottato dalla GNU/propaganda, basato sull’alterazione e la puntuale mala-interpretazione, non sono difficili da trovare. Un giorno per caso mi sono trovato sulla pagina Wikipedia che descrive il significato della parola “cracker”, ed ho visto citato il nostro barbuto Profeta come illuminato ed eroico ideatore del termine – che, nell’intento, vuole tutelare il ben più alto significato del termine “hacker”. Sorpreso da tale rivelazione ho tentato di cercarne una qualche fonte su Internet, invano: nessuno ha mai documentato questo fatto, eppure qualcuno si è sentito in dovere di sbandierarlo sull’enciclopedia online più consultata. Ho editato io stesso la pagina per sopprimere l’ennesima bugia, infondata, che attribuisce a sproposito meriti e onori a chi meriti ed onori non ha. In altre circostanze non ho invece potuto provvedere. In questo articolo, apparso su un sito locale ben noto qui in Piemonte, al GNU/Messia viene addirittura attribuita la nascita della stessa Wikipedia. Considerando che l’evento annunciato dall’articolo – il colloquio tra Stallman e l’allora sindaco di Torino, Fassino – era noto solo ad una manciata di persone, tra cui appunto un fervido ed attivissimo cultore della mitologia stallmaniana – artefice del suddetto incontro, e forse unico a tenere alla sua divulgazione -, non faccio fatica ad immaginare come questa piccola svista sia potuto giungere, magari sottoforma di comunicato stampa copiato ed incollato, sulle pagine di un frequentata fonte di informazione, a portata di un pubblico che probabilmente non sa come stanno davvero le cose (e non sa del fork operato nel gennaio 2001 per affossare l’allora Nupedia, embrione di Wikipedia).

Appurata l’inclinazione al revisionismo da parte di una certa fronda del Movimento Freesoftware, arriviamo dunque al nostro “GNU/Linux”. Su gnu.org c’è una intera (e lunghissima!) pagina che dettaglia tutte le motivazioni per le quali la dicitura estesa sarebbe preferibile: perché senza GNU oggi non esisterebbe nessun sistema operativo libero (infatti BSD non esiste, no?), perché GNU è una parte integrante ed indivisibile del sistema operativo propriamente detto (ma stranamente nel sommario di “Operating Systems Design and Implementation” di Andrew Tanenbaum – che mi sembra una referenza sufficientemente autorevole sul tema – trovo riferimenti a scheduling, filesystem, I/O, ma nessuno a interpreti di comandi e benché meno a compilatori o editor di testo…), fino a giungere alla pena del perché se lo chiami “Linux” devi pagare i diritti per l’utilizzo del nome (sfacciatamente falso). Il tutto condito da abbondanti dosi di moralismo, atto ad indurre lo sprovveduto lettore all’unica Verità Assoluta: attento, se non lo chiami “GNU” ti stai confondendo, ti aiutiamo noi che ci teniamo all’istruzione; del resto – allacciate le cinture – quel cattivone di Torvalds non ha mai sostenuto la libertà di cooperare, dunque i buoni siamo noi. Stupisce che la pagina non si concluda con un “Amen”.

Infine, diciamocelo: la stragrande maggioranza delle persone che usano l’etichetta “GNU/Linux” lo fa per esasperazione, perché continua a sentirsi ripetere (a volte anche in modo verbalmente violento) che è giusto e corretto ed è immorale fare altrimenti, dunque si finisce per cedere senza neppure capire bene perché o, peggio, per evitare ritorsioni.

Ma ancora non siamo arrivati al punto citato nell’incipit di questo post: perché reagisco così male dinnanzi all’invito di usare la menzione “GNU/Linux”? Perché è falsa, fondata su presupposti falsi, promossa da chi ha oramai fatto il callo con la diffusione di nozioni false, e se forse può essere tollerata certo non può essere incentivata all’interno di un movimento culturale che fa della conoscenza e della consapevolezza la propria ragion d’essere. Tutto qui. L’ossessione nei confronti del nome “GNU/Linux” è antitetica rispetto a tutto quel che si suppone esso stesso vorrebbe rappresentare.

E pertanto: no, se non scrivo “GNU/Linux” non è perché mi sono confuso, o perché non conosco la storia (anzi mi sembra di conoscerla meglio di molti altri), né per distrazione e men che meno per comodità. Bensì per deliberata scelta di onestà intellettuale. Una qualità sempre più rara all’interno del nostro movimento.

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7 Risposte to “La Grande Menzogna”


  1. […] La Grande Menzogna #:sistemi operativi ::: MadBob […]

  2. vinnie Says:

    Uhm, è pur vero che però quando si dice “uso linux” si sottointende anche tutto l’ambiente slegato dal kernel. Che poi sia opinabile volerlo tutto racchiudere sotto la dicitura “gnu” ci posso anche stare, ma è una questione di preferenze personali.
    Su una cosa sono comunque d’accordo con te, che non ha senso voler imporre il nome di questa cosa, perché tanto alla fine ognuno è libero di chiamarla come vuole.
    P.s. sono quello che ti ha salutato al codemotion che non conoscevi ma che ti ha detto che legge il tuo blog XD

  3. m4db0b Says:

    Premesso che si, ognuno lo può chiamare come vuole (“Linux”, “GNU/Linux”, “Ubuntu” – a prescindere dalla effettiva distribuzione in uso – o “il programma che faccio partire sul computer al posto di Windows”), ad un certo punto dovrebbe scattare anche un minimo di “coscienza di community”: già i temi di cui parliamo sono mediamente complessi (per cogliere l’importanza del software libero è necessaria la pregressa conoscenza di cos’è il software, nozione tutt’altro che diffusa), se complichiamo il tutto anche con fattori pseudo-storici di oggettiva secondaria importanza non lamentiamoci poi se nessuno ci da ascolto.

  4. Ciaaaa Says:

    beh ormai puoi rilassarti, tutti usano Ubuntu o Android, e nessuno usa più GNU/Linux

    la frittata puoi girarla come vuoi, ma siamo sempre là: programmatori bravi o mediocri, parliamo col silicio e non sappiamo parlare tra di noi


  5. Intervengo con “un po’” di ritardo con qualche riflessione che non ha alcuna pretesa.

    – Senza un compilatore “gratis” puoi avere tutto il codice FOSS che vuoi ma non puoi avere eseguibili. Gcc adempie questo compito da oltre trentanni. Altre alternative non son mai state altrettanto appetibili. Solo recentemente è arrivato llvm che si giova di una progettazione “più fresca e modulare” e di una licenza che permette di rendere proprietarie le opere derivate. Chissà perché Apple la finanzia alla grande.
    – Gnu è nato quando BSD aveva “qualche piccolo problema legale” che mi risulta si sia chiarito definitivamente solo dopo l’affermazione di Linux (il kernel).
    – Gnu è una reimplementazione di quasi tutto quello che in Unix non è kernel. Non è poi così poca roba.
    – Rms è incredibilmente caparbio (leggi pure “una zucca dura” :) ) però è stata la sua testardaggine che ha reso possibile tante altre cose. Sì, è vero, se ti metti ad argomentare con lui scopri che l’unico modo per discutere con lui è dargli ragione o dargli la tara…

  6. m4db0b Says:

    – prima di GCC c’era PCC, benedetto da Ritchie in persona ed assai popolare in ambiente BSD. La licenza di LLVM non è né più né meno “software libero” della GPL di GCC – https://www.gnu.org/licenses/license-list.html#NCSA
    – hai un link per approfondire?
    – nessuno dice che sia “poca roba”, ma solo che “non è il sistema operativo”. Anche LibreOffice non è “poca roba”. O Firefox. Ma nessuno ha mai preteso di chiamarlo “Mozilla/Linux”
    – tante cose ha reso possibili, tante altre le ha ignorate o osteggiate, il bilancio netto del movimento freesoftware non mi sembra così positivo da poter elargire cieche ed incondizionate lodi


  7. […] da superare oltre alle tante che già esistono. Perché prospera nell’ignoranza (storica e tecnica) e nella paura, distoglie l’attenzione dai veri problemi e dalle vere soluzioni, istiga alla […]


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