Arancina Mon Amour

7 luglio 2016

Il 24/25/26 giugno sono stato a Palermo per l’edizione 2016 della ConfSL, ed incurante della distanza geografica, della concomitanza con Wikimania 2016, del modesto appeal del programma e delle incombenze professionali, mi ci sono recato.

Il lato negativo è che – anche, ma non solo, a causa della distanza geografica e della concomitanza con Wikimedia 2016 – l’affluenza è stata approssimativamente pari a zero. Il lato positivo è che, proprio in virtù di tale assoluta assenza di pubblico, si è (almeno in parte, e su piccola scala) avverato quello che da tempo avrei voluto vedere alla ConfSL: una occasione di confronto interno alla nostra community. Al venerdi, una parvenza di programma è stata tenuta seppur con occasionali divagazioni. Al sabato pomeriggio non si è neppure provato a tenere talk in senso stretto, un pò tutti si sono dedicati a chiaccherate sparse. Idem per la domenica. Le serate, prima unico ambito ristretto per discutere clandestinamente tra noi, sono diventate prosecuzioni dei dibattiti iniziati nel pomeriggio. E, ne sono certo, queste circostanze sono state molto più utili di tre giorni di talk divulgativi sui soliti temi che tutti conosciamo fin troppo bene.

Andando più o meno con ordine, ho avuto modo di approfondire…

Scopi, obiettivi ed aspirazioni dell’associazione Industria Italiana del Software Libero. Il progetto è nato circa due anni fa, ma non ho mai avuto modo di confrontarmi con un qualche partecipante.; in questa occasione invece mi sono prima imbucato in una loro riunione, e poi ho scambiato una lunga chiaccherata col presidente. Le intenzioni sono buone, mirate al potenziamento di un’area che in Italia (contrariamente al resto d’Europa) abbiamo sempre trascurato, ignorato e sottovalutato ovvero quella del business opensource. Purtroppo sinora l’attività non è stata così evidente, a mio modesto parere soprattutto per via di un eccessivo zelo nei confronti di formalismi e regolamentazioni fini a loro stesse, e se da una parte posso capire che l’approccio al mondo imprenditoriale deve necessariamente essere diverso da quello verso il mondo amatorial/dilettantistico dei LUG dall’altra aspirerei a vedere maggiore intraprendenza e spirito d’iniziativa.

L’inattesa realtà freesoftware palermitana. Ben pochi LUG, tra quelli che ho sinora conosciuto e visitato, possono vantare una così alta partecipazione di giovani come lo Sputnix, il quale gode dell’essere una associazione studentesca fortemente radicata presso l’università locale ed operando dunque in un contesto naturalmente popolato da giovanotti entusiasti, curiosi e volenterosi. Certo anche questa realtà ha i suoi grattacapi (quale non ne ha?), ma le discussioni intrattenute con gli studenti mi hanno illuminato nei confronti del ruolo delle università come poli di aggregazione e reclutamento per la prossima generazione di linuxari d’assalto.

L’oramai celeberrimo progetto di migrazione del Ministero della Difesa a LibreOffice, narrato direttamente dal Generale Sileo. Più in generale sono lieto di aver drenato qualche spunto e qualche dritta in merito a questo genere di operazioni massive, che si stanno adesso rivelando utili per affrontare la migrazione a Linux del Comune di Torino (annunciata due anni fa, incredibilmente in lavorazione, e su cui più recentemente ho avuto modo di intervenire personalmente): una cosa è leggere gli articoli che spuntano qua e là, un’altra cosa è ascoltare chi ci è passato.

Il pensiero di John Sullivan, direttore esecutivo di FSF, il braccio operativo di Richard Stallman, ospite d’eccezione della ConfSL 2016. Sicuramente un brav’uomo, certamente cordiale e disponibile, forse un poco disorientato dal suo primo impatto con una Italia in questa sede rappresentata dalla caotica Palermo, ma col carisma di una piastrella. Dall’incontro con esso avrei voluto trarre qualche pensiero, qualche ispirazione, qualche spunto, qualche prospettiva, ma dal timoniere della massima organizzazione mondiale di promozione del freesoftware ho carpito solo qualche “forse”, qualche “vedremo”, e qualche generico aneddoto di vita statunitense. Quando ha iniziato ad insistere troppo sul progetto GNU non ho potuto esimermi dal dire “GNU può forse essere un obiettivo di FSF, ma non del Movimento Freesoftware”; non ha saputo replicare.

La devastante attività divulgativa di Mozilla Foundation, qui personificata dal virgulto Daniele Scasciafratte, il quale gira l’Italia organizzando workshops, hackathons, incontri smanettosi, e coinvolgendo fiumi di giovanotti sulla programmazione web con strumenti opensource. Con lui ho a lungo chiaccherato in aereoporto, in attesa dei rispettivi voli, e mi ha ampiamente illustrato i meccanismi interni alla – libera, ma rigorosa – comunità Mozilla di misurazione e valutazione usati per quantificare i risultati ottenuti a fronte degli sforzi impiegati. Argomenti e considerazioni certo non banali, che prima o dopo dovrò tentare di introdurre anche nello strampalato mondo dei Linux Users Groups.

A margine di tutto ciò ho mangiato un sacco di arancine, sono stato portato a visitare angoli meno noti della caratteristica Palermo, ho fatto progetti e ho commentato idee. A posteriori, è stata (involontariamente) una bella esperienza.

Come al termine di ogni ConfSL sono state avanzate le candidature per la prossima edizione, e si sta facendo strada un proposito inedito ed audace: ricominciare daccapo, in modo completamente diverso. Ma di questo ne riparliamo – eventualmente – il prossimo anno.

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