Un Esilio

15 febbraio 2015

Nei giorni scorsi è avvenuto un fatto che, non dubito, avrà un qualche impatto sul medio/lungo termine. Il fatto è che una persona e’ stata espulsa dalla mailing list del gruppo WiiLD. Un evento talmente straordinario da meritare un commento. Un evento talmente straordinario da meritare una presa di posizione.

Personalmente, sono assolutamente d’accordo con l’azione intrapresa. Non solo la appoggio, in modo incondizionato, ma mi rammarico che tal genere di provvedimenti siano sempre stati in qualche modo mistificati e dunque evitati all’interno di molte altre mailing list. Decretandone la morte.

Ma prendiamola alla larga.

Partiamo dalle motivazioni dell’espulsione. La persona in questione aveva di fatto “occupato” la mailing list, inviando secchiate di messaggi tutti i giorni a tutte le ore, intervenendo in qualsiasi discussione, la maggioranza delle volte per dirottarle sulle questioni filosofico-politico-puritane che tanto entusiasmano ed eccitano una (piccola ma rumorosa) fetta della popolazione linuxara. Di fatto allontanandosi dalle finalità originali della lista, ovvero fornire supporto ed assistenza a chi, soprattutto tra docenti ed operatori scolastici, vuol scoprire per la prima volta a Linux ed al software libero. Col tempo i toni del personaggio si sono sempre maggiormente alzati, arrivando all’epiteto e all’attacco diretto, fino al punto di indurre gli amministratori della lista a contattarlo per chiedergli di darsi una regolata. Una volta. Due volte. Tre volte. Infine, al culmine di un lunghissimo thread in cui suddetta persona ha sparato a zero sull’intera lista – evidentemente colpevole di non essere sufficientemente fedele al dogma stallmaniano (chissà, forse si aspettava che ad essere espulsi fossero quelli che segnalavano peccaminosi servizi online closed source?) – qualcuno si è deciso a fare quel che intimamente si sarebbe voluto fare da tempo: procede all’allontanamento forzoso.

Cui sono seguite – prevedibili – lamentazioni. Sulla democrazia violata, sull’abuso dei moderatori, sulla repressione forzosa delle opinioni. Cieche opposizioni mosse senza tener conto del contesto, delle motivazioni storiche, di fatti e persone. Senza badare ai tentativi occorsi precedentemente per sistemare civilmente la situazione, tutti resi vani dall’ottusità della controparte. Senza badare al fatto che quelle stesse accese opinioni sono sempre state mosse da molti altri iscritti, ma in modo ben più composto e ragionevole e dunque sempre ben accolto. Senza badare che su 800+ iscritti alla mailing list ben pochi sono coloro che hanno battuto ciglio dinnanzi al presunto scandalo, e da ciò si desume che proprio un gran scandalo non è stato.

Ma il vero punto della questione non è questa espulsione, quanto il fatto che sia stata una delle pochissime espulsioni che, a mia memoria, si sia avuto modo di vedere su una mailing list linuxara. E torniamo alla considerazione iniziale: è un bene che sia andata cosi’? E’ un bene che troll e contestatori siano sempre stati tollerati, o quantomeno non siano mai stati arginati, in nome della democrazia e del diritto di espressione? Ad oggi, col senno di poi e con le maggiori mailing list nazionali totalmente desertificate, possiamo davvero asserire ciò?

Forse dovremmo fare un passo indietro. E prendere atto del fatto che subbissare una lista di mail, ed intervenire a gamba tesa con toni arroganti e pretestuosi su qualsiasi argomento, forse non rientra entro i legittimi limiti del diritto di espressione esattamente come non vi rientra il fatto di affacciarsi al terrazzo e strillare le proprie opinioni alle 4:00 del mattino. E magari dovremmo anche prendere atto del fatto che il sistema in cui qualcuno fa quel che vuole, fregandosene non solo dell’opinione e del benessere della maggioranza ma anche di ogni regola di convivenza civile, non si chiama “democrazia” bensì “anarchia”, ed è una cosa un pò diversa. E forse dovremmo prendere atto del fatto che, contrariamente a quanto asserito da coloro che vivono di un ideale romantico di “software libero” senza avervi mai realmente contribuito e senza aver mai partecipato in nessun modo salvo poi pretendere di insegnare ad altri che cos’é e come funziona, le comunità ove effettivamente esso viene progettato, modellato ed implementato si reggono su modelli meritocratici o di dittatura benevolente, e questi sono gli unici che permettono di perseguire qualsivoglia obiettivo e risultato.

Ma del resto, si sa, le nostre comunità di promozione e discussione sono contaminate e spesso dominate da un sistema di valori distorto e strumentale, che fa facilmente presa su coloro che, incapaci di formulare un proprio parere su tematiche così complesse ed articolate, si fanno vessillo di quello presentato come “più eticamente giusto”.

Per la cronaca: l’altro giorno ho espulso la stessa persona in oggetto a questo post da una mailing list locale di cui sono amministratore. Essa ci si era iscritta solo poco tempo fa ed aveva inviato solo un paio di messaggi, peraltro assolutamente innocui ed addirittura condivisibili. L’intento è quello di assecondare e dare un seguito alla – per me – giustissima azione condotta dagli amministratori della lista WiiLD, e contribuire nel mio piccolo a far terra bruciata intorno ad un personaggio considerato deleterio. Affinché questo esilio sia completo. Affinché questo esilio funga da esempio. Affinché questo esilio non sia necessariamente “il primo di tanti” (nessuno si augura di dover davvero espellere tante persone da altrettante mailing list), ma che sia almeno il primo.

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