Reboot

1 gennaio 2015

“Anno nuovo, vita nuova”, si suole dire. La tradizione del post di fine (e inizio) anno la mantengo. Molto altro no.

Un paio di mesi fa ho lasciato l’impiego a tempo pieno oggetto dell’articolo pubblicato a cavallo tra 2013 e 2014, di cui mi lamentavo tanto, diretta o indiretta causa del mio stato di disagio e pessimismo. Mi sono messo “in proprio”, o meglio in cooperativa con altri, amici in cui sono incappato nel corso degli anni e tutti accomunati dalle medesime inclinazioni (in primis, quella per il freesoftware) pur con specialita’ diverse. Sicuramente e’ troppo presto per dire se questa sia stata una scelta saggia e lungimirante o meno, ma “a caldo” posso ritenermi fin qui soddisfatto: le commesse non mancano, posso gestirmi il tempo come preferisco, qualcun’altro si occupa delle beghe fiscali (vero ed unico motivo percui non mi sono mai deciso ad aprire una partita IVA prima), e quasi tutti i progetti e le attivita’ sinora richieste implicano un buon tasso di “smanettamento” su tecnologie nuove o problemi articolati, fattore imprescindibile che permette ad un nerd come me di farsi piacere quel che fa e, conseguentemente, il proprio lavoro.

Ho subito approfittato di questa nuova condizione per (iniziare a) rimettermi in pari con quanto lasciato indietro in passato, e accumulare altri spunti e propositi. Sto un poco alla volta riprendendo lo sviluppo di GASdotto, uno dei miei progetti FLOSS personali piu’ popolari, e non solo si sta seriamente valutando una reimplementazione completa dell’opera (che dopo sei anni di sviluppo inizia a risentire delle numerose ed invasive modifiche stratificate nel tempo; l’ingegneria software e’ una farsa) ma sta diventando parte di un progetto di scala nazionale sull’economia solidale. Qualche commit non e’ mancato anche sui repository di altri progettucci minori, per i quali sto (finalmente?) iniziando a vedere un seguito ed un futuro. Sono quasi impaziente che finiscano le festivita’ natalizie, per farmi recapitare a casa un RaspberryPI e sperimentare con un paio di idee raffinate negli ultimi mesi.

E poi c’e’ la community linuxara, l’attivita’ di advocacy, ILS… L’ultimo Linux Day nazionale e’ stato un disastro per lo scarso numero di eventi aderenti (meno di 100, non succedeva da 10 anni) e, paradossalmente, un successo in termini mediatici: ho ricevute numerose richieste di interviste da giornali e radio locali nell’arco di quelle due settimane, piu’ numerosi del solito sono stati gli eventi inediti allestiti da gruppi spontanei, ed i gadgets distribuiti (spillette ed adesivi, certo piu’ virali del Vademecum cartaceo) sono stati assai apprezzati. Questa frattura si pone necessariamente come oggetto di riflessione, sugli obiettivi, sugli scopi, sui mezzi e sulle risorse. Motivo per il quale mi sono concesso, a inizio dicembre, una breve gita per andare a conoscere i LUG di Roma e Napoli, due delle maggiori citta’ italiane, almeno per avere una idea delle persone che fattivamente operano sul territorio, delle loro aspettative e delle loro possibilita’ oggettive. Ottenendo riscontri diametralmente differenti, suggestioni alterne, e prospettive discordanti che difficilmente potranno mai convergere.

Insomma, ho il mio da fare. E ne sono contento.

La sfida del 2015 sara’ essere all’altezza di questo status, e sfruttarlo il piu’ possibile. Per i miei soci, per La Causa, per i vari progetti in cui sono piu’ o meno coinvolto. Ma soprattutto per me stesso. Si riparte da qui…

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