Gli Indiani

17 maggio 2014

Stamane ho trovato nella mia inbox una mail con questo “racconto”, forwardata da un amico. Non so chi sia l’autore originale, e neppure ho chiesto il permesso di pubblicare il brano, spero che non se la prenda troppo male se lo riporto pubblicamente. Per spirito di condivisione, ed in segno di (triste) accordo sul pensiero di fondo. A futura memoria, e per futura referenza.

Ecco come vedo la “battaglia” che stiamo conducendo a favore del Software Libero.

Inizio 1800, su una grande pianura si confrontano l’esercito invasore degli stati uniti ed una tribù indiana, quella dei Soliux.

L’esercito degli stati uniti è schierato con 100000 uomini e si presenta con un fronte lungo a perdita d’occhio di divise blu, l’esercito è talmente numeroso che gli ordini vengono impartiti in tre o quattro lingue a secondo dei battaglioni, hanno arruolato tutti e l’inglese, per quanto lingua ufficiale, non è sufficiente.

Di fronte a loro, a qualche centinaio di yard, seduti in un piccolo cerchio stanno i 100 indiani Soliux: nei mesi precedenti alla battaglia si sono premuniti di litigare con tutte le tribù vicine, per stupide ragioni di purezza etnica e di ortodossia nelle modalità di combattimento, e così sono rimasti soli ad affrontare il nemico.

Ed anche all’interno della tribù hanno difficoltà a coordinare le azioni. Il loro modo di combattere è molto originale. Stanno tutti seduti e sembrano trascurare il fatto di essere schierati in campo di battaglia. Ogni tanto, senza una particolare regolarità, uno di loro si alza e si lancia urlante verso il nemico. La cosa per un attimo sorprende i soldati blu che reagiscono alla peggio con una salva di fucileria che abbatte il forsennato, il quale o muore sul campo o torna ferito e malconcio al cerchio; si racconta di un indiano che ha raggiunto le fila nemiche ma non è dato di sapere come sia finita la collutazione che ne è scaturita.

Alcuni dei Soliux non corrono molto verso il nemico e tornano velocemente nel cerchio accampando scuse improbabili per il mancato coraggio, o, incosapevoli o consapevoli facce toste, vantandosi di invisibili effetti ottenuti sulle file nemiche. Anche in questo caso non manca il mitico eroe che ha visto improvvisamente sparire davanti a sé il fronte nemico, a detta sua per la paura, ma molto più probabilmente per una chiamata al rancio.

La battaglia va avanti così da tempo immemore, e forse per motivi pietistici, o forse per pura convenienza, lo stato maggiore dell’esercito invasore ha deciso di mantenere le posizioni, lasciando sul campo 1000 uomini blu a comporre il fronte, nel mentre il resto dell’esercito si è dedicato alla conquista del west.

… in alcune notti intorno al fuoco nella giusta compagnia di qualche vecchio indiano oramai ridotto a vivere in riserva si sente ancora raccontare della mitica battaglia dei Soliux, anche se nel suo raconto una presa per il culo, viene confusa per una strenua resistenza.

Viva il Software Libero.

Gia’: viva il Software Libero. E viva gli indiani.

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