Anonimo Sardo

15 dicembre 2013

Della cosiddetta “webtax” approvata ieri alla Camera sta parlando l’intera Internet nostrana. Dunque anziche’ riassumerne contenuti e possibili (e temute) implicazioni, rimando alla lettura di questo articolo e dei molti altri che stanno rimbalzando su Twitter.

Vorrei invece dire qualcosa di ancora inedito. Una mia suggestione. Infondata e scarsamente documentata. Ma che val la pena scrivere e tramandare (almeno finche’ AGCOM non chiedera’ agli Internet Service Provider italiani di impedire l’accesso a tutto WordPress.com per via di questo link a Torrentz.eu che metto immotivatamente in questo post per sfregio, in virtu’ dell’altro scandaloso avvenimento di una settimana evidentemente molto movimentata).

Tutti sanno che il fautore dell’emendamento e’ Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera. Uomo del PD, area lettiana / centrista. Non tutti sanno, o comunque non tutti hanno notato, che nella stessa zona politica si muove Renato Soru, piu’ noto per essere il fondatore di Tiscali, una delle primissime realta’ italiane ICT di successo ma che oggi stenta a tener testa alla competizione dei colossi statunitensi. A giudicare da quel che randomicamente si trova sull’Internet, si direbbe che i due non solo si conoscano ma che intercorra un rapporto di stima (“Renato Soru era e resta una delle più belle e innovative personalità politiche nate dalle radici dell’Ulivo”, cit. Boccia).

Negli ultimi mesi Renato Soru ha ripetutamente battuto il tamburo dell’indipendenza digitale dell’Italia, ma sottintendendo piu’ spesso del dovuto la strada del protezionismo che non quella della competitivita’, facendo sponda alle parallele argomentazioni del Boccia:

  • Soru ha fatto notare che in paesi come Cina e Russia il motore di ricerca Google non spadroneggia come nei nostri confini, dove la quota di mercato si aggira intorno al 90%. In Cina, nello specifico, è Baidu la soluzione più utilizzata – maggio (ndr. penso non sia necessario dire che Baidu non e’ leader in Cina per meriti tecnici…)
  • “Google tra breve supererà Mediaset nella raccolta pubblicitaria, ma oggi il locale gli consegna il suo valore a pochissimo prezzo” – novembre
  • “Facebook e altri cercano invece di colonizzare il web ponendosi come mondi chiusi. Allora vedo un rischio, in realtà un’opportunità per chi riesce a proporre un’alternativa: che le aziende private di un paese lontano, analizzando, catalogando e influenzando, sappiano di noi più del ministero dell’Interno” – maggio (ndr. la nota sulla “opportunita’” svela che il commento nel suo insieme non e’ stato mosso da genuini timori sulla privacy dei cittadini…)

E stando a quanto recepito da voci raccolte lontano dai giornalisti in occasione del Festival dell’Innovazione che si e’ tenuto a maggio a Bari, pare (pare!) che Soru al Ministero ci sia andato davvero, appunto per descrivere l’importanza strategica dell’esposizione delle informazioni degli italiani verso i monopolisti (brutti e cattivi) dell’Internet – gran parte, ahinoi, a stelle e strisce anziche’ tricolori. Non c’e’ da dubitare che lo scandalo PRISM, scoppiato proprio a giugno ed arrivato in ottobre a toccare il nostro Paese, abbia fornito ulteriore forza alle sue posizioni sull’assoluto bisogno di autarchia digitale.

Viene da chiedersi se questi avvenimenti e queste dichiarazioni non siano correlati almeno lontanamente tra loro, e se dietro il proposito ufficiale di aumentare il gettito IVA nelle casse dello Stato, e l’intento ufficioso di agevolare le aziende IT italiane almeno nell’offerta di servizi sul territorio, non ci siano (anche) i consigli ed i suggerimenti di uno dei pochi imprenditori con i mezzi, le risorse e le conoscenze necessarie per fornire rapidamente delle alternative locali ed emettere fattura – come imposto dalla legge in dirittura di arrivo.

Sta di fatto che oggi il Portale Tiscali, anche nella sezione Tecnologia, non fa nessuna menzione dell’avvenimento. Di cui tutto il resto dell’Internet nostrano parla.

 

 

Una Risposta to “Anonimo Sardo”


  1. […] Anonimo Sardo Letta, Boccia e (indovina?) Soru ::: MadBob […]


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