Zoppi e Zappe

17 novembre 2013

Oggi sono stato all’edizione 2013 di Didattica Aperta, annuale convegno sullo stato del software e dei contenuti liberi per la scuola. Appuntamento cui non potevo mancare per almeno tre motivi: non ero mai stato prima a Didattica Aperta, quest’anno si e’ svolta ad Ivrea (dunque ad un tiro di schioppo da Torino), ed essendo saltata la ConfSL questa e’ stata l’unica occasione del 2013 per rivedere un po’ di facce conosciute del panorama open italiano.

Dunque come al solito condivido qualche considerazione a caldo su quanto visto nel corso della giornata. E come al solito salto a pie’ pari i commenti sugli interventi che si sono tenuti, essendo di carattere perlopiu’ divulgativo e pertanto di scarso interesse per chi gia’ conosce l’argomento. Vado direttamente al sodo, al “dietro le quinte”, alle chiaccherate scambiate nei corridoi.

In estrema sintesi, lo stato in cui versa la community linuxara nel settore scuola e’ a meta’ tra il catastrofico e l’apocalittico. Sempre gli stessi progetti triti e ritriti, nessuno dei quali con prospettive di crescita lontanamente apprezzabili e nessuno dei quali collabori con un altro, persone che nella migliore delle ipotesi non si parlano (e nella peggiore si insultano).

Due i casi eclantanti e sintomatici, protagonisti della mia giornata di peregrinazioni e discussioni: WiiLD vs SoDiLinux, e Matematica C3 vs Wikisource.

SoDiLinux e’ stata (in un lontano passato) una distribuzione Linux pensata per la scuola, recante il bollino del CNR benche’ ai fatti mantenuta da una sola persona, che ha avuto un suo seguito ed un suo pubblico. Per anni e’ stata abbandonata, dimenticata, non amministrata, e giocoforza l’attenzione si e’ spostata sul progetto WiiLD e su WiiLDOS, altra distribuzione maggiormente aggiornata, sviluppata, ma soprattutto legata ad uno specifico contesto di estrema attualita’ (l’uso sulla lavagna interattiva multimediale, ivi compresa quella “low cost” implementata con un proiettore ed un WiiMote, da cui prende il nome) ed intorno cui si e’ saputa costruire una community di docenti appassionati che contribuiscono attivamente. Alche’ l’autore originale di SoDiLinux, invece di rallegrarsi della disponibilita’ di una soluzione freesoftware completa per la didattica che non dipendesse dal sudore della sua sola fronte, ha ben pensato pochi mesi fa di forkare WiiLDOS, ribrandizzarla e spacciarla come la nuova edizione della sua propria piattaforma. Pretendendo un suo proprio spazio (all’interno di Didattica Aperta, ma non solo), un suo proprio riconoscimento (fondato sull’altrui lavoro), e seminando scompiglio e confusione all’interno di una comunita’ faticosamente messa insieme da altri. Inutile dire che tra tale personaggio ed il core team WiiLDOS non corra buon sangue, ma evidentemente l’interesse personale dell’individuo va ben oltre l’interesse per la costruizione di un progetto utile e condiviso dunque ogni scampolo di ragionevolezza e’ stato accantonato. Dato anche il periodo difficile che il progetto WiiLD sta vivendo, dovuto alla carenza di risorse umane in grado di stare al passo con la crescita del suo stesso pubblico, constatare pure questa insensata ed immotivata frattura interna sicuramente non puo’ essere piacevole ne’ essere di buon auspicio per la solidita’ di quella che ai fatti e’ la piu’ grossa community di docenti freesoftwaristi in Italia e l’unico progetto ad oggi credibile sul campo.

Matematica C3 e’ un libro – o meglio, l’inizio di una collana di libri – scritti a piu’ mani da diversi docenti e rilasciato in Creative Commons, caso pressoche’ unico nel suo genere (benche’ esistano libri Creative Commons scritti da singoli docenti, o opere scritte da squadre di docenti ma blindate in licenze ultra-restrittive). Wikisource e’ la raccolta di libri a licenza libera mantenuta e promossa da Wikimedia, associazione ai piu’ nota per essere riferimento dell’ancor piu’ nota Wikipedia. L’idea scontata sarebbe quella di pubblicare Matematica C3, e magari condurne l’opera di editing e revisione, sulla piattaforma gia’ disponibile (e ampiamente visibile, da cui dunque sarebbe possibile trarre piu’ contributi). E invece no. Versione del relatore Wikisource: “Ci abbiamo provato, non ci hanno dato nessun feedback”. Versione del relatore Matematica C3: “Usiamo un altro formato per i testi, e il wiki non va bene per l’editing”. Ho passato almeno due ore ad approfondire la questione, e aldila’ di problematiche tecniche in gran parte aggirabili l’unico ostacolo sembra essere, come sempre, la gelosia nei confronti della propria opera. Attitudine che incredibilmente affligge anche gli autori di contenuti liberi, per definizione condivisili e modificabili e ridistribuibili da altri. E cosi’ l’unica cosa che si ottiene e’ una ottima e trafficata piattaforma vuota, ed un progetto editoriale – ufficiosamente defunto, dei 40 insegnanti che hanno partecipato alla prima stesura pare ne siano rimasti 5 – con una altissima barriera di ingresso nei confronti di chi vorrebbe entrare e dare una mano.

Questo e’ lo stato dell’arte. Stendo un velo pietoso sul registro elettronico open source coi repository GitHub vuoti e sulla ciurma di anziani docenti che insegnano l’elettronica con Arduino ma non vogliono sentir parlare di tutorial online altrimenti gli studenti copiano.

Di progetti potenzialmente interessanti basati su contenuti e applicativi liberi abbonda l’Internet. Soprattutto – per motivi che non ho mai capito – quelli orientati al mondo della scuola. Ma ciascuno e’ zoppo, incompleto, non finito, spesso non piu’ mantenuto, impresentabile davanti alla (gia’ di suo rigida e scettica) platea di possibili utilizzatori. A fare un giro su alcuni dei siti citati nel corso della giornata viene solo da incazzarsi, tra pagine inguardabili ed obsolete, link rotti, aggiornamenti preistorici, grandi proclami di trasparenza ed apertura ed impossibilita’ di trovare pacchetti scaricabili ed installabili. Ad ogni passo avanti ci si tira – o qualcun’altro tira, piu’ o meno deliberatamente – una ennesima zappata sui piedi, per essere ben certi che il prossimo passo avvenga con un ulteriore ritardo ed in modo ancora piu’ incerto. Tanti, tantissimi, troppi sono gia’ caduti a terra e non si sono piu’ rialzati.

9 Risposte to “Zoppi e Zappe”

  1. maupao Says:

    Ciao
    analisi impietosa la tua, complimenti per il coraggio di dire esattamente ciò che vedi e senti, utile per riflettere sullo stato delle cose. A questo punto che dire? Come insegnante che prende parte attivamente al progetto wiildOs anche io mi rammarico dei tanti rivoli in cui si disperdono le energie di tutti. D’altro canto voglio essere comunque ottimista. Vedo tanta curiosità nel mondo della scuola, che è quello che conosco meglio, e tanta voglia di cambiare. Certo, la strada è ancora lunga, dobbiamo imparare a condividere veramente ciò che facciamo e nel modo in cui lo facciamo, sentendoci parte di un mondo e realizzando i progetti non in modo autoreferenziale (la documentazione…..).

    p.s. sono contento di averti conosciuto di persona

  2. matteo Says:

    Avrei scritto quello che ha scritto Paolo.
    Nonostante l’impressione che ne hai avuto con gli amici di Sodilinux i raporti sono di collaborazione, certo faticosa a volte. Oltre che con loro, e grazie a persone come Paolo e Alberto, la community WiildOs riesce a scambiare qualche intento, e qualche obbiettivo, con la community che fa capo a porteapertesulweb.
    Collaborare è molto faticoso, ma spero sia fruttifero… ;-)
    ciao Matteo

    PS da parte mia ti ringrazio perchè questa “radiografia” ci permette di prendere coscienza del onstro stato

  3. Daniele Says:

    Caro MadBob,
    Alcune tue affermazioni le condivido:

    “Di progetti potenzialmente interessanti basati su contenuti e applicativi liberi abbonda l’Internet. Soprattutto – per motivi che non ho mai capito – quelli orientati al mondo della scuola. Ma ciascuno e’ zoppo, incompleto, non finito, spesso non piu’ mantenuto, impresentabile davanti alla (gia’ di suo rigida e scettica) platea di possibili utilizzatori.”

    Altre presentano una tua visione che mi sembra opposta alla realtà.

    WiildOs e Sodilinux: sono due progetti diversi che stanno convergendo grazie alla disponibilità delle persone (poche) che ci lavorano.

    Matematica C3 – Wikibooks: io collaboro ad entrambi, hanno la stessa licenza, libera. Chi vuole collaborare è sempre stato incoraggiato a farlo. Se sei disponibile potresti passare tutto Matematica C3 in wikibooks. Non solo hai la possibilità di farlo, ma avrai tutto l’appoggio mio e di chi lavora a questi progetti.

    Non ho capito a quale progetto collabori tu, ma, se hai del tempo, c’è un mucchio di lavoro da fare per aggiustare, completare o finire progetti.

    Ciao
    Daniele

  4. m4db0b Says:

    Daniele: e’ da sabato che sto cercando di adattare Matematica C3 al formato wiki.
    Qui la mia istanza di prova con il primo capitolo: http://54.225.105.46/test_matematica/index.php?title=NumeriNaturali

    Gia’ la sola compilazione del sorgente LaTeX presenta complicazioni, che difficilmente possono pensare aggirabili da un docente che volesse collaborare al progetto. In tre giorni io, che immodestamente mi reputo dotato di conoscenze tecniche informatiche superiori a quelle di un insegnante medio, non sono riuscito manco a cavarne un PDF.

    Ancora ci sbattero’ la testa finche’ non avro’ prodotto un risultato decoroso. Eppure in cuor mio gia’ so che le difficolta’ tecniche non saranno quelle di maggiore portata…

  5. Daniele Says:

    Probabilmente il problema è che devi avere installato texlive con alcuni moduli apposta per matematica C3.
    Io sono riuscito a compilare dopo aver seguito le indicazioni di:

    http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf

    Il problema è avere uno strumento semplice che faciliti la partecipazione, uno strumento che permetta di produrre un testo decente e gli strumenti che permettano di gestire il passaggio tra questi due.

    Ciao.

  6. Giovanni Says:

    In questo articolo sono presenti numerosi errori e inesattezze riguardo alla parte relativa alla presunta competizione tra SoDiLinux e Wiildos
    – “l’autore originale di SoDiLinux” (ITD-CNR) non era presente al convegno in forma istituzionale e non ha presentato nulla. (io, che sono parte integrante del team che ha sviluppato SoDiLinux fin dalle origini c’ero ma come uditore)
    – SoDiLinux non ha “cannibalizzato/forkato/rubato” quanto fatto da Wiildos. Semplicemente è stato creato un repository per lubuntu 12.04 che funziona anche su Wiildos e che permette di integrare la distro con sw didattici che altrimenti dovrebbero essere aggiunti “manualmente” e senza documentazione;
    – la live su cui si basa SoDiLinux 8 è stata realizzata da un gruppo di volontari basandosi su Wiildos 4 (così come indicato sia nelle pagine dalla quale si può scaricare, sia all’interno della live) proprio per non duplicare un lavoro già fatto;
    – tra i partecipanti che hanno presentato Wiildos e SoDiLinux corre OTTIMO sangue perché ci conosciamo da anni, lavorando anche in modi e con percorsi diversi e rispettando le differenze e (almeno chi scrive) stima e rispetta i componenti del team di Wiildos e i volontari che gratuitamente hanno portato avanti SoDiLinux negli ultimi 4 anni.
    – i laboratori che si sono tenuti erano diversi per fini e contenuti e non erano mirati a rubarsi il pubblico a vicenda ma a dimostrare come il sw libero possa essere una risorsa per la scuola italiana.

    Ringraziamo l’autore di questo post per aver messo in luce una “sofferenza” che appare all’esterno ma che non è vissuta allo stesso modo all’interno delle comunità. Aiuterà tutti a cercare un punto di incontro che renda più forte l’offerta per la scuola italiana; lo invito caldamente (come fatto anche attraverso un più articolato scambio di email in privato con tutti coloro che sono coinvolti in tale post) a correggere i grossolani errori e le supposizioni personali che sono presenti in questo messaggio specie perché provengono da un membro del direttivo della prestigiosa Italian Linux Society (ILS).
    Cordialmente
    Giovanni Caruso


  7. Salve a tutti

    Non volevo neanche rispondere a questo articolo che mi ci tira in ballo su sodilinux e didattica aperta.
    Articolo che invece che unire e vedere il bicchiere mezzi pieno vede solo quello mezzo vuoto e magari anche un po’ imbrattato e in qualche modo mette un fendente in un mondo di utilizzatori-divulgatori di software libero.
    Mondo che ha percentuali di diffusione vicine a zero e se andiamo a dividerlo andiamo ancora in peggio.

    Scrivo più che altro perchè così ,a distanza approfondisco un dialogo con chi come wiildos e gruppo sta attorno a questo mondo e cerca nella collaborazione di crescere e allargare la base delle persone che credono nel software libero, nella libera didattica, nel nuovo diritto alla libertà digitale.

    Perchè diue distro due progetti due anime.

    Noi dal 2009 con son sodilinux abbiamo voluto mantenere in vita un lavoro enorme presente nella banca del software del ITD.

    Siamo un pezzo di scuola e so cosa vuol dire mettere a disposizione della didattica strumenmti catalogati, valutati e documentati, quindi non disperdere questo patrimonio, che L.
    Ferlino e G.Caruso avevano messo a punto

    http://www.sd2.itd.cnr.it/BSDindex.php

    Da li la volontà di mantenere e creare un riferimento didattico valutato da un istituto di ricerca a disposizione della scuola.
    In tutti gli incontri istituzionali e non io ho sempre creduto che solo una autorità centrale con la statura della ricerca e riconosciuta potesse avere il ruolo guida e riferimentoi per allargare a tutta l’ITALIA IL PROGETTO DI DIFFUSIONE DEL SOFTWARE LIBERO.

    Credo che ne noi a VERONA NE Wiildos a Trento potrà mai essere un riferimento Nazionale riconosciuto, se non nelle azioni dei volenterosi promotori e della diffusione dal basso, ma credo che non adremo lontano se il nostro committente, il MIUR affiancato da un Istituto validante (il CNR) non battono un colpo e ufficializzino la scelta didattica per il software libero.

    Quindi per adesso siamo due filiali della stessa casa madre , noi con 300 iscritti in lista molto meno solleciti di wiildos, ma presenti nei 98 centri territotriali per la disabilità dei provveditorati agli studi d’italia, abbiamo diffuso 6000 copie online sulla UBUNTU 10,4 LTS e oltre 1500 con formazione in presenza negli Uffici scolastici provinciali del Veneto.
    Formazione avvenuta ai referenti informatici degli istituti comprensivi, che sono venuti per scelta.

    Siamo riusciti a far approvare nello statuto dei CTS dei provv. Veneto La scelta del software libero per la disabilità prima che quello proprietario e abbiamo aperto molti corsi di formazione sul software interoperabile nella didattica, nelle varie provincie.

    Si poteva fare di più ovvinmente, ma siccome siamo pochi facciamo quel che possiamo.

    Credo non ti sia chiaro che questo ultimoSOdilinux nasce basato su Wiildos non sulla base di un furto, ma di una valorizzazione del lavoro del gruppo di Trento, e sulla volontà di non perdere fatiche e notti inutilmente.

    E’ perchè crediamo nel valore di Willdos che l’abbiamo adottata, valore che si allarga con il veicolo che gli utenti di sodilinux potranno utilizzare.
    Ricordo inoltre che consigli e osservazioni di carattere didattico, non ce le siamo mai tenute, anzi, visto che a Trento sono più attivi, le abbiamo sempre condivise, alcune sono state accolte altre no, ma per la verità quasi tutte i nostri contributi sono in wiildos.

    Abbiamo convenuto di fondere quello che si poteva, cercando di mantenere la filosofia esposta sopra, perchè la vediamo come unica possibilità di sviluppo su grande scala.

    Abbiamo creato un repository al CNR che potrebbe aggiornare chi ha ubuntu a sodilinux, installare codec e allestire sodilinux sui vari UBUNTU, forse non sai che ad esempio;
    nel Veneteo sono state attribuite centinaia di LIM con installato Ubuntu, ubuntu che regolarmente viene cancellato per fare posto a Windows, questo repository potrebbe risolvere per chi è capace, e allestire in modo efficare di software e optional un sistema grezzo e faticoso da utilizzare.

    http://sodilinux.itd.cnr.it/index.php/download.html

    Noi dobbiamo conquistare credibilità fra chi non ci crede, non dividere chi già si prodiga per allargare la platea dei convinti.

    Io sono piuttosto maturo come età e guardando indietro posso solo dire che i valori della libertà digitale sono cresciuti e gli utilizzatori di Linux pure , e credo che in Italia un piccolo contributo ce l’abbiamo messo anche noi.

    Per questa ragione a Didatticaaperta ho portato l’esperienza di scuola in Ospedale, perchè grazie al software libero abbiamo risolto problemi economici, di stabilità e infine di celerità di installazione, conquistando ai nostri valori, insegnanti e genitori scettici e impauriti.
    https://drive.google.com/file/d/0B20udgPy_R1Qc3VXcGZCVkxnSzA/edit?usp=sharing

    In questo stavano le mie ultime riflessioni sul convegno, credo che dovremo pensarlo nmeglio l’anno prossimo e portare a didattica aperta gli insegnanti normali, non i NERD,.
    Perchè finchè ci parliamo fra di noi, e discutiamo spaccando il capello in 4 non serve a nulla.

    Dobbiano diventare facilitatori, e dimostrare che passare al software libero si può, ci sono dei vantaggi pratici oltre che morali, se non facciamo questo, possimao pure andare a casa.

    Ti vi allego la presentazione di sodilinux 8.0 , che proprio per un desiderio di collaborazione con wiildos non è ancora perfettamente funzionante, e siamo in novembre, avremo già finito se castomizzavamo una normale LTS, con qualche optional in meno, ma funzionava già, ma il valore della collaborazione mi pareva più alto, e questo è un primo passo.

    Guardati questa presentazione.
    https://drive.google.com/file/d/0B20udgPy_R1QSlZDWXMwUE1oTUU/edit?usp=sharing

    Quindi attento a dividere, dicendo cose inesatte sulla scuola e su di noi, che si fa molto presto a distruggere.
    Cosa diversa è valirizzare e di valore ne abbiamo, ma siamo pochi e certamente non supportati ne dai poteri forti ne da finanziamenti dedicati, anche se ci sono leggi e decreti che parlano di interoperabilità, open-sorce e formati aperti.

    Chi vuole scrivere di queste realtà dovrebbe cogliere questi processi, e cercare di capire quali mondi ruotano attorno al software libero, anche in relazione alle diverse aree di influenza e le storie che ci sono state e che si sviluppano.
    Valorizzare, raccontare e accompagnare i cambiamenti rispettando le varie identità.
    Solo così mi immagino un buon servizio di informazione sul variegato mondo del software libero e in particolare della didattica Libera.

    Francesco Fusillo

  8. Claudio Carboncini Says:

    Il tuo intervento Roberto lascia poche alternative, sembra che tutto torni, ma…
    Sono il relatore ad Ivrea di Matematica c3, il confronto con wikisource mi lascia alquanto perplesso. Wikisource è una biblioteca di libri stabili e non adatta a un progetto in itinere, se mai la piattaforma da utilizzare sarebbe wikibooks.
    Ma ritorniamo al contesto per quanto riguarda matematica c3. Il progetto è nato nel 2008 a opera dell’editore del sito matematicamente.it ed è stato un progetto prevalentemente orientato sui contenuti che aveva come modello i libri di testo di matematica adottati nella scuola superiore. Non ti dico i formati tutti propietari che arrivavano nella fase di stesura da quei famosi 40 insegnanti.
    Il lavoro più importante è stato quello di dare una logica a quello che arrivava, un minimo di narrazione e di metodo unitario, oltre a quello tecnico di trasformazione da formati proprietari a formati liberi. Insomma un lavoro editoriale che hanno condotto e continuano a condurre i famosi 5 rimasti che cercava di dare una validazione a quello che si proponeva nelle scuole. Si voleva porre uno strumento libero in concorrenza con le case editrici scolastiche offrendo un materiale a costo zero confrontabile con quelle. Questa è stata anche la ragione della trasposizione dal formato odt al formato latex che ha visto impegnato in un ridisegno complessivo di Agebra1 per più di un anno Dimitrios Vrettos e che ci vede ancora impegnati per Algebra2.
    Ma quale gelosia? Il progetto è uscito con licenza CC-BY-NC-SA per poi passare nel 2011 alla licenza CC-BY-SA che come ti dicevo a Ivrea a me sembra anche troppo limitativa. Fosse per me passerei subito a CC-BY che vuol dire “con questo materiale fate tutto quello che volete, basta che citate la fonte”.
    Non credo che tutto questo sia da intralcio a progetti presenti e futuri di condivisione su progetti unitari, ma a me piace terminare il lavoro su cui mi sono impegnato (il lavoro di revisione dei manuali del biennio della scuola superiore). Credo che questo sia un piccolo contributo alla cultura libera: contenuti affidabili che tutti potranno utilizzare, trasformare, fare quello che più piace loro.
    Con stima
    Claudio


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