Del Linux Day 2013

3 novembre 2013

E un altro Linux Day e’ passato. Il tredicesimo, mio quinto come coordinatore torinese e quarto cui partecipo nell’organizzazione nazionale.

Avrei tanto da dire e considerare, ma in questo brano mi limitero’ a dare una mia risposta ad alcuni post di analisi e valutazione che ho letto in giro in queste settimane. Alcuni critici, altri meno critici, tutti degni di una reazione.

Marco Fioretti il 9 ottobre prendeva il ridotto numero di Linux Day registrati sul relativo sito web come riprova della crisi di identita’ della community italiana, insieme all’annullamento della ConfSL. La ConfSL e’ effettivamente data per dispersa, ma su linuxday.it i pallini sulla mappa sono aumentati da 80 a 107 in 10 giorni. Prevedibilmente, considerando che ogni anno i ritardatari abbondano (come ben so io, che ho l’ingrato compito di mandare mail di sollecito a chi una settimana prima dell’evento non ha ancora pubblicato uno straccio di programma). Certo meno dello scorso anno, anzi questo e’ il numero piu’ basso dal 2007, ma non mi sembra cosi’ male per una manifestazione data per morta innumerevoli volte, e che patisce la “concorrenza” del Software Freedom Day internazionale promosso direttamente da Free Software Foundation. Per quanto imperfetto, ed ancor piu’ imperfetto e’ stato quest’anno, il Linux Day resta il momento di massima risonanza dell’intera comunita’ italiana: quando sara’ morto per davvero, vorra’ dire che avremo seppellito l’intero movimento e mi comprero’ un Mac.

Simone Aliprandi il 28 ottobre constatava come l’appuntamento linuxaro per antonomasia abbia perso la sua connotazione propriamente linuxara, finendo con l’includere anche temi trasversali quali le Creative Commons, la privacy, l’open hardware, e tutto lo scibile delle liberta’ digitali. Il suo intervistato, Giacomo Rizzo (che conobbi personalmente ai tempi della ConfSL 2009), sembra critico nei confronti di tale spontaneo cambiamento di rotta, ma personalmente lo accolgo con favore: quale miglior modo per rinnovare l’evento – come tante volte auspicato – ed ampliare il pubblico interessato? Mesi fa, sapendo che proprio il 26 ottobre a Firenze si sarebbe tenuto un appuntamento organizzato da Wikimedia Italia sui dati bibliografici, ho spedito mail in lungo ed in largo per fare in modo che fosse presente anche Libera Informatica (una delle associazioni linuxofile locali) e portasse in quella stessa sede il messaggio del software libero, cosa che e’ avvenuta con gran piacere di tutti. Alla luce di tale esperienza positiva, e di una serie di altre motivazioni, per il 2014 intendo stimolare ancora maggiormente questo genere di “contaminazioni” tentando di coinvolgere in modo piu’ diretto gli enti che in Italia rappresentano le numerose sfumature della cultura digitale, facendo diventare il Linux Day un riferimento a tutto tondo.

A questo punto qualcuno inevitabilmente dira’ “E allora cambiamogli nome!”. Ma gia’ c’e’ qualcuno che vorrebbe farlo, e per motivazioni molto piu’ lasche e con toni molto piu’ polemici. Mi riferisco ovviamente alla diatriba senza fine (e senza senso) sul GNU/Linux Day, quest’anno eccezionalmente sollevata da Richard Stallman in persona. Il quale pare abbia contattato tutti – o comunque gran parte – dei LUG italiani per muovere il suo appello ad usare il nome alternativo. Risultato: l’unico GNU/Linux Day che ho visto e’ stato quello di Benevento, la dicitura e’ stata dismessa anche dai gruppi piu’ ortodossi. Inutile che ripeta per l’ennesima volta la mia contrarieta’ all’iniziativa, che antepone l’interesse di uno allo sforzo di tutti (n.b. in una mail circolata sulla mailing list privata dei soci AsSoLi, Stallman dichiara che “the way the name is handled has more influence, to help the GNU Project or make it forgotten”. Dopo trent’anni di sviluppo il progetto GNU e’ ancora utopia, la causa del mancato successo globale e’ davvero il nome di una manifestazione italiana?), ma ribadisco solo che alterare – per qualsiasi motivo – l’intestazione dell’unica e sola manifestazione massivamente conosciuta del nostro Paese non puo’ davvero portare a nulla di buono, per nessuno.

Dal comunicato sovversivamente distribuito da Stallman ai LUG trova il suo incipit Enrico Zini il 25 ottobre, che appunto nel suo post parla di una community “balcanizzata” e dice ‘the only way Italian LUGs manage to do something together, is to say “let’s not care what we all do, let’s just do it on the same day and call it a national event”‘. Impossibile dargli torto, ed impossibile e’ negare la mancanza non solo di modalita’ e contenuti condivisi ma anche solo di una comunicazione interna degna di questo nome. La mailing list di coordinamento nazionale quest’anno e’ stata ancor piu’ silente che nel 2012, scarse sono state le reazioni anche all’esplicita richiesta di feedback sull’esito della giornata, indubbiamente manca diffusamente il senso di partecipare ad una mobilitazione collettiva. Forse piu’ massiccie dovrebbero essere le comunicazioni “ufficiali” inviate agli organizzatori (quest’anno ho spedito una sola mail di notifica, per annunciare l’apertura delle registrazioni e poco altro), per dare realmente l’idea di non essere soli ed abbandonati. E forse ci si dovrebbe davvero decidere a predisporre una piattaforma unica ed unificata di pubblicazione di foto, slides, video ed altri contenuti collaterali, per aggregare e condividere piu’ efficacemente l’output della giornata. Ma ovviamente, meno c’e’ partecipazione e meno cose si riescono a fare; meno cose si riescono a fare, meno c’e’ partecipazione.

In qualche modo, anche quest’anno e’ andata. Non posso dire “bene”, non posso dire “male”, posso solo dire che e’ andata. I margini di miglioramento assolutamente non mancano, ed occorre non solo esserne consapevoli ma agire per ridurli.

Ora, prima del Linux Day 2014, ci sono altri 11 mesi da riempire.

2 Risposte to “Del Linux Day 2013”


  1. […] commentando la riuscita del Linux Day 2013 segnala così quanto avevo scritto due settimane prima […]

  2. mfioretti Says:

    Buongiorno Madbob e grazie per la citazione. Vorrei segnalare che io parlavo non di “crisi di identità”, ma di un altro problema, verso l’esterno più che interno. L’ho spiegato qui http://stop.zona-m.net/it/2013/10/linux-software-libero-e-litalia-problemi-di-comunicazione/


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...