Primo Anno

5 maggio 2013

Questa settimana ricorreva il primo anniversario del mio incarico come Consigliere, nonche’ Direttore, di Italian Linux Society. E’ ovviamente tempo di bilanci, per un rapido resoconto (a me ancora prima che ai soci dell’associazione o altri) di quanto fatto e, soprattutto, non fatto.

Ho gestito un Linux Day (quello del 2012) ed un po’ (quello del 2013). Cosa gia’ fatta comunque anche nel 2011, anno in cui mi sono ingenuamente addentrato per la prima volta nel coordinamento nazionale finendone invischiato fino alla cima dei capelli. Avendolo vissuto sia da esterno che da interno, posso dire che poter direttamente parlare ed agire a titolo di ILS ha diversi pregi ma anche difetti: se da una parte e’ estremamente piu’ rapido (e dunque efficace) interfacciarsi con potenziali sponsor, LUG bisognosi di assistenza e giornalisti, e’ anche vero che occorre prendersi la responsabilita’ di scelte non sempre apprezzate. Come il fatto di aver fatto votare un tema nazionale 2012 – quello della Piccola e Media Impresa – da molti denigrato (al punto che alcuni gruppi hanno rinunciato ad aderire solo per quello) o aver deciso di non decidere (ancora) sull’annosa questione del nome GNU/LinuxDay (in quanto il referendum operato qualche mese fa si e’ concluso con un sostanziale pareggio tra chi vorrebbe accettare anche la dicitura alternativa e chi fermamente vuole che l’iniziativa continui a chiamarsi come si e’ sempre chiamata in 13 anni). I risultati 2012 sono stati decisamente sotto le aspettative, almeno delle mie (sempre il solito numero di visitatori, appena percepibile aumento nel numero di appuntamenti indicizzati, una attenzione forse leggermente superiore da parte dei media…) anche per via della solita, ineluttabilmente sovrastimata disponibilita’ di risorse in gioco, e date le precondizioni dell’edizioni 2013 (una mailing list spenta, e nessun nuovo volontario attivo) non mi aspetto miglioramenti eclatanti per questo ottobre. L’importante e’ tenere duro, e far si che la manifestazione dell’anno, nel suo genere unica pur con tutto il suo carico di polemiche e grattacapi, continui.

Ho messo online il nuovo linux.it, nonche’ ils.org. Percepiti da tutti come un traguardo minimo ed irrevocabile fin dalla vigilia dell’elezione del nuovo Direttivo. E che, tanto per cambiare, e’ caduto nell’oblio il giorno dopo. L’opera e’ rimasta in sospeso per mesi, dato il veto assoluto di un “collega” a metterci mano in quanto lui se ne stava occupando e nessun’altro doveva farlo; alla decima mail di sollecito, vedendo sfumare anche l’opportunita’ di mettere online qualcosa in occasione appunto del Linux Day 2012, ho provveduto personalmente a risolvere qualcosa. Imperfetto, certo; incompleto, naturalmente; ma, come campeggia sulla porta che divide ToolBox Co-Working e FabLab Torino (dove lavoro), “meglio fatto che perfetto”. Lo stato dei lavori l’ho gia’ riassunto in un precedente post, in questo mi limito a ripetere nuovamente che l’opera e’ tutt’altro che finita e forse – dato il ruolo del dominio web a piu’ alto potenziale dell’intera community italiana – finita non lo sara’ mai.

In extremis, rispetto allo scadere del primo anno, ho aperto un account PayPal intestato all’associazione. Che puo’ essere usato per eventuali donazioni, ma soprattutto per pagare o rinnovare la quota di iscrizione. In verita’ e’ successo cosi’ poco tempo fa che ancora devo finire di integrare il nuovo canale di pagamento nelle contorte procedure burocratiche implementate nel gestionale interno (e fatto in casa) dei soci, ad ogni modo c’e’ ed e’ gia’ esposto nel form di iscrizione sul sito. Il simpatico effetto collaterale del nuovo strumento – oltre ad essere piu’ comodo e amichevole, soprattutto verso gli aspiranti soci piu’ giovani e non provvisti di un conto corrente da cui effettuare un bonifico – e’ che e’ possibile non solo effettuare un versamento ma sottoscriverlo affinche’ avvenga reiteratamente una volta all’anno in modo automatico (comportamento di default del tasto sul suddetto form), e posso sperare che cio’ rallenti l’emorragia di soci decaduti per mora che si sta osservando adesso: chi vuole lasciare l’associazione deve farlo consapevolmente disattivando a mano l’automatismo. Sebbene il pagamento PayPal ci faccia perdere almeno un euro in commissioni ad ogni transazione, sono convinto che questo fosse un passaggio essenziale per una politica di risanamento.

E oltre agli interventi di ordinaria amministrazione, ho timidamente provato anche ad introdurre qualche attivita’ nuova. Il video sulla migrazione a LibreOffice in atto nella Regione Umbria, nonche’ (ancora da mettere online, ma pronto e posticipato solo per diluire le cose nel tempo) il nuovo LinuxSi.com, popolare e noto indice dei negozi di informatica Linux-friendly in Italia. Iniziative – per dirlo nella maniera piu’ esplicita possibile – volte a riabilitare l’immagine di Italian Linux Society nei confronti della popolazione linuxara italica, la quale ancora percepisce l’associazione – quando la percepisce – come esclusivamente dedita al Linux Day e null’altro. Questo prima o dopo dovra’ cambiare, nella prospettiva di aggregare intorno ad ILS una massa critica di persone che possa davvero avere un peso ed un ruolo nella vita del Paese.

Venendo alle cose che non ho fatto…

Non ho finito la sistemazione di ILSManager, il gia’ citato gestionale fatto in casa per l’amministrazione dei soci e della burocrazia interna piu’ volte chiesto anche da altri LUG per essere riutilizzato. Ho iniziato, non ho mai finito: invece che sulle funzionalita’ mi sono perso nel riordinare il codice e rendere l’interfaccia un poco piu’ consona, e la lista di cose da aggiungere e correggere si allunga nel tempo anziche’ restringersi: occorrono delle notifiche automatiche che ricordino il pagamento delle quote a tempo debito, sarebbe utile aggiungere il tracciamento delle relazioni soci / domini linux.it assegnati, integrare il tutto con il database della LugMap per sapere chi fa parte di quale LUG… Tante piccole cose che potrebbero rendere piu’ facile la vita a tutti, ed al contempo fornire una visione di insieme piu’ ampia.

Non ho ancora redatto il “Manuale del Socio ILS”, che in qualita’ di Direttore avrei voluto usare per semplificare la vita dei nuovi soci che spesso vengono lasciati a loro stessi tra mailing list interna, ILSManager, la partecipazione alle assemblee (non sempre chiarissima), ed in generale diritti e doveri che accompagnano il compito. In compenso, se cio’ puo’ giustificare la mia inadempienza, ho iniziato il “Manuale del LUG”, destinato ai gruppi di linuxari che costellano la penisola e da atto degli strumenti che ILS mette a loro disposizione – cosa probabilmente non nota a tutti, e che e’ bene ricordare.

Non sono neanche lontanamente prossimo all’obiettivo che mi ero intimamente prefisso qualche mese fa, ovvero quello dei 300 soci entro la fine del 2013. Anzi, ci sono da espellere quelli che non versano la propria quota dal 2010 (e non sono pochi). Come detto sopra ho almeno iniziato a mettere in opera qualche misura atta proprio a rendere piu’ interessante e comoda l’affiliazione, ma queste sono ancora del tutto insufficienti a perseguire qualsiasi obiettivo che vada oltre la mera sopravvivenza e ci sara’ da inventarsi qualcosa (magari in prossimita’ del Linux Day 2013, periodo di massima visibilita’).

Non sono riuscito neppure nell’intento di avere piu’ di una assemblea dei soci all’anno, che invece – come visto pure in occasione dell’ultima, tenutasi contestualmente al Risotto 3.14 – sarebbero un ottimo modo per tenere viva l’attenzione di almeno un insieme ristretto di soci (Consiglieri in primis). Un po’ perche’ non ce ne e’ stato modo, un po’ perche’ non l’ho imposto con abbastanza entusiasmo. Confido che nel 2013 si possa far meglio, non lo credo ma ci spero.

In conclusione, l’opera non puo’ dirsi negativa ma neanche del tutto positiva. L’azione di assestamento vede ad ora la disponibilita’ di quasi tutti gli strumenti necessari – la rinnovata presenza web, e qualche canale di comunicazione verso il pubblico -, tocca ora popolarli di contenuti e dargli un motivo di esistere. Non e’ stato facile fin qui, non sara’ facile in futuro. Ma qualcuno dovra’ pur farlo.

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