Statisticamente

1 maggio 2013

Oramai sempre piu’ spesso ripeto che ho smesso di credere nelle mailing list come mezzo di coordinamento ed organizzazione per la community linuxara italiana. E non si tratta di una opinione immotivata, magari sottilmente dettata dall’abitudine ad un mezzo di comunicazione antico come l’opensource o peggio di una velleita’ pseudo-innovativa verso altri strumenti piu’ social 2.0 (di cui peraltro non me ne viene in mente nessuno altrettanto efficiente), bensi’ di una constatazione statistica.

Fatti 100 gli iscritti ad una mailing list linuxara (ed intendo una lista nazionale qualunque), il pubblico e’ sommariamente cosi’ ripartito:

  • 80 lurker. Non scrivono mai, o forse hanno scritto una volta in tre anni, e neppure sempre leggono. Me ne sono capitati alcuni che nelle rispettive caselle di posta hanno impostato un filtro che redirige i messaggi destinati alla lista cui sono iscritti direttamente nel cestino. Altri, i piu’, si sono registrati per “tenersi informati”, ovvero sapere di cosa stanno parlando gli altri, e questo in generale e’ un sintomo della mancanza di altri canali di informazione interni alla community stessa. Nella maggior parte dei casi, la loro presenza e’ uno spreco di risorse in termini di banda per inoltrare le mail in transito
  • 10 commentatori allo sbaraglio. Persone che, quasi sempre in buona fede, fanno commenti fuori luogo, pubblicano opinioni inutili e banali, condividono proposte impossibili da attuare e senza una visione di insieme, salvo poi scomparire nel momento in cui c’e’ da metterle in atto. Sono coloro che, nell’intimo, realmente sono convinti di star dando un contributo alla community e alla crescita del software libero semplicemente dicendo la loro e partecipando al discorso. All’implementazione ci pensera’ qualcun’altro (quasi sempre qui ci si appella a “quelli di ILS”). La mia preferita e’ certamente Elena of Valhalla
  • 5 troll. Inconsapevoli e non. Scrivono per affossare qualsiasi idea, adducendo a qualsiasi motivo, spesso con toni arroganti e altre volte saccenti. In questa categoria si concentrano soprattutto i “Tutori della Liberta’”, quelli per i quali Stallman ha sempre ragione (a prescindere) e scrivere Linux anziche’ GNU/Linux e’ un peccato mortale. Sono la causa principale del progressivo spopolamento delle mailing list: i loro interventi a gamba tesa fanno desistere qualunque altro aspirante partecipante – magari non ancora iniziato ai misteri della Sacra Terminologia – a dire la propria. Tra questi mi e’ impossibile non citare Grillini in qualsiasi lista @linux.it, Menardi del gruppo WiiLD e Bertorello su Discussioni@AsSoLi
  • 3 sono quelli che cercano di portare ad un dialogo costruttivo, o meglio ad un dialogo che possa servire a costruire qualcosa. E non mi riferisco solo al “costruire opinione”, ma a far uscire dal gruppo di persone un risultato tangibile che possa avere un impatto anche fuori dal canale. Menzione d’onore qui per Menini, Ruffoni e anche per Salvi (che non sempre riesce, ma e’ estremamente apprezzabile come almeno ci provi)
  • 2 spammer. Scrivono al quasi esclusivo scopo di mettere in evidenza il proprio progetto / il proprio sito / la propria associazione, approfittando dell’ampio pubblico papabile raggiungibile comodamente per mezzo della lista. Gli spammer ruotano abbastanza rapidamente nel tempo: vedendo che nessuno mai se li fila, cedono nella loro attivita’ promozionale e lasciano il posto al prossimo esponente di categoria. Emerita eccezione alla regola: Fioretti in lista Discussioni@AsSoLi, un sempreverde che da anni impassibilmente tenta di portare qualsiasi conversazione in corso sul proprio blog personale. Sulla lista NeXa – non propriamente linuxara, ma attinente – la proporzione spammer / lurker e’ invertita

Date queste precondizioni, e’ evidente che difficilmente qualcosa di buono possa uscire ad oggi dalle mailing list: la situazione e’ “fucked up beyond any repair“, qualche minore intervento correttivo puo’ essere operato (nell’ultimo mese ho inviato due richiami formali a due membri di LinuxDay-Idee dal linguaggio poco consono) ma nulla che possa invertire la tendenza.

Del resto, servirebbe a qualcosa? Gia’ oggi un messaggio pubblicato sulla pagina Facebook del Linux Day raggiunge un pubblico assai piu’ ampio (e variegato, non composto da soli nerd accaniti) che non LUG@ILS, LinuxDay@ILS, Scuola@ILS e Discussioni@AsSoLi messe insieme (assunto che buona parte degli iscritti a tali liste sono sempre gli stessi), e altrettanto si puo’ dire della newsletter ILS. Certo questi sono canali per lo piu’ monodirezionali, che lasciano poco spazio al confronto, ma intanto anche sulle liste – come dimostrato sopra – il confronto e’ oramai morto ed allo stesso tempo le comunicazioni uno-a-molti permettono di isolare piu’ facilmente troll, spammer e tutto quel rumore di fondo che ha tenuto lontani i profani per tutto questo tempo.

Io stesso mi trovo sempre meno spesso a chiedere commenti o pareri su una delle numerose liste cui sono iscritto. Perche’ dopo anni che provo a farlo ben raramente ho trovato un riscontro ed ottenuto delle ispirazioni determinanti (per non parlare di collaboratori), perche’ mi sono stufato di leggere sempre le stesse risposte (anche a domande diverse!), e perche’ costruire un consenso e’ estremamente difficile e comunque l’eventuale decisione presa sara’ comunque contestata aspramente da altri, dunque tanto vale saltare la velleitaria fase di confronto ed arrivare direttamente ai fatti. Statisticamente, non puo’ funzionare.

2 Risposte to “Statisticamente”


  1. […] Statisticamente […]


  2. […] verita’ (comunque fondata solo se si restringe il cerchio agli incalliti che infestano le mailing list, il bacino di utenti Linux oramai va anche ben oltre i soli addetti ai lavori), le altre sono […]


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