Fuggi Fuggi

19 dicembre 2011

Gia’ ho fatto cenno alle vicende che hanno riguardato, riguardano e riguarderanno il coordinamento nazionale del Linux Day, per cui ho ricevuto mandato informale a fine ottobre e che si svolge su una mailing list pubblica e debitamente promossa nel giro di gruppi organizzatori, e dopo il primo mese e mezzo di attivita’ ne espongo un nuovo commento aggiornato. Tutt’altro che positivo ed entusiasmante.

Gia’ il 30 ottobre scrivevo “non sono cosi’ sprovveduto da aspettarmi per davvero un aumento del grado di partecipazione attiva“, ma confesso che almeno all’epoca un pochino ci speravo. Oggi posso confermare in via definitiva il fatto di essere uno sprovveduto.

Esempio pratico numero 1: lo script per le mail.

Era (ed e’) mia intenzione fare in modo che i LUG ricevano mail di notifica man mano che si raggiungono le varie tappe della roadmap, in modo da ricordargli nella maniera piu’ diretta possibile il fatto di prenotare la location, inviare le richieste di patrocinio e questioni simili. Per comodita’ pensavo di gestire tali invii con uno script automatico, qualcosa di molto banale ma destinato a sgravare anche questa incombenza (suscettibile di dimenticanze) dalle persone fisiche. Appena ne ho avuto l’occasione ho esplicitamente tentato di coinvolgere un potenziale volontario entusiasta sulla mailig list, con il preciso intento di delegare tale semplicissimo e rapido task a qualcuno e fargli fare qualcosa di pratico. Ne e’ scaturita una discussione di sei mail (!): nella quarta il personaggio enumerava una serie di requisiti che andavano molto al di la’ della necessita’ incombente, sovra-ingegnerizzando quello che avrebbe dovuto essere il piu’ cretino degli script; nella quinta, con molta pazienza, ho fornito una serie di specifiche talmente dettagliata che se lo avessi implementato io ci avrei messo la meta’ del tempo; nella sesta, il Signor SiSiLoFaccioIo linka uno script totalmente scorrelato e conclude con “No, non lo modifico io che al momento se non muoio è solo perché non ho tempo. Vien da chiedersi come abbia fatto allora a farsi tutte le seghe mentali che hanno generato la suddetta quarta mail. Nessun’altra reazione utile da tutti gli altri iscritti alla mailing list. Ad oggi, lo script e’ ancora da fare.

Esempio pratico numero 2: il tema 2012.

Come si sa, il Linux Day 2011 non ha avuto un tema nazionale unico. Nessuno si e’ preso la briga di sceglierlo e comunicarlo. Non so se sia meglio questo, o quel che e’ capitato nel 2010: scelto il tema, e’ stato annunciato 60 giorni prima dell’evento o anche meno. Sta di fatto che per il 2012 ho ben pensato di attivarmi subito, onde permettere a tutti di avere svariati mesi a disposizione per individuare i relatori piu’ adatti e/o studiarsi gli argomenti specifici. Ho aperto la discussione sulla solita mailing list, ed hanno iniziato ad affluire le proposte. Ovviamente tutti hanno detto la propria ma pochi hanno commentato quelle degli altri: tante idee, anche balzane, e poco consenso. E’ emerso dunque il bisogno di procedere per votazione, come e’ stato poi fatto, ma ben sapendo che una volta definito il tema ci sarebbe stato bisogno di qualcuno che poi producesse il materiale da mettere in condivisione ho avuto l’accortezza di accetare solo le proposte percui c’era qualcuno esplicitamente offerto come volontario. Risultato: insieme ristretto da cinque a due opzioni. E una delle due l’ho sostenuta io. Per la cronaca, la consultazione pubblica ha avuto come esito “Software Libero per la Piccola e Media Impresa”. Nonche’ svariate altre mail di idee su idee (e nessuna offerta di coinvolgimento pragmatico) giunte a “urne aperte”, che ho deliberatamente ignorato.

Se prima pensavo sarebbe stato difficile, ora inizio a credere che allestire un Linux Day nazionale degno di questo nome sia del tutto impossibile. Perche’ il grado di partecipazione non e’ basso, bensi’ del tutto inesistente. Quasi tutte le proposte vengono accolte con plausi e commenti interessati, ma nel momento in cui si solleva la questione “Ok, ottimo, adesso chi se ne occupa?” intorno trovo solo terra bruciata. Per scrivere mail di lodi o critiche, talvolta anche lunghe ed elaborate, tutti hanno sempre regolarmente il tempo; per dedicare mezz’ora della propria esistenza per svolgere un task pratico, no.

Gia’ oggi so che almeno tre quarti delle idee oggi in ballo cadranno nel vuoto, ed il restante quarto dovra’ essere messo insieme all’ultimo momento dai soliti tre o quattro volenterosi che si fanno sentire poco in lista ma che all’occasione si attivano. E che ad ottobre 2012 pioveranno le critiche sull’inefficienza e l’inadeguatezza del coordinamento nazionale, come gia’ e’ capitato tra le risposte al Questionario 2011.

Purtroppo non esiste soluzione a tale drammatico stato di cose. Se non quella di agire con polso fermo, fissarsi delle scadenze e rispettarle ad ogni costo, far capire in modo netto che se una proposta non e’ accompagnata dalla relativa realizzazione pratica essa va a farsi benedire dunque se non si e’ disposti a prendersene carico tanto vale dichiararla. Smettere di assecondare le richieste strampalate ed i piagnistei. E se tale atteggiamento semi-totalitario comportera’ un fuggi-fuggi generale da parte di chi non e’ disposto a sottostare al regime, tanto di guadagnato: meglio pochi ma buoni che tanti ma pessimi.

9 Risposte to “Fuggi Fuggi”

  1. Barra Says:

    Vedi il problema IMHO è nella scelta dei media utilizzati.
    Io sono un linaro convinto, lavoro con linux, vendo servizi basati su linux (e l’opensource in generale) come soluzione per le piccole e medie imprese.

    Di gente come me l’Italia è piena ma ben pochi di noi girano per mailing list linare (principalmente per i motivi da te descritti: troppi “fanatici casinisti, pochi elementi di discussione utili”). Linux oggi ha IMHO problemi di comunicazione e questo ne è un chiaro esempio.

    Detto questo il mio consiglio è usare il sito del linux day per queste discussioni, creando un’area apposita e coinvolgendo una comunità più ampia e meno “estremista”, magari facendo girare il più possibile la richiesta di aiuto su social network, blog “famosi” (pollycoke ad esempio o google+ dove c’è una comunità linux abbastanza ampia) ecc.

    P.s. fino a fine anno sono davvero messo male per alcune scadenze, dopo però prometto di leggermi le discussioni (magari mi fai un riassunto??? :D) e proverò a rendermi utile!

  2. m4db0b Says:

    Che gli interessati siano molti lo so, e’ il motivo percui ho (banalmente) insistito per avere un banner del LinuxDay2011 embeddabile sul proprio blog e ho creato il widget della LugMap altrettanto utilizzabile dai simpatizzanti.
    Ma spostare il canale di comunicazione non credo basti, in quanto comunque in tempo zero sarebbe invaso da fanatici casinisti e saremmo al punto daccapo.
    I “blog famosi” gia’ ho provato a coinvolgerli adesso appunto per il LinuxDay2011, chiedendo loro di scrivere post promozionali dell’evento prima dell’evento stesso, ed i risultati sono stati decorosi (gran parte delle visite a linuxday.it sono arrivati da loro). Su Facebook e Google+ gia’ ci siamo, ma vengono usati solo per la promozione piu’ che per il coinvolgimento attivo.

    La butto li’: secondo te sarebbe utile una newsletter (dunque: non una mailing list in cui scrivono cani e porci, ma uno scrive e tutti leggono) a cadenza settimanale o bisettimanale che riassume quel che succede nella community ed i task in attesa di assegnazione?

  3. Barra Says:

    La newsletter non sarebbe male, ma oggi ritengo più utile un blog perché via RSS è possibile diffondere lo stesso post su google+, facebook e aggregatori (lifearea, google reader ecc).

    Inoltre utilizzando i commenti sul blog si potrebbe cercare di raccogliere e organizzare le idee buone (scremando brutalmente i commenti “inutili”), fare votazioni ecc raccogliendo idee da parte di una comunità che sarà forse meno interessata agli aspetti etici/filosofici/edapornogeek ma certamente ha una visione più sobria, cosa IMHO necessaria se si vuole attirare più gente rispetto all’ultimo linux day (che da più parti ho letto essere stato un mezzo fallimento!)

  4. m4db0b Says:

    Una istanza IdeaTorrent / BBYIDX / Pligg?
    Piu’ che altro per strutturare meglio le idee, i commenti e soprattutto i voti favorevoli e contrari (forma di partecipazione poco impegnativa e dunque piu’ aperta ai timidi nerd di cui e’ piena l’Internet).

    Sempre che poi ci sia qualcuno che le idee le implementa, altrimenti siam sempre al punto di partenza: tante proposte, nessuna applicazione.

  5. Barra Says:

    Ideatorrent è quello alla base di ubuntu brainstorm giusto?

    Allora potrebbe essere la soluzione migliore per discutere delle idee, non però come piattaforma per la comunicazione. Pligg è troppo social network, si rischia di generare un buco nero dove anche le idee migliori vengono risucchiate e perse, BBYIDX non lo conosco!

  6. m4db0b Says:

    Pligg l’ho gia’ scartato in quanto orientato non alle idee ma alle “storie” (insomma, si condividono i links. Come in Reddit). BBYIDX e’ concettualmente identico a IdeaTorrent, con la differenza che pare piu’ attivamente sviluppato (IdeaTorrent sembra fermo dal 2010).

    Ad ogni modo, le soluzioni esistono. Basta sceglierne una e metterla online.
    Insieme, come dici, ad un blog per comunicare man mano cosa emerge dalla community e quali sono le milestones.

    Boh, si puo’ provare e vedere cosa ne esce fuori ;-)

  7. Barra Says:

    Allora datti da fare e vediamo cosa ne viene fuori :P

    Scherzi a parte, se serve aiuto posso dare una mano.


  8. […] Fuggi Fuggi […]


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