Il Giorno Piu’ Lungo

30 ottobre 2011

Ultimamente ho scritto poco sul blog, in quanto sono stato immensamente occupato nel seguire il Linux Day di sabato 22 ottobre. Dopo l’esperienza 2010 in quel di Brescia sono tornato al coordinamento di Torino, nonche’ a seguire la manifestazione nazionale (con buona pace del direttivo ILS…), e non ho potuto far altro che constatare quanto la situazione sia drammaticamente peggiorata.

A Torino il livello di partecipazione nell’organizzazione non e’ mai stato molto elevato, ma e’ addirittura calato nel tempo. Un po’ per la mancanza di leadership (che volente o nolente ci vuole sempre, anche in pieno regime di democrazia), un po’ perche’ volutamente le discussioni sono state progressivamente portate al di fuori della mailing list pubblica onde evitare polemiche e critiche sterili da parte dei trolls (i quali non mancano mai), un po’ perche’ non c’e’ stata la benche’ minima attenzione nell’allargare il bacino di persone coinvolte e per ovvie e note motivazioni generazionali chi aveva tanto tempo da perdere cinque anni fa adesso o studia all’universita’ o lavora o peggio ha messo su famiglia. In particolare nel 2011 si e’ osservata una defezione massiva dei “veterani” (potrei aggiungere “non casuale”, ma sorvolo…) e l’avvicinamento di qualche giovane, ma benche’ il numero di volontari presenti sia stato mediamente sempre lo stesso si e’ perso tantissimo in termini di “esperienza sul campo” e sono stati ripetuti numerosi errori gia’ visti in passato.

A livello nazionale, i casi virtuosi si contano sulle dita di una mano. Lodevole l’aggregazione di piu’ realta’ linuxofile visto a Milano, meravigliosa l’iniziativa della tre-giorni di attivita’ gestita a Terni, degna di nota la minuziosa organizzazione di Galliate, e… Poi? Statistiche alla mano, siamo ancora al palo. Sia in termini di contenuti offerti che di interesse del pubblico. Il direttivo di Italian Linux Society non e’ stato in grado di scegliere e divulgare un tema nazionale da seguire (come successo lo scorso anno), io – in qualita’ di amministratore di linuxday.it – mi son trovato a dover silurare dall’indice nazionale piu’ di una manifestazione per scarsa aderenza alle Linee Guida o peggio perche’ ad una settimana dalla fatidica giornata non avevano ancora esposto online uno straccio di programma, e a chiunque e’ inevitabilmente saltata all’occhio la mancanza di un LinuxDay a Roma, citta’ da 2 milioni e mezzo di abitanti, capitale d’Italia. Unica discussione un minimo partecipata avvenuta sulla mailing list nazionale dei LUG: la solita insulsa polemica sul nome “GNU/Linux Day“.

Se all’undicesima edizione di quella che ha la pretesa di essere una manifestazione mediatica nazionale questo e’ il punto cui siamo arrivati, direi che esistono solo due opzioni: lasciar perdere, o cambiare radicalmente i toni. E sottolineo la parola “radicalmente”.

L’altro giorno ho diramato un questionario ai vari gruppi organizzatori per sapere come e’ andata e capire tra le righe qual’e’ stato il loro livello di impegno. L’ho fatto alla luce del sole, annunciando (e discutendo) la cosa sulla mailing list di coordinamento nazionale, ma senza richiedere ne’ tantomeno aspettare un nullaosta da ILS. Ne sono seguite svariate nuove iscrizioni a suddetta mailing list, sintomo di interesse nei confronti di un coordinamento centrale partecipato (cosa che e’ sempre mancata), ma mi e’ sembrato doveroso esplicitare l’intento strettamente operativo del gruppo di lavoro: poche chiacchere, tanti fatti. Cosa che sto cercando di fare anche nel piu’ ristretto contesto torinese, ove pero’ c’e’ chi vuole approfittare delle grane sperimentate quest’anno per minimizzare il ruolo del LinuxDay e dirottare l’interesse dei pochi elementi validi su attivita’ che piu’ facilmente possano portare il cappello di una associazione (il solito discorso dell’autoreferenzialita’ a tutti i costi, gia’ discusso su questo blog).

Sicuramente non sono cosi’ sprovveduto da aspettarmi per davvero un aumento del grado di partecipazione attiva, in quanto gia’ so che ogni volta che sara’ lanciato un appello per lo svolgimento di un task nessuno rispondera’ (o peggio qualcuno rispondera’ “Lo faccio io” e sparira’ il giorno dopo). Partendo da questo presupposto, mi piacerebbe almeno – come minimo – ingegnerizzare l’esperienza LinuxDay. Le problematiche da affrontare son sempre le stesse e sono gia’ note a tutti: prenotare gli spazi in tempo, mandare le richieste per i patrocini in tempo, stampare il materiale promozionale in tempo… Gran parte di queste azioni dipendono da altre, che devono essere sbrigate ovviamente prima, a cascata. Se si perde un passaggio, tutti gli altri sono posticipati di conseguenza. Ma fissando un ritmo, ricordando le tappe, forzando delle scadenze, forse qualche grana puo’ essere risolta. E si potrebbe meglio centralizzare e condividere il materiale prodotto (cosa che si dice da anni, ma che non e’ mai stato fatto), o la modulistica. E perfezionare mille altri dettagli, dettagli su cui poi si regge la struttura nel suo complesso e che fanno la differenza tra una pagliacciata ed un evento serio.

Il Linux Day 2012 (che cade il 27 ottobre: quarto sabato del mese) sara’ il giorno piu’ lungo per la community linuxara italiana. Perche’ inizia oggi.

5 Risposte to “Il Giorno Piu’ Lungo”


  1. […] Il Giorno Piu’ Lungo […]


  2. […] in se’ (ci mancherebbe altro…) quanto per quel che rappresenta. Prosegue il cammino verso il LinuxDay2012, con l’intento di rattoppare le spropositate falle esistenti. Intersecandosi con un altro, […]


  3. […] per iniziare a contattare i potenziali sponsor nazionali del Linux Day 2012, di cui mi sono preso in carico il coordinamento (io in qualita’ di socio fancazzista ricolmo di colpe) constatando la […]


  4. […] mancanza di produzione open degli ultimi mesi: la community lavora, io ultimamente per stare appresso al Linux Day un po’ meno. Like this:LikeBe the first to like this […]


  5. […] ho seguito il difficile ma almeno fortunato coordinamento torinese nonche’, come gia’ discusso in passato, quello nazionale. In tale contesto si sono vissuti alti e bassi: discreto il […]


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