Novantasette

19 aprile 2011

Per quanto avrei parecchio lavoro da sbrigare, ieri sera (piu’ precisamente: nella notte tra il 17 ed il 18 aprile 2011) mi sentivo particolarmente ispirato e motivato ad affrontare un ingrato compito che da qualche tempo mi ripromettevo di svolgere: dare una occhiata ai siti di tutti i Linux User Groups indicizzati nella LugMap e vedere quanti di essi hanno ricevuto almeno un aggiornamento nell’anno corrente, appunto il 2011. Ed i risultati sono stati, come si puo’ immaginare, raccapriccianti.

Sui 163 LUG attualmente indicizzati, solo 97 riportano un segno di vita negli ultimi 108 giorni. Non ho tenuto un conteggio preciso, ma – tragedia nella tragedia – di questi aggiornamenti almeno 30 non si rifanno ad iniziative ed eventi del LUG ma sono solo notizie di cronaca linuxara copiate ed incollate da qualche altro aggregatore. Alla fine dei conti, spannometricamente e senza alcuna velleita’ di accuratezza scientifica, meno della meta’ (circa il 40%) dei gruppi italiani ha organizzato un qualche genere di evento (un corso, un install party, una conferenza…) nei primi quattro mesi dell’anno.

Non pago di cio’, ho dato anche una mezza occhiata ai social network. Tra Facebook, LinkedIn, Twitter e identi.ca, i LUG che sono riuscito a rintracciare sono in tutto 23. Ammetto di non aver cercato bene e che dunque probabilmente ce ne sono di piu’, ma anche volendo arrotondare a 30 la situazione statistica non migliora di molto.

Stendo un velo pietoso sulle condizioni dei restanti siti, i quali spaziano dall’avere l’ultimo aggiornamento risalente al passato Linux Day (svoltosi sei mesi fa’) al non essere stati toccati da mano umana negli ultimi tre o quattro anni.

Dove sono i LUG? Cosa fanno, oltre ad organizzare una volta all’anno Linux Day fasulli e stentati giusto per poter dire “OK, anche quest’anno ho dato, sono davvero un figo”? Che la community sia in crisi da tempo era gia’ noto, ma questi sono numeri da stato di calamita’ naturale. Gli ottimisti ed i perbenisti diranno “Splendido, ci sono almeno 60 gruppi in tutta Italia che svolgono attivita’!”, ma dopo 10 anni di radicazione e diffusione sul territorio e a fronte di una popolazione di 60 milioni di abitanti non mi pare affatto una cifra di cui andare orgogliosi.

In occasione della convention di Follonica dello scorso anno, circa un mese prima del Linux Day 2010, Luca Menini (uno dei nomi noti nel circolo di Italian Linux Society) dichiaro’: “In questo momento ci sono 120 [circa, non ricordo il numero esatto. NdB] eventi registrati. Se non arriviamo almeno a 150, lo riterro’ un fallimento”. Sorvolando sul fatto che il conteggio si e’ fermato a 135, e gia’ questo basterebbe per innescare qualche commento, sorge spontanea la considerazione: quanto conta il numero di Linux Day che vengono tenuti in giro per l’Italia, quando poi la maggior parte dei LUG non svolge nessun genere di altra attivita’ nel corso dell’anno ed anzi gia’ fatica ad abbozzare un paio di ore di talk a fine ottobre? Se la manifestazione ottobrina rappresenta in qualche modo il metro con cui misurare il grado di coinvolgimento della community nostrana, come valutare la partecipazione e l’azione nei restanti periodi dell’anno? Forse per la promozione al software libero basta una unica giornata di attenzione?

E’ evidente che, allo stato attuale, solo la chiamata alle armi autunnale sortisce un qualche effetto tra le fila linuxare domestiche, le quali rispondono piu’ per inerzia ed automatismo che non sulla scia di un sentimento entusiastico. Per il resto, non c’e’ nulla. Non ci sono spunti, non ci sono idee, non ci sono mobilitazioni ne’ locali ne’ regionali ne’ nazionali. E finche’ nessuno si prende la briga di dirigere le truppe, esse oziano ben contente di non essere disturbate, crogiolandosi per 364 giorni all’idea di aver fatto il precedente Linux Day e che tanto basti ad elevarli nel novero dei paladini del software libero.

Se da un lato i 60 gruppi virtuosi andrebbero premiati ed elogiati, i rimanenti cento e piu’ andrebbero bastonati. Non per cattiveria o violenza, ma per vedere se reagiscono.

3 Risposte to “Novantasette”


  1. […] addetti alle pubbliche amministrazioni, operatori scolastici, imprenditori ed altri). Un LUG che organizza a malapena il Linux Day una volta all’anno vale piu’ di un forum online con 1000 iscritti, appunto […]


  2. […] aspetta altro che una occasione o un pretesto o uno spunto per mettersi all’opera. Molti, ed io per primo, spesso criticano e lamentano l’inedia dei vari LUG e dei vari gruppi linuxofili sparsi per […]


  3. […] prima e’ la conferma di quanto precedentemente notato in merito al grado di partecipazione ed azione dei gruppi italiani. Sebbene le suddette tabelline […]


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