Qualcuno era Linuxaro

11 marzo 2011

Qualcuno era linuxaro perche’ non ce la faceva piu’ a tollerare Windows.

Qualcuno era linuxaro perche’ era gratis.

Qualcuno era linuxaro perche’ non ci sono i virus.

Qualcuno era linuxaro per Compiz.

Qualcuno era linuxaro perche’ era equo e solidale.

Qualcuno era linuxaro perche’ “Il computer e’ mio e ci faccio quello che dico io”.

Qualcuno era linuxaro perche’ lo usano gli hackers.

Qualcuno era linuxaro per metterlo sul curriculum.

Qualcuno era linuxaro per Bash.

Qualcuno era linuxaro perche’ su Slashdot erano tutti linuxari, su PuntoInformatico erano tutti linuxari, nei forum degli smanettoni erano tutti linuxari, insomma per essere nerd bisognava essere linuxari.

Qualcuno era linuxaro per lavoro.

Qualcuno era linuxaro per divertimento.

Qualcuno era linuxaro perche’ Ubuntu, qualcun altro perche’ Slackware, qualcun altro ancora perche’ Gentoo…

Qualcuno era linuxaro per tendenza, o per curiosita’, o per protesta…

Qualcuno era linuxaro perche’ non voleva spendere soldi in licenze.

Qualcuno era linuxaro perche’ non voleva che lo Stato spendesse soldi in licenze.

Qualcuno era linuxaro perche’ Microsoft aveva lobotomizzato gli utenti.

Qualcuno era linuxaro per reputazione.

Qualcuno era linuxaro perche’ cosi’ gli avevano detto di fare.

Qualcuno era linuxaro perche’ e’ piu’ stabile, piu’ sicuro, piu’ veloce…

Qualcuno era linuxaro perche’ glielo aveva installato il nipote.

Qualcuno era linuxaro per distinguersi.

Qualcuno era linuxaro perche’ era stato ad un Linux Day.

Qualcuno era linuxaro perche’ Stallman.

Qualcuno era linuxaro malgrado Stallman.

Qualcuno era linuxaro per le pizzate con gli altri soci del LUG.

Qualcuno era linuxaro perche’ era passata la moda dell'”etica hacker” e ci voleva un sostituto.

Qualcuno era linuxaro perche’ gli piaceva programmare.

Qualcuno era linuxaro perche’ l’opensource e’ una figata.

Qualcuno era linuxaro perche’ la sorella non potesse usare l’unico computer di casa.

Qualcuno era linuxaro perche’ aveva un PC troppo vecchio.

Qualcuno era linuxaro per costrizione da parte di qualcuno piu’ in alto.

Qualcuno era linuxaro per privacy.

Qualcuno era linuxaro perche’ “Non avete capito un cazzo, adesso ve lo spiego io…”.

Qualcuno era linuxaro perche’ non aveva i quattrini per comprarsi un Mac.

Qualcuno era linuxaro perche’ c’era il tema di Hello Kitty.

Qualcuno era linuxaro perche’ era piu’ linuxaro degli altri.

Qualcuno era linuxaro per morale.

Qualcuno era linuxaro perche’ aveva trovato il CD allegato a “Il Mio Computer”.

Qualcuno era linuxaro perche’ Microsoft era il male, ed Apple non stava messa meglio.

Qualcuno era linuxaro perche’ era il meno peggio surrogato del socialismo a disposizione.

Qualcuno era linuxaro perche’ se lo era trovato installato sul netbook nuovo.

Qualcuno era linuxaro senza sapere cosa fosse il codice sorgente.

Qualcuno era linuxaro perche’ OpenBSD non se lo filava nessuno.

Qualcuno era linuxaro per amore della condivisione.

Qualcuno era linuxaro perche’ aveva scarse pretese.

Qualcuno era linuxaro perche’ glielo facevano usare all’universita’.

Qualcuno era linuxaro perche’ c’era mercato per ricche consulenze.

Qualcuno era linuxaro perche’ aveva seguito il corso di informatica sbagliato.

Qualcuno era linuxaro perche’ il pinguino e’ tanto tanto carino.

Qualcuno era linuxaro per sentirsi parte di un gruppo.

Qualcuno era linuxaro perche’ era sistemista.

Qualcuno era linuxaro perche’ aveva un amico linuxaro.

Qualcuno era linuxaro per elitarismo.

Qualcuno era linuxaro perche’ voleva diventare famoso.

Qualcuno era linuxaro perche’ voleva costruirci un business.

Qualcuno era linuxaro perche’ era contro l’imperialismo americano.

Qualcuno era linuxaro perche’ gli piaceva la parola “liberta’”.

Qualcuno era linuxaro perche’ non voleva usare software pirata.

Qualcuno era linuxaro perche’ era complicato da usare.

Qualcuno era linuxaro fregandosene dei drivers proprietari.

Qualcuno era linuxaro perche’ aveva intuito che il monopolio era dannoso, ed ancor piu’ lo sarebbe stato in futuro.

Qualcuno era linuxaro perche’ in un mondo dominato dai computer e’ imperativo dominare i computer, sapere cosa fanno e cosa non fanno, e saperli adattare rapidamente per quello che serve.

Qualcuno era linuxaro perche’ era affascinato da quella community pulsante di individui che a volte collaborano e a volte competono, con passione e dedizione ed impegno, per realizzare qualcosa di nuovo, diverso, non necessariamente superiore ma comunque innovativo e creativo.

Qualcuno era linuxaro per dare una mano, per aiutare a fare qualcosa di utile ad altri. Magari qualcosa di piu’ comodo che soccorrere i senza-tetto nelle citta’ o partire per una missione in Africa, ma a modo suo importante.

Qualcuno era linuxaro perche’ in vent’anni di “freesoftware” solo alcuni avevano beneficiato di quell’immenso patrimonio di codice, coloro che avevano (o potevano comprare) le competenze necessarie a cavarne fuori un profitto. Gli altri che avrebbero potuto altresi’ goderne, gli utenti, erano lasciati in disparte, vuoi per convenienza, vuoi per pigrizia, vuoi per noia o vuoi per disinteressamento, ed essendo nelle mani sbagliate il software libero anziche’ unire contribuiva a dividere.

Qualcuno era linuxaro perche’ voleva cambiare il mondo. Molti lo guardava male quando enunciava questa strampalata posizione, rispondendo che c’erano ben altre priorita’ di cui preoccuparsi come la tutela dell’ambiente o la corruzione della classe politica, ma osservando gli effetti che potevano avere sulla vita delle persone cose come gli smartphone, o i social network, o le mappe online, e leggendo del ruolo di Internet nelle rivolte in Medio Oriente e in Africa, rafforzava la sua concezione secondo cui la tecnologia, poco compresa dagli altri perche’ agli altri quasi invisibile, era il punto di partenza di qualsiasi cambiamento radicale, il fulcro su cui appoggiare la leva che avrebbe sollavato la societa’ dall’abisso. E tale tecnologia, per assolvere al suo compito, doveva essere pubblica, accessibile, alla portata di tutti, democratica. Libera.

(Ispirato da: “Qualcuno era Comunista”, Giorgio Gaber)

Una Risposta to “Qualcuno era Linuxaro”

  1. d1s4st3r Says:

    Io sono linuxaro perchè trovo il terminale maledettamente sexy.


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