In Movimento

1 gennaio 2011

Oramai il post di fine/inizio anno e’ diventato una tradizione su questo blog, che perseguo volentieri in quanto mi permette di fare il punto della situazione. Tantopiu’ quando la situazione e’ talmente complessa da richiedere necessariamente un punto.

All’inizio del 2010 scrivevo:

Conto di essere ancora piu’ attivo, mettere a punto i progetti in corso d’opera ed avviarne altri. Conto di re-inventarmi un’altra volta, in campo professionale e non, ed avere il coraggio di prendere decisioni che ad oggi ancora mi sembrano azzardate. Conto di continuare a scrivere quel che mi passa per la testa, senza pesare a priori conseguenze solo ipotetiche ma sempre nella prospettiva di pensare e far pensare.

E anche nel primo anno del primo decennio del terzo millennio le mie previsioni sono state esatte, ma con interpretazioni diverse rispetto a quelle originali.

Nel 2010 tutto e’ cambiato. Dopo cinque anni e mezzo di lavoro sono attualmente disoccupato, ma volontariamente mantengo questo status disponendo di una modesta riserva monetaria che mi permette di non preoccuparmi eccessivamente dell’immediato e del prossimo futuro concedendomi il raro privilegio di potermi dedicare a tempo pieno alle attivita’ che prediligo. Dopo cinque anni di estrema diffidenza nei confronti dell’associazionismo, espressione per me ambigua del volontariato in cui troppo spesso la passione spontanea e disinteressata viene ad essere contaminata dall’interesse finanziario, mi trovo ad essere uno dei soci piu’ attivi di una associazione torinese pro-freesoftware (ma anche pro-un sacco di altre cose) e da diversi mesi opero quasi ogni giorno all’interno di essa ed in nome di essa. Dopo numerosi anni vissuti in veste di semplice utente Linux mi son visto assegnare il ruolo di developer Gnome, e sebbene ad oggi la quantita’ di miei contributi concreti in forma di codice siano in numero assai limitato posso comunque tangere la differenza che passa tra i due fronti della community, tra chi usa e chi fa. Dopo una vita trascorsa evitando (per scelta o per necessita’) i viaggi, nel corso del 2010 ho macinato centinaia e centinaia di chilometri sia in Italia che all’estero avendo modo di osservare situazioni per me del tutto inedite e conoscendo persone totalmente nuove.

Per me, il 2010 ha incarnato completamente la massima “anno nuovo, vita nuova”. Eppure non ne sono del tutto soddisfatto.

Tutta questa attivita’, tutti questi impegni, tutti questi propositi hanno avuto un riscontro immensamente scarso in termini oggettivi. Ho avviato dozzine di progetti, sia in veste di programmatore che come promotore della community linuxara, ma proprio a causa del loro proliferare e dei continui salti da un contesto all’altro nessuno di essi si e’ radicato stabilmente e fruttuosamente ed anzi molti sono stati pressoche’ abbandonati all’oblio. L’entusiasmo della novita’ e’ da sempre cattivo consigliere, persino piu’ della proverbiale fretta, ed in quest’ultimo anno mi sono fatto da lui consigliare un numero eccessivo di volte. Ad oggi ho in cantiere almeno una decina di opere, e con tutta la buona volonta’ del mondo dubito di riuscire a portarne a termine anche solo meta’ entro breve tempo. La mia efficienza rispetto al 2009 e’ diminuita, e questo non e’ affatto un bene.

Del resto non mi biasimo. Nello stesso momento ho avuto tempo libero in quantita’ industriale e ho conosciuto quantita’ industriali di persone stimolanti e con buoni spunti, inevitabilmente l’allineamento di tali fattori ha portato ad una overdose di entusiasmo produttivo impossibile da gestire con profitto. Mi sono fatto cogliere impreparato dagli eventi. E mi sono fatto travolgere, perdendomi.

Dunque, l’obiettivo che mi pongo per il 2011 e’ di rimettere ordine in codesto marasma operativo. Keep control. Stay focus. Quel che voglio e’ focalizzarmi meglio sugli obiettivi, evitare di voler necessariamente seguire tutti i sentieri che continuamente si presentano lungo il mio cammino (vuoi perche’ da me stesso tracciati, vuoi perche’ suggeriti da altri) ma valutare piu’ attentamente sia le scorciatoie che le strade panoramiche e preferire i tragitti costellati di incroci e crocicchi. Lavorare per un progetto ma nel contempo gettare le basi per avviarne un altro, sequenzialmente e con costanti aggiustamenti nella rotta da tenere. Dedicare maggiore spazio alla meditazione, alla misurazione e alla valutazione. Fare il passo della giusta lunghezza rispetto alla gamba.

Stranamente mi accorgo che non basta la “voglia” per ottenere risultati, cosa che sinora ho sempre (ingenuamente?) sostenuto. Qualche volta per “fare” non occorre correre ma al contrario occorre fermarsi e riflettere. Altrimenti si rischia la saturazione. Altrimenti si rischia la stasi. Altrimenti si rischia di trovarsi stanchi, sudati, affannati, ed accorgersi di essere andati nella direzione sbagliata e di dover tornare indietro.

Si vede che mi sto pericolosamente avvicinando alla trentina…

Immancabilmente, in compagnia di una bottiglia di spumante brut e di Mozart, auguro ai miei lettori (abituali o di passaggio) un buon 2011.

3 Risposte to “In Movimento”

  1. g Says:

    preferivo il “dolce” comunque buon anno anche a te. Ti auguro fun & profit :P

  2. Andrea R Says:

    Buon anno Bob!


  3. […] negativa sta nel fatto che non sono riuscito a cogliere l’obiettivo che mi ero posto nel precedente post di fine anno, oramai consuetudine di questo blog: non sono stato abbastanza concentrato sui traguardi, non mi […]


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