I Pazzi Sono Fuori

28 ottobre 2010

Qualche giorno fa’ ho ricevuto una mail da parte di uno squilibrato che, in buona sostanza, mi accusava di non capire niente di software libero.

Risalendo, credo da una mia mail inviata alla mailing list degli annunci gestita da ILS, al sito del progetto GASdotto, egli ha isolato dalla pagina dedicata al download una singola frase:

E’ possibile scaricare GASdotto gratuitamente, cosiccome ridistribuirlo a chiunque ed utilizzarlo senza limitazioni o costi di licenza. GASdotto è software libero, dunque sei libero di farci ciò che vuoi.

E in una mail ricca di stralci presi pressoche’ a caso da testi di Stallman mi contestava quanto segue:

  • non e’ vero che il software libero puo’ essere utilizzato senza limitazioni, perche’ occorre rispettare l’obbligo di ridistribuire i sorgenti
  • non e’ vero che il software libero sia esente da costi di licenza, perche’ esso puo’ essere venduto
  • i files PHP non sono software libero
  • i sorgenti devono per forza essere ridistribuiti insieme ai binari

Credo sia immaginabile quale sia stata la mia prima reazione: non sapevo con quale epiteto iniziare la mail di risposta. Dopodiche’ mi sono ricomposto, e colto da infinita’ pieta’ ho cercato di spiegare al mio arrogante interlocutore i dettagli che evidentemente non aveva afferrato.

  • “utilizzare” e “ridistribuire” sono due azioni ben distinte, e non mi risulta che nessuna definizione di “software libero” (a parte forse quella implicita nella licenza AGPL) imponga ad un utilizzatore di mettere in piedi un mirror del codice nel momento in cui si limita ad usare il prodotto
  • “costo di licenza” e’ un concetto ben specifico, piu’ specifico di “costo” e basta. Tale termine indica il prezzo che il produttore del software (o meglio, il licenziatario) impone sul suo prodotto, e giacche’ GASdotto e’ scaricabile gratuitamente e’ piu’ che corretto dire che esso non ha “costi di licenza”. Se poi qualcuno vuol venderlo o farsi pagare per l’hosting o l’assistenza, faccia pure
  • l’unica interpretazione che sono riuscito a dare alla ardita dichiarazione sull’uso di PHP e’ che il personaggio abbia confuso “PHP” con la “PHP License” che appare elencata sul sito del progetto GNU: il primo e’ un linguaggio di programmazione, che di per se’ puo’ essere licenziato in qualsiasi modo, la seconda e’ una licenza applicata ad una mezza manciata di progetti al mondo che non e’ compatibile con GPL (pur continuando ad essere considerata “software libero” a tutti gli effetti da Free Software Foundation)
  • per quanto sia una best practise quella di affiancare i pacchetti sorgenti a quelli binari, la sezione 6 della GPLv3, licenza da me adottata appunto per GASdotto, dettaglia per filo e per segno le modalita’ di distribuzione del codice e non trovo motivi per lamentarsi della mia insana pigrizia in sede di release

Nella seconda mail i motivi di contestazione si erano gia’ drasticamente ridotti, ed ho ancora risposto.

Nella terza rimaneva il chiodo fisso della legittimita’ della vendita dei servizi al software (cosa mai negata da parte mia, ed anzi ulteriormente confermata facendo notare che io stesso offro hosting dietro pagamento di un contributo per l’applicazione), e la raccapricciante osservazione (copio e incollo) “Comunque non capisco perchè non possiate fare le medesime cose con l’HTML invece del PHP”. E’ stato imbarazzante spiegargli che uno e’ un linguaggio di formattazione e l’altro un linguaggio di programmazione, certe nozioni elementari le ritenevo date per scontate da chi pretende di spiegare agli altri (con saccenza, peraltro) cos’e’ il software libero. Ma ho comunque risposto.

La quarta mail conteneva una gratuita invettiva a Berlusconi (!): ho troncato la discussione.

Gli indizi degli ultimi due messaggi mi portano a pensare che il mittente fosse un ragazzino di 12 anni che, cavalcando l’onda dell’intellettualismo stallmaniano (tendenza internettiana sub-culturale che cronologicamente segue l’intellettualismo hacker), pensava di rendere il mondo un posto migliore rompendo le scatole al primo malcapitato capitato a tiro. Ed il suo sito web, piu’ e piu’ volte linkato invitandomi a leggerlo per meglio comprendere cosa fosse il freesoftware (…), non fa che confermare la tesi: solo chi e’ troppo giovane per aver navigato abbastanza pagine sull’Internet puo’ credere che davvero ci sia bisogno di un ennesimo mirror di foto di Stallman, che proprio un bell’uomo non e’.

Cosa insegna questa esperienza. Fondamentalmente niente: che di pazzi esaltati fosse pieno il mondo gia’ lo sapevamo, una ulteriore conferma non era ne’ richiesta ne’ necessaria.

Resta solo un ennesimo motivo per preoccuparsi della esponenziale crescita (ed invadenza) dei parolai, e della lenta ma costante diminuzione dei developers. Di questo passo del software libero restera’ solo una affascinante corrente filosofica da studiare presso le facolta’ umanistiche.

3 Risposte to “I Pazzi Sono Fuori”

  1. Andrea Gelmini Says:

    Sei un dilettante…
    Un professionista avrebbe fatto questo:
    cat mail del tipo | dadadodo¹ | mail -s ‘Re:’ email-del-tipo

    Mettendo il tutto in .procmailrc avresti potuto goderti il tipo litigare con se stesso per centinaia di mail…

    —————–
    ¹
    gelma@vaio:~$ apt-cache search dadadodo
    dadadodo – distrugge ogni pensiero razionale


  2. […] eccezione, essendomi recentemente trovato piu’ volte nella posizione di dovermi difendere da espliciti e meno espliciti attacchi condotti da esaltati cui evidentemente piace consumar le tastiere in nome […]


  3. […] codice utile, che dispongono cosi’ di un rapido indice da consultare quando sono in dubbio se attaccare o meno il disgraziato di turno che ha avuto l’incuria di scrivere una parola di troppo sul […]


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