Un Altro Giorno

25 ottobre 2010

Il 23 ottobre 2010 si e’ svolto, come ogni anno, il Linux Day. Dopo le prime militanze in veste di curioso ad Alessandria, gli anni da smanettone e poi da organizzatore a Torino, e l’anomala partecipazione come semplice visitatore nel 2009, quest’anno ho deciso di andare a dare una occhiata a qualcosa di nuovo. Quest’anno sono stato al Linux Day di Brescia.

Gli amici bresciani, conosciuti un po’ per caso anche grazie a codesto blog, mesi addietro mi invitarono a partecipare alla loro manifestazione ottobrina, e poiche’ al secolo nulla mi teneva legato al Linux Day torinese (avendo io temporaneamente lasciato il comitato organizzativo lo scorso anno), son stato ben lieto di accettare. Anche e soprattutto per la curiosita’ di vedere e valutare una diversa implementazione dell’evento nazionale, dopo aver vissuto sempre e solo uno specifico “format”.

Sabato mi sono alzato alle 5:15 del mattino, e in treno mi sono recato nel bel mezzo della Lombardia.

Nel corso della mattinata si e’ svolta una ricca sessione dedicata completamente al software libero nella scuola. Erano presenti numerosi insegnati, maestri e professori di vari istituti scolastici della zona (e non: se non ho capito male uno arrivava da vicino Vicenza), singolarmente invitati con largo anticipo badando di far riconoscere l’attivita’ come ufficialmente formativa grazie al supporto del distaccamento bresciano di Mathesis (si’ da arginare i problemi dovuti all’assenza da scuola in orario di lezione). I diversi talks che si sono succeduti in questa fase erano sostanzialmente finalizzati a fornire indicazioni dirette e schiette sul perche’ del software open nelle scuole (piu’ e piu’ volte e’ stato ripetuto il peso educativo di usare e far usare applicativi costosi che incidono nelle finanze famigliari o devono essere piratati) e sui componenti aperti e gratuiti gia’ oggi riccamente disponibili per ogni fascia scolastica ed esigenza.

Ammetto di non aver assistito all’intera mattinata di interventi, in quanto piu’ o meno a meta’ mi sono spostato negli spazi destinati al proseguimento pomeridiano per sistemare tavoli e prese elettriche, ma e’ stato per me assai interessante il dibattito aperto ad un bel momento tra gli insegnanti stessi del pubblico: era evidentemente come alcuni di essi avessero gia’ presente cosa fosse il software libero, e come questi fossero frustrati dal completo disinteresse dei colleghi dei rispettivi istituti nei confronti di tutte le tematiche sia economiche che sociali che filosofiche dell’introduzione di Linux. Diverse sono state le invettive dirette a chi non sa guardare oltre al proprio naso, a chi non si pone il problema culturale che si cela dietro l’adozione di software chiuso in ambito scolastico, e sebbene tutte queste argomentazioni mi siano gia’ ampiamente note mi ha stupito constatare la quantita’ di insegnati presenti entro un’area geograficamente ristretta gia’ consci di tali problematiche.

Durante il pomeriggio si e’ invece tenuto il Linux Day “general purpose”, popolato di vari contenuti sul software libero a 360 gradi. Ed e’ stato qui che ho avuto modo di osservare da vicino l’inedita (per me) modalita’ con cui i bresciani conducono il loro evento: laddove tutti o quasi hanno una o piu’ scalette di talks, loro hanno adottato il modello a “banchetti monotematici”. Il meccanismo si spiega da se’: all’interno di una area circoscritta si piazzano una serie di tavoli, ognuno dei quali e’ presidiato da due o tre persone che illustrano agli interessati di passaggio l’utilizzo di Linux e delle applicazioni a codice aperto entro ben specifici settori. Ed e’ cosi’ che sabato 23 c’era un banchetto dedicato alla scuola, uno dedicato ai videogiochi, uno per i programmi di varia utilita’ disponibili anche per Windows e MacOS, uno rivolto alla multimedialita’ e numerosi altri. Nonche’ l’inevitabile area LIP, presso cui ho operato tre installazioni in parallelo (sebbene con risultati non ottimali: oramai ho perso il tocco e non sono piu’ abituato a stare in prima linea durante l’Install Party…).

Stando a quanto recepito, pare che la “scoperta” dei banchetti monotematici sia stata del tutto casuale (come ogni grande scoperta, secondo le leggende): durante un passato Linux Day avevano organizzato, come sempre, il loro programma di interventi e dibattiti, ed avevano piazzato in disparte un paio di banchetti generici presso cui erogare informazioni varie. Ebbene: in quella occasione la maggior parte del pubblico si era assiepata attorno ai tavoli anziche’ andare a sentire i talk, e gli si accese la lampadina. Devo dire che come strategia questa non e’ affatto male: evita di doversi preparare lunghi interventi mirati con tanto di slides, piu’ facilmente si trovano volontari disposti a presiedere il banchetto che non ad esporsi al pubblico ludibrio su un palco, non c’e’ bisogno di proiettori, ne’ di sedie, ne’ di numerose aule (ma la disponibilita’ di un unico spazio molto grande e’ consigliata), la gente puo’ andare e venire e gironzolare senza sentirsi a disagio, facilmente si intercettano le singole persone realmente interessate a particolari ambiti…

Ricordo che tempo addietro era stata proposta una organizzazione del genere anche per il Linux Day di Torino, ma la proposta cadde nel vuoto e continuammo a mantenere i talks. Credo che per il 2011 mi faro’ portavoce di questa linea di pensiero, in quanto il prossimo anno intendo tornare ad occuparmi della manifestazione sabauda.

Alla fine della giornata, il bilancio penso sia stato positivo: l’afflusso e’ stato superiore a quanto preventivato nonostante il fatto che lo spazio riservato alle attivita’ fosse piuttosto nascosto all’interno del gigantico istituto scolastico ove si sono svolte, sono stati raccolti numerosi contatti con persone (soprattutto insegnanti) interessate al mondo del software libero, e non si sono registrati eccessivi problemi logistici. Una bella manifestazione, insomma.

Il tutto si e’ concluso con una cena, una inaspettatamente lunga dormita a casa di Luisa (che mi ha gentilmente ospitato nella sua dimora), ed il pomeriggio successivo passato a giocare a Mario Kart sulla Wii di Andrea.

Un doveroso ringraziamento va al LugBS, i cui membri mi hanno accolto con simpatia trattandomi come se fossi nel gruppo da sempre: non posso promettere di partecipare al vostro prossimo Linux Day in quanto gia’ so che ci sara’ bisogno di me qui a Torino, ma non e’ escluso che torni a farvi visita nel prossimo futuro.

2 Risposte to “Un Altro Giorno”


  1. […] immensamente occupato nel seguire il Linux Day di sabato 22 ottobre. Dopo l’esperienza 2010 in quel di Brescia sono tornato al coordinamento di Torino, nonche’ a seguire la manifestazione nazionale (con […]


  2. […] quantomeno avuto modo di circoscrivere le aree da migliorare e le mele marce da buttare. Per la mia assenza biennale ho pagato gli interessi partecipando al coordinamento nazionale della manifestazione, con risultati […]


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