Democrazia Tecnocratica Partecipata

28 maggio 2010

Ieri leggendo come al solito le news sono incappato in una iniziativa di natura politica e, almeno nell’intento, innovativa: una “piattaforma di partecipazione democratica”.

Clicco sul link, vado al sito di riferimento, e mi trovo dinnanzi un breve testo, il pulsante “Registrati” e la casella di login per chi gia’ lo e’. “Strano”, penso, “che i contenuti siano accessibili solo a chi si e’ registrato”. Leggo il testo il cima, e scopro il funzionamento della baracca (testo copiato ed incollato): “Quando dovrò prendere una posizione politica, chiederò per e-mail a tutti gli elettori registrati nel sistema di esprimere il loro parere e lo userò come guida.“. Non ci voglio credere, mi registro, mi autentico, e l’unica cosa che si puo’ fare e’ modificare i propri dati personali.

La grande innovazione si riduce a poco piu’ di una newsletter. Nell’Anno Domini 2010, il massimo della tecnologia che un rappresentante politico puo’ immaginarsi e’ di mandare e ricevere mail. Con l’ingenua pretesa poi di leggere tutte le risposte che gli arriveranno, e da esse trarre spunti concreti e posizioni chiare: evidentemente questa persona non e’ mai stata iscritta alla mailing list degli sviluppatori FreeDesktop.

I casi sono due: o ci si aspetta una scarsa quantita’ di feedback, vanificando pero’ tutti gli intenti e gli sforzi di democrazia partecipata, oppure non ci si capacita della mole di testo che tocchera’ leggere col risultato di saperne pure meno di quando s’e’ iniziato. Sempre che qualcuno abbia davvero tempo e voglia di esprimere in modo esaustivo e completo il proprio pensiero su una missiva digitale: in questi tempi di pulsanti social e “retweet” il rischio e’ quello di tagliare fuori lo (spesso) strato demografico che si arrangia e si arrabatta e che dopo una giornata di lavoro non ha proprio desiderio di mettersi dinnanzi al PC per commentare dettagliatamente la proposta di legge 42/69-13, che magari sarebbe pure contenta di essere privata della responsabilita’ perversa della “partecipazione” ma che in ogni caso non ci si puo’ permettere di ignorare se si parte dalla pretesa di essere “democratici” per davvero.

Colto da infinita pieta’ umana ho deciso di mandare un messaggio al suddetto personaggio, per fargli presente che ad oggi l’informatica offre qualcosa di un pochino piu’ consono agli scopi. Riporto qui integralmente il testo inviato, steso nella maniera piu’ diretta possibile e senza eccessivi giri di parole (e, col senno di poi, pure sgrammaticato):

Ho appena scoperto l’esistenza della “piattaforma collaborativa” esposta in http://movimento.bertola.eu/ , e benche’ reputi lodevole l’intento di coinvolgere la cittadinanza nel processo decisionale sono estremamente titubante sul metodo. Voglio dire: non ho idea di quante persone hanno aderito o aderiranno, ma e’ fattibile leggere anche solo 100 mail su un determinato argomento, magari molte delle quali riportanti opinioni estremamente simili?
Da tecnico (sono un programmatore) consiglierei l’adozione di strumenti un poco piu’ specifici, che permettano di raccogliere i pareri, le sfumature e la percentuale di gradimento in maniera un poco piu’ agile.

Shapado ( http://shapado.com/ ) mi sembra un punto di partenza, in quanto permette di esprimere delle domande e raccogliere delle risposte che possono a loro volta essere votate (onde evitare o arginare la ridondanza, ed arrivare al succo), e’ opensource ed installabile sul proprio server in modo da averne una istanza propria e mirata alla bisogna.
Alternativamente di son pure Google Moderator o IdeaTorrent, che adottano approcci diversi ma per cui la chiave resta sempre la possibilita’ di far emergere le posizioni piu’ diffuse anziche’ replicarle una volta per ogni persona che aderisce – metodo ideale, ma impossibile da gestire nel momento in cui quelli che partecipano sono tanti.

Spero che queste indicazioni possano essere di aiuto per migliorare il suo lavoro e permetterle di concretizzare la sua strategia di democrazia partecipata.
Resto a disposizione per quesiti di carattere squisitamente tecnico (e ci tengo a precisare che non sono un consulente, dunque lo faccio a titolo puramente gratuito ;-) ).

L’inciso al fondo mi e’ sembrato doveroso, per fugare ogni sospetto di eventuali miei subdoli interessi personali o sotterfugi per propinargli un sito nuovo dietro emissione di fattura: coi tempi che corrono, e’ facile interpretare un “amichevole consiglio” per un “annuncio pubblicitario”.

Credo che questo episodio sia l’ennesimo (ed assolutamente non necessario) esempio di come gli strumenti tecnologici per il miglioramento e la crescita siano a disposizione di tutti, in abbondanza e a costi infinitamente bassi se non nulli, eppure vengono lasciati in disparte, vuoi per (legittima?) ignoranza o vuoi per reverenziale timore nei confronti di si’ sofisticati garbugli che capiscono solo gli addetti ai lavori.

E siccome solo i tecnici sanno gestirli e padroneggiarli, tocca ai tecnici fare quel che s’ha da fare: idearli, implementarli, metterli in opera e renderli usabili all’utenza. Magari anche laddove non esplicitamente richiesto, per il solo fatto che chi dovrebbe richiederli non sa cosa puo’ essere fatto e non si pone nemmanco il problema. Esattamente per questo motivo ho inviato il messaggio di cui sopra, esattamente per questo motivo “resto a disposizione”. E se c’e’ da installargli una delle piattaforme citate, ben venga: fosse la prima volta che mi improvviso sistemista per fare un favore a qualcuno.

Per completezza riporto il fatto che alle ultime Elezioni Regionali io non abbia votato il nostro eroe, ne’ tantomeno il suo partito / lista civica, ne’ comunque nessun altro: a votare non ci sono proprio andato, e me ne vanto pure. Come gia’ detto preferisco non illudermi che un cambiamento possa realmente arrivare da una poltrona in Consiglio Regionale, o men che meno da una poltrona in Parlamento, e a dirla tutta ho anche seri dubbi sull’efficacia propria della democrazia (la lista di deputati e senatori oggi a Roma, regolarmente eletti in base alla preferenza popolare, dovrebbe essere argomentazione sufficiente per questa tesi), eppure volenti o nolenti al momento e’ cosi’ che funziona e dunque tanto vale far si’ che funzioni a pieno regime e nel migliore dei modi.

Che tutti dicano la propria. E che tutti abbiano la possibilita’ di farlo.

3 Risposte to “Democrazia Tecnocratica Partecipata”


  1. […] di piattaforme partecipative ed inclusive? Io stesso affrontai la questione nei confronti della partecipazione politica qualche tempo addietro, e data la grande disponibilita’ di soluzione tecniche esistenti […]


  2. […] Bertola, candidato sindaco per conto del Movimento a 5 Stelle (che gia’ ho avuto modo di commentare su questo blog quando candidato non era), cui e’ stato alla peggio affiancato un altrettanto […]


  3. […] di questi commenti arrivano da accounts che riconducono al Movimento a 5 Stelle, che gia’ ha dato prova di avere scarsa cognizione degli strumenti partecipativi digitali nonostante le sue radici […]


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