Operazione Quarto Stato

1 aprile 2010

Nell’ultimo periodo ho preso ad assegnare etichette astruse ai miei astrusi progetti, per svariate ragioni: prima di tutto adoro assegnare nomi, e poi cosi’ facendo instillo suspance e curiosita’ presso coloro cui ne faccio menzione ma al tempo stesso riferendomi ad un “nome in codice” senza fornire ulteriori dettagli mi risparmio di rispiegare cento volte di cosa si tratta, evitando il rischio di far sentire troppo presto i miei interlocutori troppo coinvolti e generare infinite discussioni su dettagli di secondaria importanza.

All’opera che vado qui a descrivere ho pertanto affibiato la dicitura “Operazione Quarto Stato”, in richiamo al noto capolavoro del mio conterraneo Pellizza da Volpedo (Volpedo si trova ad una ventina di chilometri dal paesello che ha ospitato la mia fanciullezza). Tale dipinto e’ stato realizzato in tecnica divisionista, ovvero e’ caratterizzato da una quantita’ di singoli e distinti tratti che, nell’insieme, si confondono tra loro per formare l’immagine completa; da qui, lo spunto per battezzare una iniziativa che riguarda l’arte grafica e prevede molti elementi aggregati tra loro.

Il presupposto da cui sono partito e’ semplice: gli smanettoni che in tutta Italia periodicamente organizzano corsi, Install Party ed incontri sul software libero non sono capaci di mettere insieme un volantino decente per promuovere le proprie attivita’. Talvolta ci si azzardano con risultati raccapriccianti e talaltre non ci si provano neanche, lasciando perdere il media cartaceo e facendo languire i propri annunci sulle mailing list (ovvero: ben lontano dal pubblico potenzialmente interessato). Ovviamente – e per fortuna – l’assioma non e’ universale, c’e’ pure chi produce ottimo materiale, ma stando a quanto ho potuto osservare durante le mie incessanti peregrinazioni sul web italico i virtuosi sono in numero estremamente ridotto e, per motivi geografici, operano ad esclusivo beneficio dei gruppi locali da loro frequentati.

Alche’, l’illuminazione: perche’ non cercare il modo per sfruttare al meglio codeste scarse risorse artistiche per il bene di tutti? Da un decennio la community la mena con sta’ storia della “condivisione”, sarebbe un po’ ora di applicare la teoria alla pratica e appunto condividere quel che c’e’ di buono! Basterebbe che i piu’ smaliziati nell’uso del pennello digitale mettessero a disposizione i frutti del proprio estro creativo in un formato facilmente editabile e personalizzabile dagli altri, si’ che anche il piu’ artisticamente incapace dei nerd sia in grado di immettere nel template preconfezionato la data e la location della manifestazione che intende promuovere, e con poco sforzo da parte di tutti il potenziale comunicativo (e, diciamolo, markettaro) della community si accrescerebbe di un ordine di grandezza.

Tale proposito trova la sua concretizzazione nella forma piu’ banale e scontata possibile: un sito web. Qualche riga di PHP, un mezzo database, qualche ora persa su CSS e JavaScript nel vano tentativo di dare un aspetto piu’ cool alla baracca (ahime’, io rientro nella summenzionata categoria degli “smanettoni che ci provano senza riuscirci”), e ne e’ saltato fuori Tux Templates.

Lungi dall’essere completa, gia’ ora la piattaforma permette di fare quasi tutto quel che c’e’ da fare: si possono caricare nuovi volantini, li si possono consultare, e si possono scaricare. Fine. Ho stroncato ogni orpello e predisposto il tutto per automatizzare alcuni passaggi, affinche’ l’operazione risulti quanto piu’ immediata ed accessibile per chiunque, ho persino eliminato ogni forma di registrazione e login apposta per non porre alcuna barriera per chi vuol contribuire ad arricchire il patrimonio comune.

Alcuni vincoli sono imposti dal buon senso, e ho cercato di riassumerli in bella vista nella pagina destinata all’upload. Manco a dirlo, i files caricati devono essere in un formato vettoriale istantaneamente apribile ed editabile da tutti con strumenti facilmente reperibili su una installazione Linux; SVG mi pare l’opzione piu’ a portata per chiunque utilizzi una distribuzione con un pacchetto di Inkscape (cioe’: qualunque). Non mi dilungo sui dettagli relativi alle licenze: se lo scopo e’ pubblicare per permettere la personalizzazione, inutile sarabbe condividere e pretendere diritti di copia assoluti e monopolisti. Molto ben accolti sono i documenti realizzati con un occhio di riguardo alle esigenze reali dei gruppi linuxari, che raramente dispongono di ricchi fondi e se stampano qualcosa lo fanno con la stampante di casa a getto di inchiostro con le cartucce ricaricate alla meno peggio.

Ora come ora si trova qualche modesto abbozzo da me improvvisato durante la militanza nella Torino Linux Task Force ma ho iniziato ad instaurare timidi contatti con qualche artista reperito qua e la’ sull’Internet: i miei appelli su Deviant Art e la lista Gnome Themes sono sinora caduti nel vuoto, un poco piu’ incoraggianti sono stati due autori intercettati su Tux Factory ed un italiano del RavennaLUG che, incidentalmente, poco tempo addietro ha avviato un corso su “come fare dei volantini decenti”. Mi avvio ora ad annunciare la cosa sull’apposita mailing list di ILS e mi auguro che altri vorranno partecipare, magari riportando documenti e materiale gia’ realizzato per i loro eventi passati. L’obiettivo sarebbe suscitare interesse e produrre contenuti riutilizzabili in tempo per il Linux Day 2010, di cui si inizia lentamente a discutere e per cui si spera di ottenere qualcosa di piu’ rispetto alle precedenti edizioni, anche in prospettiva del decimo anniversario della manifestazione.

Tenendo sempre ben presente il fatto che questa mia personalissima iniziativa e’ stata appositamente costruita per non essere imposta a chicchessia: se c’e’ qualche LUGger cui vanno benissimo i propri fogli A4 bianchi con le scritte in stampatello nere ed un Tux copiato ed incollato su un angolo va benissimo, non io ne’ nessun’altro lo costringeremo mai ad adottare uno stile diverso semplicemente perche’ “piu’ profescional”. Non e’ un caso che abbia evitato di chiedere all’Italian Linux Society, perfetta candidata per la gestione della cosa, di hostare il sito, e continui a mantenerlo sul mio proprio server: lo spunto nasce da un membro della community ed e’ rivolto alla community, se qualcuno vuole assecondarmi ben venga altrimenti amici come prima.

Sperando che la parola “condivisione” non continui ad essere un termine astratto con cui riempirsi la bocca…

Possibili sviluppi futuri ne esistono a bizzeffe, dal miglioramento del layout (gia’ di molto perfezionato rispetto alla mia prima versione, grazie ai suggerimenti del solito complice Netvandal) alle pagine dedicate ai singoli templates caricati (in modo che siano singolarmente linkabili dall’esterno, cosa ora non possibile a causa dell’attuale interfaccia Ajax), ed il non-plus-ultra sarebbe sfruttare debitamente SVG (che, alla fine, e’ un formato XML, dunque riccamente manipolabile programmaticamente) per avere un editor online, entro cui riempire le caselline ed automaticamente mappare le informazioni sui componenti grafici marcati; un po’ di codice open sembra esistere gia’, ma devo condurre ulteriori ricerche. Chi vuol partecipare in un modo qualsiasi all’opera, trova il poco e semplice codice sorgente sul sito.

Una Risposta to “Operazione Quarto Stato”

  1. Riccardo Says:

    Complimenti per l’ottima idea. Al giorno d’oggi un’estetica d’impatto è necessaria per farsi almeno considerare. Il link a questa pagina è già arrivato al Lug di Brescia.

    RR


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