Idee Condivise per la Condivisione di Idee

13 ottobre 2009

Allo sciame propositivo che infesta la mailing list dei LUG, adesso come in qualunque altro periodo pre-LinuxDay, quest’anno si e’ aggiunto un ulteriore invito all’azione ed alla collaborazione scaturito come risposta degli sterili piagnistei giunti a commento del recente (ed ennesimo) patto di intesa tra alcuni ministri italiani e Microsoft per non meglio identificate alleanze atte a potenziare non meglio identificati strumenti tecnologici nella scuola pubblica. La discussione e’ degenerata (fortunamente, aggiungo, altrimenti sarebbe rimasta una competizione tra chi si indignava maggiormente dello Stato, dell’ignoranza diffusa e del fatto che non ci sono piu’ le mezze stagioni…) ed e’ balenata l’idea di iniziare a domandarsi quali sarebbero per la community linuxara i mezzi piu’ adatti ed efficienti per cominciare ad avere un ruolo di rilievo nella societa’ tecnologica contemporanea.

Domanda che gia’ mi sono posto da tempo, e per cui intravedo la risposta di un potenziale successo di massa della cultura del software libero in un semplice e a dir poco banale gesto: l’applicazione pratica della cultura stessa.

Ad oggi la “condivisione” e la “partecipazione” mille volte indicati come pilastri portanti del movimento non hanno alcun riscontro pratico. Solo chi ha competenze tecniche approfondite ha la possibilita’ di addentrarsi all’interno del codice sorgente per dare un suo contributo in forma di patch o bug report sensato, ma molti di questi non adoperano tale dono per il bene comune ma anzi preferiscono per pigrizia o alterigia coltivare il proprio orticello mettendo artigianalmente insieme, nel migliore dei casi, il poco software di cui abbisognano. Gli altri, i simpatizzanti o magari anche i tecnici con limitata cognizione programmatoria, sono confinati ai margini del cuore pulsante della community, del nucleo operativo dove le idee si condensano in istruzioni macchina, e non possono far altro che attendere a braccia conserti l’introduzione di una funzionalita’ a loro cara o il miglioramento dell’offerta a codice aperto in un dato settore operativo. E pure per le attivita’ di promozione e sensibilizzazione, per cui non sono necessarie capacita’ specifiche ma solo un po’ di generica buona volonta’ e cui dunque tutti possono contribuire in egual misura, sono tra loro isolate dalle distanze geografiche e “politiche” dei loro attuatori, e ciascuno inventa, reinventa, modella e scolpisce quanto gia’ fatto cento altre volte in luoghi e tempi diversi, incappando negli stessi errori e portando a conclusione solo una frazione degli obiettivi prefissi.

Beffardo e’ il destino che vede iniziative collaterali e complementari al freesoftware fiorire proprio in virtu’ di una reale applicazione dei termini “condivisione” e “partecipazione”: Wikipedia e’ ai fatti la piu’ grande enciclopedia mai scritta dall’Uomo, e la comunita’ Creative Commons sebbene ancora una nicchia riporta quotidianamente successi in termini di diffusione ed adozione a qualunque livello sia amatoriale che professionale.

Esiste un modo per sbloccare ed investire il capitale umano oggi in attesa di aver assegnato un ruolo all’interno del gigantico ingranaggio sociale e meritocratico della community? Si puo’ dar qualcosa da fare a chi non aspetta altro che avere qualcosa da fare? E, meglio ancora: e’ possibile sfruttare la potente tecnologia di cui (spesso inconsapevolmente) disponiamo affinche’ possa darci una mano e colmare i vuoti operativi?

A parer mio, si. Numerosi sono gli spunti che periodicamente mi colgono, che mi appunto nella mia infinita lista di todo, per cui magari conduco qualche sommaria ricerca per valutarne la fattibilita’, ma che per mere questioni di tempo non ho modo di portare a compimento. Qualche progetto viene avviato, ed allo stato attuale almeno un paio sono in fase rispettivamente di progettazione e prima realizzazione, ma poiche’ le mie giornate sono pur sempre di 24 ore preferisco esporre le mie personali intuizioni (o stramberie, che dir si voglia) con altri membri della comunita’ nella speranza di stimolare gli occasionali lettori e con l’invito di prenderne a piene mani laddove si individuasse un suggerimento ed una osservazione pertinente.

Un paio di affezionati lettori mi hanno gia’ in passato segnalato l’eccessiva prolissita’ dei miei contenuti, e poiche’ questo stesso brano e’ stato iniziato con l’intento di essere un unico blocco ma pur non essendo manco ad un decimo aveva assunto la lunghezza di un libro della Torah ho deciso di presentare nel dettaglio le varie proposte a puntate, una alla volta, si da non appesantire troppo la lettura e nel frattempo avere piu’ spazio per dilungarmi in motivazioni delle varie scelte e considerazioni mirate. Spero che questa decisione sia apprezzata e si consideri lo sforzo che faccio nell’arginare la mia malsana indole letteraria…

Inizio subito la carrellata con un proposito che non ha assolutamente niente di nuovo ed anzi viene gia’ diffusamente adottato con successo in altri contesti, e ben si adatta ad inaugurare una serie di contributi dedicati all’apertura delle menti: la formalizzazione della raccolta di idee, di cui ottimi esempi si trovano sui Brainstorm di Ubuntu ed di KDE.

Al di la’ di questo e dei prossimi post che verranno qui esposti numerose sono le occasioni in cui condivido col mondo spunti raccolti nel tempo di cui mi rendo conto della mia impossibilita’ pratica nella realizzazione, per lo piu’ si tratta di lacune nel parco software superficialmente riportate sul mio blog tecnico o nell’apposita sezione di BarberaWare. E non dubito ci siano innumerevoli casi analoghi al mio. Ma chiaramente seminare concetti e illuminazioni nella vasta blogosfera nella speranza che vengano raccolti e curati da qualcuno e’ atto di infinito ed infondato ottimismo: di buone idee degne di approfondimento e’ gia’ pieno il web, senza ulteriori apporti da parte di qualche anonimo e sgrammaticato dispensatore di saggezza.

D’altro canto, e’ vero che le migliori intuizioni nascono per mezzo dell’ispirazione, e l’ispirazione sorge accumulando (magari subconsciamente) intuizioni altrui ed assemblandole fino ad ottenerne un prodotto intellettuale finito da cui cavare una implementazione. La stragrande maggioranza dei prossimi post appartenenti a questo filone trattano di usi ed abusi di applicativi esistenti ed esperienze passate, e la legge termodinamica insegna che nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Senza contare la quantita’ di giovani promesse gia’ recentemente menzionate, che rifuggono il circolo dei grandi vecchi della community e si palesano solo laddove gli viene lasciata ampia liberta’ di parola e dignita’ di uguaglianza: non l’ho detto prima, ma l’idea del blog del Linux Day Torino, rivelatosi una delle armi vincenti dell’organizzazione di una altrimenti sgangherata manifestazione, e’ emersa proprio da quello che all’epoca era l’ultimo arrivato, il ragazzotto piu’ ingenuo e piu’ cocciuto della combriccola, che con somma rassegnazione e’ stato assecondato dal veterano di turno (me, per la cronaca) producendo i piu’ inaspettati risultati. Se a tutto cio’ sommiamo ancora il potenziale feedback che puo’ arrivare dalla societa’ civile, coloro che partecipano alla vita comunitaria da spettatori e sono molto piu’ vicini all’ideale ed alle esigenze popolari, il cerchio sulle possibili fonti che sarebbe bene far rientrare all’interno del bacino comunicativo si chiude.

Il software per instaurare un “Brainstorm della Community” esiste gia’, servirebbero solo un garante che ne ospiti una istanza riconosciuta come “ufficiale” (per non disperdere la raccolta, altrimenti lo sforzo di centralizzazione e’ assolutamente inutile) e la partecipazione di coloro realmente intenzionati a compiere qualcosa di costruttivo. Il primo requisito credo potrebbe essere soddisfatto da Italian Linux Society, associazione non sempre amata dai LUG ma che almeno dispone gia’ oggi dell’autorita’ richiesta per ricoprire il ruolo. Il secondo requisito non e’ facilmente risolvibile, per il fatto che gli individui insieme virtuosi e capaci sono relativamente rari e spesso nascosti in mezzo alla folla di rumorosi saltimbanchi, difficili da isolare e mettere a frutto, ma non dubito che spunterebbero spontaneamente qualora avessero possibilita’ di esprimersi ed agire cosi’ come preteso dalla propria indole.

Per oggi ho detto la mia, per apprezzamenti ed insulti i commenti del blog sono aperti.

Stay tuned.

4 Risposte to “Idee Condivise per la Condivisione di Idee”


  1. […] « Idee Condivise per la Condivisione di Idee […]


  2. […] post del ciclo delle Idee Condivise: in questa occasione trattiamo un argomento che spesso e’ motivo di dibattito […]


  3. […] precedente post del ciclo delle Idee Condivise, avente come protagonisti coloro che tendenzialmente sono ben intenzionati a dare un supporto […]

  4. aaaideecercasi Says:

    Buongiorno a tutti. Desideriamo segnalare l’apertura di un nuovo Blog volto ad aiutare tutti coloro che hanno idee da sviluppare e da trasformare in un buon business. Non sempre chi ha buone idee ha anche i mezzi, struttura, supporto e denaro, per realizzarle. Il nostro intento è quello di concorrere significativamente agli altrui propositi trasformando le loro idee in un comune business.
    http://aaaideecercasi.wordpress.com
    Grazie per la Vostra ospitalità.
    p.s: se dopo aver visitato il nostro Blog, lo ritenete interessante, segnalatelo ad altre persone. Favorevoli ad uno scambio in Blogroll.


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