Cornuti e Gabbati

21 maggio 2009

Negli ultimi giorni questo e’ stato uno dei temi principali su tutti i circoli di news in qualche modo legati al software libero, e a rischio di sembrare banale voglio commentare a mia volta la vicenda. Non e’ mia intenzione aggiungere nulla di particolarmente nuovo, ma semplicemente esprimere il mio profondissimo disappunto.

Che Microsoft abbia implementato la specifica ODF in Office e’ cosa nota.

Che tale implementazione non sia compatibile con assolutamente nient’altro disponibile al mondo anche e’ cosa nota.

Gia’ e’ meno noto che tal Gray Knowlton, uno dei manager della divisione Office in Microsoft, abbia espressamente dichiarato che Rob Weir (vicepresidente della Commissione Tecnica ODF, nonche’ appunto autore del sopra linkato articolo di denuncia) dovrebbe lasciare la sua carica perche’… beh, perche’ non se ne e’ stato zitto.

Ancora meno noto, o quantomeno ai piu’ ignoto, il fatto che Microsoft sia oramai abituata ad implementare a modo suo gli standard quel tanto che basta a passare i test di validazione ma fregandosene della (o deliberatamente evitando la) reale interoperabilita’: il caso piu’ eclatante, come ricordato anche da un altro (a parer mio azzeccatissimo) recente post sulla questione di ODF, e’ la presunta adozione della specifica POSIX in Windows NT, che come riferisce anche la documentazione del sito Microsoft, non espone alcuna funzionalita’ di networking ne’ permette di usare alcun applicativo Windows, ed in pratica “c’e’, ma non serve a niente”.

L’intento dell’operazione e’ quantomai palese: far certificare Office come ODF-compliant, nell’ottica di assecondare il crescente interesse delle pubbliche amministrazioni di tutto il mondo e convincerle che non val la pena migrare su altre piattaforme quando gia’ quella che hanno va benissimo, ed allo stesso modo mantenere la posizione di monopolio su tale prolificissimo mercato, il quale a sua volta e’ strategico in virtu’ delle relazioni che le suddette pubbliche amministrazioni hanno con le imprese (le quali per forza di cose devono adattarsi a quanto esposto loro da parte dei relativi governi).

Limpido e trasparente.

Gia’ tante parole sono state impiegate per esprimere ogni sorta di posizione, ed altre continuano ad arrivare. E tanti sono anche coloro che difendono Microsoft in quanto essa ha effettivamente introdotto una implementazione perfettamente aderente allo standard ISO (approfittando delle ambiguita’ presenti in alcuni parti della specifica per iniettare un proprio comportamento totalmente inedito, si’ da far cornuti e gabbati tutti gli altri). Ma a codesti personaggi rivolgo la domanda: se davvero MS Office e’ un prodotto cosi’ tanto superiore rispetto alla concorrenza, tanto da valere i suoi 400 dollari per l’ottimo lavoro che svolge, per quale motivo si fa di tutto per evitare l’interoperabilita’? Se fosse cosi’ tanto al di sopra degli altri, non ci sarebbe alcun rischio a giocare ad armi pari, no? O forse mette paura il fatto documentato che in contesti in cui il lock-in stretto si e’ affievolito il colosso statunitense mostra la sua incapacita’ puramente competitiva in tutto il suo splendore, perdendo di vigore ogni giorno che passa?

Dalla Cosca di Redmond non ci si puo’ aspettare assolutamente nulla di buono. Nulla. Mai.

Una Risposta to “Cornuti e Gabbati”


  1. […] doverlo usare mai, per motivazioni ancora piu’ estreme di quelle riportate da Stallman (come gia’ detto, per me nulla di cio’ che arriva da Redmond va minimamente preso in considerazione se non per […]


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