Gli Esami non Finiscono Mai

18 aprile 2009

Sebbene abbia una esperienza professionale come sviluppatore software lunga piu’ di tre anni, e da ancora piu’ tempo realizzi piccoli e grandi progetti (per lo piu’ rilasciati in licenza free), non smetto mai di imparare e scoprire di avere lacune. Non mi riferisco qui ovviamente a nozioni su particolari tecnologie, che inevitabilmente non si possono approfondire tutte a causa del loro crescente proliferare, ma proprio all’arte della programmazione.

Non nascondo che il “segreto del mio successo” stia nel fatto che sia nato e cresciuto come developer di software free: guardando l’altrui codice ho imparato i fondamenti ed appreso buona parte dei concetti essenziali e delle tecniche avanzate, il mio primo impiego l’ho ottenuto in virtu’ della mia immeritata fama di “programmatore Linux” nei primi anni dell’universita’ ed il secondo (a tutt’ora in corso) grazie al Progetto Lobotomy, su cui da anni perdo la testa, e a tutt’oggi ricevo continuamente offerte di lavoro e collaborazione dalle persone piu’ disparate che sono incappate in una qualche mia opera a sorgente aperto e, constatando la passione che metto nella produzione di applicazioni che dono poi in licenza open, chiedono una mia partecipazione.

Ma non di sola carriera professionale vive il nerd, e da qualche giorno, a seguito del mio parziale abbandono della community torinese (dovuto a motivazioni che magari esporro’ in un’altro post), ho deciso di far convergere le mie risorse nel mondo del vero software libero, e dei grandi progetti per i quali Linux ed il freesoftware e’ cosi’ noto, diffuso ed apprezzato. Un conto e’ implementare e rilasciare qualche programmino piu’ o meno utile con una scarsissima o inesistente base di utenza, un’altro il fatto di aggregarsi agli immensi sforzi profusi dalla community (quella effettiva, che produce il codice su cui tante speculazioni filosofiche e morali vengono applicate) e fare quello che s’ha da fare.

Cosi’ ho scaricato il codice di DBus (uno dei componenti alla base del moderno Linux su desktop), gli ho dato una occhiata, ho individuato un commento che indicava la necessita’ di revisionare una certa funzione ed ho spedito una patch ai maintainer.

Indipendentemente dalla bonta’ della patch, con orgoglio leggo il commento che Havoc Pennington (che non e’ uno che passava di la’) mi ha con estrema cortesia elargito: dalla manciata di righe che ho spedito egli ha tratto una quantita’ di suggerimenti ed indicazioni sulla leggibilita’ e sulla logica applicata non solo estremamente sensate ma che non posso far altro che assorbire i saggi insegnamenti, i quali immancabilmente andranno a ricadere nella mia produzione professionale ed amatoriale. Si tratta solo di pochi spunti, i quali pero’ rappresentano i tasselli di cui si compone la consapevolezza che qualsiasi developer deve portare con se’ nel momento in cui dal suo lavoro dipendono i dati, le informazioni, i lavori e le vite altrui.

Gia’ in passato ho provato ad “ingegnerizzare” il contatto tra giovani programmatori freelance col pallino per la GPL e mondo dell’impresa, cui qualche smanettone di supporto non farebbe mai male, all’interno del progetto Barberaware; non ho mai avuto grande successo, e mi piange il cuore nel continuare a vedere come i miei coetanei non riescano a capacitarsi dell’immenso beneficio che trarrebbero nello sviluppo di prodotti open. E se prima limitavo tali vantaggi alla visibilita’ sul mercato del lavoro ed all’accumulo di esperienza a cio’ aggiungo adesso l’esposizione delle proprie capacita’ ad individui con capacita’ ed esperienze ancora piu’ grandi ed in grado di valutare, correggere, ed indirettamente contribuire alla propria crescita personale.

Aldila’ dei sermoni sulle liberta’ e l’etica del freesoftware, la produzione di sorgente libero e’ una rapida strada per raggiungere l’eccellenza in campo tecnologico; per me il cammino e’ ancora lungo, e l’episodio sopra accennato ne e’ la dimostrazione, ma mi sento di spronare gli aspiranti (o gia’ scafati) programmatori ad intraprendere la stessa via, per far del bene a tutti ma soprattutto a se’ stessi.

2 Risposte to “Gli Esami non Finiscono Mai”


  1. […] per districarsi nella giungla di licenze piu’ o meno compatibili tra loro, dopo l’ingresso nel mondo dello sviluppo vero constato che ancora di piu’ occorre essere politici: sempre […]


  2. […] TuxChan e sull’andamento della piu’ recente libgrss, per non contare i microscopici contributi apportati qua e la’. Insomma: produttivamente e’ stato un anno buono, che ha aperto […]


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