Caro Presidente…

2 gennaio 2009

Inevitabile iniziare a popolare questo mio nuovo blog con l’evento che proprio ieri sera ne ha accompagnato la nascita: e’ stato proprio scrivendo quel che sotto leggerete che e’ riaffiorato il non nuovo desiderio di bloggare liberamente, dunque tale aneddoto e’ (seppur di poco) antecedente all’apertura di codesto ennesimo angolo di Web.

Antefatto: nella mia abitazione torinese non posseggo televisore, non certo per mancanza di denaro per l’acquisto o di un posto dove sistemarlo ma piu’ semplicemente perche’ al giorno d’0ggi non lo reputo un media affidabile ed autorevole e pure come strumento ricreativo ha da anni perso ogni valore. Fatto sta che scorrendo le news Ansa ho avuto desiderio di vedere il classico messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica e ne ho cercato copia sull’Internet, ma essendo introvabile sul malamente strutturato sito di RaiClick ho avuto la bella pensata di andarlo a cercare sul sito del Quirinale.

Subito in prima pagina trovo un paio di estratti del discorso, e seppur non troppo in bella vista il link “Il video del messaggio”. Ci clicco sopra, e Firefox si lamenta della mancanza del corretto plugin per la visualizzazione del filmato; clicco sul tasto che mi permette di installarlo, e mi trovo su una pagina del sito Microsoft. Alche’ ho aperto il sorgente della pagina HTML (manco a dirlo, totalmente fuori standard) ed ho trovato l’URL del video (in formato WMV), l’ho aperto con Totem e mi son trovato dinnanzi ad un video a scatti e alla voce di Napolitano che sembrava RoboCop col mal di gola.

Morale della favola: niente messaggio di fine anno per il qui presente cittadino italiano, mi sono accortentato di leggere la trascrizione integrale.

Lievemente alterato dall’ennesimo episodio in cui non mi e’ stata possibile la fruizione di contenuti che invece, essendo prodotti per mezzo di fondi statali (= le mie tasse) ed espressamente indirizzati alla cittadinanza, avrei pieno diritto di consultare, dall’apposito form del suddetto sito della Presidenza ho compilato e spedito la seguente missiva elettronica:

Nel come sempre toccante e sentito messaggio di fine anno del Presidente trovo la frase “non esitiamo ad affrontare decisamente le debolezze del nostro sistema, le insufficienze e i problemi che ci portiamo dietro da troppo tempo”. Questa frase l’ho letta nel testo integrale del discorso riportato sul sito del Quirinale, ma non ho potuto ascoltarla in quanto la copia del video sullo stesso sito e’ disponibile solo in un formato digitale proprietario e fruibile per mezzo di applicativi non disponibili sul sistema operativo che uso.
Affinche’ le parole da me sopra citate non restino solo, appunto, parole, invito il mio Presidente a riflettere sul ruolo rivestito dall’Information Technology nel tessuto economico e sociale del Paese, e sull’adozione di standard liberi ed aperti per ogni forma di comunicazione elargita dallo Stato verso i propri cittadini, in modo che nessuna discriminazione possa esistere e per spalancare le porte per una nuova frontiera di servizi alla comunita’.
Per quanto possa risultare secondario e di scarsa priorita’, nel mondo che noi oggi viviamo (dominato dalla tecnologia ed in cui l’Internet pervade ogni aspetto dell’esistenza professionale, privata, culturale e sociale degli individui) l’apertura dei media costituisce il primo passo di una rivoluzione di cui l’Italia ha bisogno: per un rapporto migliore e piu’ consapevole verso gli oramai vitali strumenti informatici, per la sradicazione di monopoli commerciali che soffocano l’innovazione e la crescita, per un piu’ trasparente lavoro da parte dell’ente pubblico.
Cordiali saluti da un italiano che, al contrario di molti altri, non vuole piu’ solo lamentarsi ma e’ deciso a rimboccarsi le maniche per il suo Paese. E buon 2009.

Ho evitato e anche qui sorvolo ulteriori commenti sul ruolo che potrebbero avere le tecnologie open (non solo sul formato del materiale divulgato, ma su ogni genere di prodotto digitale) nell’economia del Paese, e non divago ulteriormente sul tema del diritto del cittadino: il succo e’ che la problematica e’ gia’ stata toccata tante volte da tante diverse persone, qualche rara volta e’ salita agli onori della cronaca (o meglio: se ne e’ parlato piu’ vivacemente nella blogosfera, ma ben lontana e’ sempre stata dai mass media) ma sempre poi e’ tornata nel pozzo dell’oblio.

Giacche’ dalla mia posizione di modesto suddito ho limitato potere decisionale non mi resta che cercare di impedire che la discussione si spenga, come e’ sempre successo in passato, ed ogni tanto ricordare ai governanti che qui c’e’ ancora qualcuno che aspetta che le leggi gia’ esistenti e vigenti vengano applicate.

2 Risposte to “Caro Presidente…”

  1. Michelangelo Says:

    Grande Mad, bella la lettera al Pesidente: accalaorata al punto giusto, equilibrata e debitamente polemica sul monopolio dello zio Bill;
    giusto una nota: la prossima volta che ti imbatti in questi “contrattempi tecnologici” prova con youtube e un eventuale lettera del genere spediscila uguale perchè anke una foresta che cresce puo far rumore se gli alberi sono a milioni…………..
    (spiace fare pubblicità gratuita ma, in fondo, è un mezzo democtratico, a volte: c’è chi posta di tutto e ci sarà chi si saà preso la briga di posrtare pure il discorso del Presidente


  2. […] della penisola. Una curiosita’: nel primo post realmente contenutistico ho espresso il mio rammarico per l’impossibilita’ di ascoltare il tradizionale discorso di fine anno del Presidente […]


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