Posts Tagged ‘MadBob’

La Lontananza, Sai…

2 dicembre 2012

Il dovere istituzionale

Da qualche tempo bloggo poco qui, sul mio amato blog di epiteti e lamentazioni. E me ne rammarico.

Approfitto dunque di una improvvisa vena di ispirazione per almeno un rapido aggiornamento su quel che sto facendo, quello che sto sentendo, e quello che sto combinando.

La causa principale della mia prolungata assenza online e’ che, dopo un periodo di almeno quattro anni passati tra disoccupazione volontaria e lavoro remoto (e dunque assai piu’ flessibile), sono tornato a svolgere un lavoro in presenza che mi vede lontano dalla mia postazione casalinga per la stragrande maggioranza della giornata. Me ne sono stati offerti diversi in suddetto periodo, anche interessanti ed allettanti, ma ho sempre resistito. Ed infine ho ceduto, ma penso che molti avrebbero fatto lo stesso: da settembre sono il webmaster “ufficiale” di Arduino, il celeberrimo progetto open hardware made in Italy, il cui quartier generale puta caso si trova proprio a Torino. Li’ svolgo mansione varie e variegate, assumendo il ruolo di sistemista/programmatore e trovandomi talvolta ad implementare pezzi piu’ o meno grandi dei servizi web usati dalla community internazionale e talvolta a tenere in piedi i server perennemente sotto stress a causa della crescente mole di traffico in ingresso.

Certamente mi reputo in una posizione ampiamente privilegiata, potendo seguire strettamente da vicino un progetto che spopola tra gli smanettoni d’Italia e del mondo e che non passa giorno senza che venga citato in una mailing list linuxara. Ed e’ curioso osservare come la comunita’ openhardware, di per se’ relativamente giovane, viva una situazione del tutto paragonabile a quella opensource, che l’ha preceduta di circa 10 anni: stessi spunti, stesse motivazioni, stessi problemi. Sarebbe interessante tentare di avvicinarle maggiormente, agendo direttamente al cuore di una e dell’altra, e non e’ detto che non ci provi…

La seconda causa di allontanamento e’ stata ovviamente il Linux Day, di cui anche quest’anno ho seguito il difficile ma almeno fortunato coordinamento torinese nonche’, come gia’ discusso in passato, quello nazionale. In tale contesto si sono vissuti alti e bassi: discreto il coinvolgimento della community, con livelli di partecipazione sulla mailing list di riferimento che poco alla volta tornano ai fasti dei primi anni 2000 (continuando a produrre poco di pratico, ma da qualche parte bisognera’ pur iniziare), mediocre la comunicazione mediatica che almeno si e’ salvata grazie all’apporto informale ed amichevole di Italo Vignoli nella stesura e nella diramazione dei comunicati stampa, a occhio direi che il ritorno della manifestazione nel suo complesso e’ inalterato rispetto all’anno precedente.

E cio’ non fa che accrescere i mormorii ed i brontolii nei corridoi: si estende la posizione secondo la quale il Linux Day ha cessato di essere utile, non riuscendo a produrre nulla piu’ di quanto prodotto l’anno precedente, e debba essere dunque soppiantato o comunque fortemente ridimensionato. Peccato che tali considerazioni difettino di un dettaglio essenziale: nessuna indica cosa dovrebbe prendere il posto di quella che, nel bene e nel male, e’ l’unica manifestazione nazionale esistente sul tema del software libero che abbia anche un minimo (minimo, ma tangibile e misurabile) impatto mediatico, e che e’ la ragione d’essere di almeno – a contar male – la meta’ dei Linux Users Groups esistenti nel nostro Paese. Con tutti i suoi difetti, i suoi limiti e le sue mancanze, rinunciare al Linux Day vorrebbe dire seppellire la gia’ agonizzante community nostrana.

Agonizzante, ma ancora non perduta! Il terzo motivo della mia latenza e’ Italian Linux Society, di cui come detto sono membro del Consiglio Direttivo da qualche mese. Notoriamente la sua principale (ed unica?) attivita’ e’ il sopra menzionato Linux Day, ma appunto per questo dietro le quinte si lavora (= lavoro) per portare qualche di nuovo. Un nuovo linux.it un pochino piu’ utile ed informativo per il pubblico occasionale, un nuovo ils.org che funga da vero canale istituzionale, ed una nuova rete di contatti.

Quest’ultima in particolare continua a riservare sorprese ogni giorno: chiaccherando occasionalmente con amici vicini e lontani mi capacito della quantita’ di realta’ esistenti nel nostro territorio, a modo loro piu’ o meno orientate verso la promozione e la tutela della cultura libera nel suo complesso, con cui un dialogo sarebbe potenzialmente estremamente proficuo in termini di risorse e risultati. Ovviamente non solo per ILS ma per tutto quello che rappresenta. Mi trovo a scrivere mail chiedendomi perche’ non siano mai state scritte da altri, e ciascuna di esse ne produce altre dello stesso tenore. Chissa’ che non portino persino a qualcosa…

A parte questo restano sempre i lavori occasionali (che accetto non per necessita’ economiche ma perche’ dopo appunto quattro anni di lavoro da quasi-libero-professionista e’ difficile far capire alla gente che adesso ho un lavoro fisso, e ho troppo buon cuore per dire di no…), i progetti extra (sopra tutti GASdotto, che sta subendo una escalation di interesse nonostante i forti ritardi nello sviluppo), l’Officina Informatica Libera (che a sua volta ha taciuto per qualche mese ma sembra essere ritornata popolare) e qualche rara volta pure la vita privata. Insomma: sono impegnato.

Ma la lontananza, sai, e’ come il vento. Meno tempo da dedicare vuol dire maggiore attenzione e dedizione su quello che e’ piu’ importante. Ancora devo trovare un giusto ritmo, ed infatti sono perennemente indietro su tutto, ma forse un giorno mi ci abituero’. E tornero’ a bloggare con piu’ frequenza.

In Movimento

1 gennaio 2011

Oramai il post di fine/inizio anno e’ diventato una tradizione su questo blog, che perseguo volentieri in quanto mi permette di fare il punto della situazione. Tantopiu’ quando la situazione e’ talmente complessa da richiedere necessariamente un punto.

All’inizio del 2010 scrivevo:

Conto di essere ancora piu’ attivo, mettere a punto i progetti in corso d’opera ed avviarne altri. Conto di re-inventarmi un’altra volta, in campo professionale e non, ed avere il coraggio di prendere decisioni che ad oggi ancora mi sembrano azzardate. Conto di continuare a scrivere quel che mi passa per la testa, senza pesare a priori conseguenze solo ipotetiche ma sempre nella prospettiva di pensare e far pensare.

E anche nel primo anno del primo decennio del terzo millennio le mie previsioni sono state esatte, ma con interpretazioni diverse rispetto a quelle originali.

Nel 2010 tutto e’ cambiato. Dopo cinque anni e mezzo di lavoro sono attualmente disoccupato, ma volontariamente mantengo questo status disponendo di una modesta riserva monetaria che mi permette di non preoccuparmi eccessivamente dell’immediato e del prossimo futuro concedendomi il raro privilegio di potermi dedicare a tempo pieno alle attivita’ che prediligo. Dopo cinque anni di estrema diffidenza nei confronti dell’associazionismo, espressione per me ambigua del volontariato in cui troppo spesso la passione spontanea e disinteressata viene ad essere contaminata dall’interesse finanziario, mi trovo ad essere uno dei soci piu’ attivi di una associazione torinese pro-freesoftware (ma anche pro-un sacco di altre cose) e da diversi mesi opero quasi ogni giorno all’interno di essa ed in nome di essa. Dopo numerosi anni vissuti in veste di semplice utente Linux mi son visto assegnare il ruolo di developer Gnome, e sebbene ad oggi la quantita’ di miei contributi concreti in forma di codice siano in numero assai limitato posso comunque tangere la differenza che passa tra i due fronti della community, tra chi usa e chi fa. Dopo una vita trascorsa evitando (per scelta o per necessita’) i viaggi, nel corso del 2010 ho macinato centinaia e centinaia di chilometri sia in Italia che all’estero avendo modo di osservare situazioni per me del tutto inedite e conoscendo persone totalmente nuove.

Per me, il 2010 ha incarnato completamente la massima “anno nuovo, vita nuova”. Eppure non ne sono del tutto soddisfatto.

Tutta questa attivita’, tutti questi impegni, tutti questi propositi hanno avuto un riscontro immensamente scarso in termini oggettivi. Ho avviato dozzine di progetti, sia in veste di programmatore che come promotore della community linuxara, ma proprio a causa del loro proliferare e dei continui salti da un contesto all’altro nessuno di essi si e’ radicato stabilmente e fruttuosamente ed anzi molti sono stati pressoche’ abbandonati all’oblio. L’entusiasmo della novita’ e’ da sempre cattivo consigliere, persino piu’ della proverbiale fretta, ed in quest’ultimo anno mi sono fatto da lui consigliare un numero eccessivo di volte. Ad oggi ho in cantiere almeno una decina di opere, e con tutta la buona volonta’ del mondo dubito di riuscire a portarne a termine anche solo meta’ entro breve tempo. La mia efficienza rispetto al 2009 e’ diminuita, e questo non e’ affatto un bene.

Del resto non mi biasimo. Nello stesso momento ho avuto tempo libero in quantita’ industriale e ho conosciuto quantita’ industriali di persone stimolanti e con buoni spunti, inevitabilmente l’allineamento di tali fattori ha portato ad una overdose di entusiasmo produttivo impossibile da gestire con profitto. Mi sono fatto cogliere impreparato dagli eventi. E mi sono fatto travolgere, perdendomi.

Dunque, l’obiettivo che mi pongo per il 2011 e’ di rimettere ordine in codesto marasma operativo. Keep control. Stay focus. Quel che voglio e’ focalizzarmi meglio sugli obiettivi, evitare di voler necessariamente seguire tutti i sentieri che continuamente si presentano lungo il mio cammino (vuoi perche’ da me stesso tracciati, vuoi perche’ suggeriti da altri) ma valutare piu’ attentamente sia le scorciatoie che le strade panoramiche e preferire i tragitti costellati di incroci e crocicchi. Lavorare per un progetto ma nel contempo gettare le basi per avviarne un altro, sequenzialmente e con costanti aggiustamenti nella rotta da tenere. Dedicare maggiore spazio alla meditazione, alla misurazione e alla valutazione. Fare il passo della giusta lunghezza rispetto alla gamba.

Stranamente mi accorgo che non basta la “voglia” per ottenere risultati, cosa che sinora ho sempre (ingenuamente?) sostenuto. Qualche volta per “fare” non occorre correre ma al contrario occorre fermarsi e riflettere. Altrimenti si rischia la saturazione. Altrimenti si rischia la stasi. Altrimenti si rischia di trovarsi stanchi, sudati, affannati, ed accorgersi di essere andati nella direzione sbagliata e di dover tornare indietro.

Si vede che mi sto pericolosamente avvicinando alla trentina…

Immancabilmente, in compagnia di una bottiglia di spumante brut e di Mozart, auguro ai miei lettori (abituali o di passaggio) un buon 2011.

Bilanci

1 gennaio 2010

La fine dell’anno vecchio e l’inizio del nuovo e’ tradizionalmente tempo di bilanci personali, pretesto per una valutazione (piu’ o meno critica, a seconda del soggetto) di quello che e’ stato fatto e vissuto, e di quello che resta ancora da fare e da vivere. Di certo io non mi astengo da codesto momento di riflessione, tantopiu’ perche’ proprio oggi si celebra il primo anniversario di questo blog.

Esattamente un anno fa’ scrivevo

intendo essere piu’ intollerante, piu’ ardito e piu’ attivo

Ebbene: credo di aver raggiunto tutti e tre gli obiettivi, anche se con modalita’ diverse da quanto inizialmente prospettato.

Sono stato intollerante, ma non tanto nei confronti dei quotidiani e pubblici orrori della societa’ digitale quanto verso gli squilibri piu’ vicini alla mia sfera privata. Ho taciuto (almeno sinora) le ipocrisie di Microsoft verso la community opensource, presso cui si presenta da lupo vestito da pecora, ma e’ bastata qualche parola per indurmi ad abbandonare senza mezzi termini il coordinamento del Linux Day Torino 2009, che peraltro se l’e’ cavata piu’ che dignitosamente pure senza la mia partecipazione ed ha permesso a qualcuno di constatare concretamente che la “promozione del software libero”, se presa seriamente, non e’ soltanto un passatempo da nerd ma richiede qualche assunzione di responsabilita’.

Sono stato ardito, nella misura in cui mi sono permesso di commentare criticamente iniziative che nessuno si sarebbe sognato di criticare: non molti nella blogosfera italica si sono espressi verso il paladino Piana pizzicato a far le moine a chi pretendeva una licenza open lasciva nei confronti dei brevetti, ed il primo post in merito ad AsSoLi ed al suo “Caro Candidato” mi ha procurato qualche mail privata di biasimo nonche’ (stando ai tools di analisi di WordPress) la vivisezione del blog alla ricerca di altre riflessioni potenzialmente scomode. Se lo scopo di questo genere di dichiarazioni non e’ quello di screditare gratuitamente attivita’ che meritano invece tutte le lodi possibili, il desiderio e’ quello di dire quello che altri non dicono – vuoi per soggezione o vuoi per scarsa informazione – e, appunto, fornire spunti alternativi per l’analisi oggettiva ed al di sopra delle benevolenze imposte.

Piu’ di tutto sono stato attivo, per quanto il mio ruolo all’interno della community sia mutato: ho abbandonato i reparti di fanteria, la prima linea immolata al rapporto diretto con l’utenza da informare ed assistere, e sono passato all’artiglieria, alla produzione massiccia di codice funzionale con cui aprire una breccia sui bastioni dell’operativita’. Piu’ di tutti mi sta dando soddisfazioni il progetto GASdotto, su cui prossimamente mi dilunghero’ anche su questo canale, ma sono anche contento del modesto successo dell’ancor piu’ modesto TuxChan e sull’andamento della piu’ recente libgrss, per non contare i microscopici contributi apportati qua e la’. Insomma: produttivamente e’ stato un anno buono, che ha aperto nuove opportunita’ di miglioramento e crescita.

Anche in merito a questo specifico blog posso ritenermi lieto: i miei interventi sono stati in quantita’ limitata (come del resto sono stati contenuti quelli esposti sull’altro mio blog, di natura tecnica), ma spero di essere riuscito a trasmettere qualcosa di positivo. Sempre stando alle statistiche WordPress il post in assoluto piu’ letto e’ stato quello in merito all’organizzazione del Linux Day, e mi auguro sia servito da ispirazione a qualcuno: chissa’ che non si riesca ad esportare il modello torinese in altre zone della penisola. Una curiosita’: nel primo post realmente contenutistico ho espresso il mio rammarico per l’impossibilita’ di ascoltare il tradizionale discorso di fine anno del Presidente della Repubblica a causa del formato proprietario con cui esso era divulgato sui siti RAI, e ad un anno di distanza scopro che e’ stato inaugurato in queste ore il canale YouTube della presidenza presso cui finalmente posso vedere ed udire le parole di Napolitano senza diventar matto: si tratta sempre di una piattaforma non open, ma almeno e’ interoperabile e fruibile serenamente anche su Linux.

Propositi per il 2010? Solitamente sono sempre esagerati rispetto a quanto poi davvero si riesce a realizzare, considerando anche che all’orizzonte si prospettano nuovi cambiamenti radicali che mi spingeranno a dispiegare le mie risorse su altri frangenti, percio’ tento di non sbilanciarmi troppo. Conto di essere ancora piu’ attivo, mettere a punto i progetti in corso d’opera ed avviarne altri (magari pescando tra quelli descritti nella serie delle “Idee Condivise”). Conto di re-inventarmi un’altra volta, in campo professionale e non, ed avere il coraggio di prendere decisioni che ad oggi ancora mi sembrano azzardate. Conto di continuare a scrivere quel che mi passa per la testa, senza pesare a priori conseguenze solo ipotetiche ma sempre nella prospettiva di pensare e far pensare.

Con un bicchiere di Laphroaig in mano e Chopin in sottofondo, auguro a tutti un felice anno nuovo.

Buon Anno

1 gennaio 2009

Mentre gli echi del capodanno 2009 si spengono ed il nuovo anno inizia, con il suo rimorchio di pessimismo e buoni propositi che in buona misura finiranno nel dimenticatoio, avvio questo mio ennesimo blog.

Reduce dalla chiusura del contratto ADSL con Tin.it ed impossibilitato ad avere un mio server domestico stando dietro al NAT imposto dalla connessione 3G di Vodafone, accantono il fu’ madbob.homelinux.com (di cui e’ forse possibile reperire qualche frammento nella cache di Google) ed inizio una nuova avventura amatorial/editoriale sul web. Gia’ mando avanti piu’ di un web log, ma sentivo la mancanza di uno spazio in cui esprimere le mie osservazioni di carattere critico, soprattutto adesso che pesanti e radicali cambiamenti si prospettano sia nella mia vita privata e professionale che nel mondo.

Nel 2009, anno di promesse e talvolta necessarie rivoluzioni, intendo essere piu’ intollerante, piu’ ardito e piu’ attivo, e poiche’ “Sapere e’ Potere” inizio dal crearmi una nicchia in cui divulgare il mio pensiero, lanciare le mie accuse, puntare le mie dita e promuovere le mie campagne.

Un blog sulla tecnologia, imprescindibile strumento sociale e professionale del mondo odierno, e sulle implicazioni economiche, culturali e politiche che essa ha in Italia e all’estero. Un blog che fa propri i valori del movimento freesoftware, ma non vuole fossilizzarsi sui soliti luoghi comuni ed anzi su cui cercare nessi ortogonali e punti di vista atipici.

Buon anno. Un po’, me lo auguro anche da solo.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.