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L’importanza di essere Ernesto

26 marzo 2009

Nel giro di pochi giorni due notizie molto diverse ma (almeno ai fini di questo post) molto simili si sono propagate sull’Internet: prima l’acquisizione del dominio Linux.com da parte della Linux Foundation, la quale per prima cosa ha provveduto a piazzare online una sezione “Ideaforge” per raccogliere nuove proposte per la divulgazione del noto sistema operativo pinguinizzato nel mondo, e dopo l’apertura di un analogo “Brainstorm” (poco piu’ di un forum adibito a tale scopo) da parte della community KDE.

Quali sono le differenze tra le due iniziative?

Innanzitutto che vanno a coprire due aree molto diverse tra loro: mentre la prima e’ immolata alla promozione di Linux in ogni sua forma ed incarnazione (soprattutto, inutile dirlo trattandosi di Linux Foundation, nel mondo enterprise) la seconda e’ una nicchia che va a coprire lo sviluppo di una specifica applicazione free e punta a raccogliere suggerimenti ed osservazioni dagli utenti agli sviluppatori.

La seconda differenza e’ che il secondo progetto ha avuto un successo enormemente maggiore del primo.

Il sito su linux.com e’ pressoche’ deserto, scarsi sono gli aggiornamenti quotidiani e per lo piu’ rappresentati da spam che evidentemente qualche addestrato bot ripropone periodicamente, io stesso sono al momento quarto nella classifica globale di utenti che hanno postato piu’ proposte (non e’ una cosa buona: vuol dire che non c’e’ nessuno che frequenti piu’ spesso di me il sito!), i voti ed i commenti arrivano sporadicamente.

Dall’altra parte, nel giro di 24 ore sono stati raccolti un centinaio di propositi ed i threads sul forum sono floridi di commenti, osservazioni, controproposte e quant’altro, ed almeno per ora il ritmo non sembra accennare a diminuire.

Piu’ che lieto di vedere che un progetto free goda di tale partecipazione da parte della community, ma l’accostamento delle due iniziative mi lascia quantomai perplesso, e non fa che rafforzare la mia pessima impressione nei confronti degli ultimi sviluppi nel panorama a sorgente aperto.

Quello che constato e’ un allontanamento dall’obiettivo di condivisione e reciproco sostegno che dovrebbe caratterizzare, almeno sulla carta, la community linuxofila, e sempre crescente e’ l’intervento di nugoli di “fanboys” galvanizzati da quelle che potrebbero essere definite vere operazioni di marketing volte ad innalzare specifici prodotti all’altare del pubblico consenso. A suo tempo e’ stata la volta di Ubuntu, divenuta la distribuzione piu’ diffusa al mondo in virtu’ della serrata campagna di promozione svolta sui blogs, sui forum, e nel mondo reale con CD regalati e spediti in ogni angolo del globo, oggi sembra essere il turno di KDE/QT, che a fronte di un prodotto instabile e fortemente in fase di sviluppo ha saputo far crescere l’attenzione intorno a se’ e di conseguenza l’interessamento e, poco dopo, l’apprezzamento coatto, fino a raggiungere un grado di notorieta’ e cieca fiducia tale da essere considerata la piattaforma definitiva di riferimento per i prossimi sviluppi in ambito Linux pur essendo lungi dal solo essere “stabile”.

L’importante e’ far parlare di se’. L’importante e’ fare in modo che il proprio nome riecheggi in ogni anfratto del web, e che l’eco generata induca alla radicazione di luoghi comuni positivi e fondati non gia’ sull’effettivo valore del proprio prodotto quanto sul fatto che “se tutti ne parlano, sara’ una cosa buona”. L’importante e’ diventare il riferimento per antonomasia. L’importante e’ essere Ernesto.

Forse la naturale prosecuzione di questo post potrebbe tirare in ballo argomenti come la “consapevolezza” da parte di una community allargata, nel bene e nel male, a persone che nel software libero vedono una moda piu’ che una opportunita’, o muovere come argomenti l’oramai radicato uso del termine “opensource” in luogo di “freesoftware” in barba ad ogni appello velleitariamente etico da parte di FSF. Ma non vorrei finire a ridurmi come Stallman, che non perde occasione di spararne una grossa di quando in quando come la recente questione delle applicazioni Javascript non free.

Conscio della mia scarsa influenza mi limito ad osservare l’evolversi della situazione. Cercando di cogliere i margini che permettano di evitare un completo degenero.

Panta rei.

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