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Chiappe Chiare

12 settembre 2011

Come nel 2010, anche quest’anno ho partecipato alla CoNAsSL di Follonica. E come lo scorso anno inizio a scriverne il report a caldo sulla strada verso casa (piu’ precisamente dalla stazione di Parma, presso cui sono stato portato in auto e attendo il treno per Torino).

Quella del 2011 e’ stata una edizione decisamente piu’ sottotono rispetto al 2010, un po’ per problemi logistici e un po’ per la completa defezione sia delle grandi associazioni nazionali (ILS e AsSoLi) che dei LUG autoctoni toscani che non hanno inviato rappresentanza (no Pisa, no Siena…). Di contro c’e’ stata una invasione in massa dei bresciani del LugBS. Venerdi ci siamo trovati, sabato abbiamo svolto i lavori, domenica se ne sono andati via tutti in mattinata o nel primo pomeriggio.

Lo spazio dedicato alle presentazioni e’ stato breve ma comunque intenso.

Ha aperto la seduta Matteo Ruffoni, del team WiiLD, che ci ha aggiornato sulla distribuzione WiiLDOS e su alcuni pacchetti software di recente scoperta particolarmente consigliati per la didattica (in primis Scratch, che sulle mailing list nazionali ha subito un vero e proprio processo a causa della sua licenza “free ma non troppo”).

Ha fatto seguito una presentazione di Libera Informatica, associazione fiorentina dedicata alla promozione del software libero nella scuola, che ha scatenato un acceso dibattito sulle scarse competenze tecniche degli operatori scolastici, sulla loro spesso ancor piu’ scarsa buona volonta’, e sui compromessi che possono e devono essere accettati per portare il freesoftware nelle aule. Da che mondo e’ mondo la community si e’ sempre divisa tra “usare esclusivamente software libero ed accertarsi che chi lo usa abbia compreso tutta la filosofia che ci sta dietro” e “ogni tanto la soluzione proprietaria deve essere tollerata, sia perche’ non esiste una alternativa free as in speech and in beer sia perche’ e’ difficile sconfiggere l’abitudine, facciamocene una ragione”; da che mondo e’ mondo, chi ottiene qualche risultato tangibile appartiene alla seconda categoria.

E’ stato poi il turno dei rappresentanti KDE Italia, intervenuti non tanto per presentare il loro gruppo quanto per capire come inquadrarsi in uno scenario di associazioni, enti ed attivita’ nazionali di supporto al freesoftware, i sono stati pero’ accolti con freddezza dalla platea. In virtu’ di quanto detto prima sulla scuola (gli utenti non hanno competenze per discernere il concetto per di “codice aperto”, figurarsi per stare a fare distinzione tra un desktop environment e l’altro) e perche’ oramai tutti all’utenza di bassa lega propinano Ubuntu (cioe’ Gnome, o per meglio dire Unity). Dunque i due giovanotti sono stati vittime di una rapida degenerazione dell’intervento, in cui si e’ parlato di Ubuntu e poco altro lasciando decadere gran parte delle considerazioni su KDE, KDE Italia, Qt et similia, ma e’ stato comunque apprezzato il tentativo.

Ultimo round a cura di Andrea Gelmini, cui ho fatto da valletto durante l’inevitabilmente esilarante presentazione del lavoro svolto sulla LugMap nel corso dell’ultimo anno (e gia’ sufficientemente dettagliato su codesto blog). Parola d’ordine: PLP. Prima Le Patch, Poi Le Pippe.

Dopo cena avremmo ancora dovuto ascoltare lo speech del coordinatore del progetto Matematica C3, che ha recentemente rilasciato il suo secondo volume di Algebra in Creative Commons per le scuole superiori, e Fabrizio Felici del GroLug avrebbe dovuto farci un rapido riassunto sullo stato del Dossier Scuola, ma una lite coi gestori del ristorante interno al camping – che pretendevano di applicare prezzi arbitrari sul pasto – ci ha convinti ad abbandonare le posizioni e disperderci.

Da quanto sin qui delineato, una constatazione e’ inevitabile: il software libero a scuola continua ad essere il chiodo fisso di gran parte della community operativa italiana. Sul fatto che questo sia un bene o un male mi sono gia’ espresso, mi limito qui a riportare il dato statistico sul fatto che dei sei interventi teorici quattro erano orientati a tale argomento.

Due parole vanno anche al “backstage”, ovvero alle chiaccherate fuori programma, spontanee, schiette, intrattenute piu’ o meno privatamente tra i partecipanti di questo genere di manifestazioni.

Dovute le critiche ai “nomi noti” assenti, per cui alcuni degli esponenti invitati hanno mosso giustificazioni apparentemente valide e altri vaghe scuse. Probabilmente si e’ trattata di una coincidenza massiva, ma a mio modo di vedere si tratta dell’evidenza del fatto che le rappresentanze nella community italiana devono essere riviste e riassegnate: se di cinque o sei personaggi chiave non si presenta nessuno presso quella che dovrebbe essere la convention nazionale a loro interamente destinata, palesemente qualcosa non va.

Dopo l’intervento sulla LugMap, rispondendo ad alcuni quesiti sparsi, ho iniziato a spacciare in giro il proposito di raccogliere, evidenziare e valorizzare le attivita’ che i LUG indipendentemente svolgono in tutta Italia ed in tutti i periodi dell’anno, e parallelamente e’ anche emerso uno spunto per cercare di mettere in contatto persone residenti in una stessa zona geografica e che vorrebbero fondare a loro volta un nuovo gruppo; chissa’ che non approdi prossimamente in LugMap.it.

Infine, qualcuno si domandava che fine abbiano fatte le migliaia di copie cartacee del Dossier Scuola stampate da ILS meno di un anno fa ma solo centellinate presso i LUG che ne hanno fatto richiesta. Dove sono? Presso ILS? Presso il PDP (LUG di Luca Ferroni, coordinatore del Dossier)? In una cantina umida a marcire? Esiste davvero, ed esiste ancora, una organizzazione che li distribuisce?

In conclusione: bella esperienza anche quest’anno, magari meno intensiva della precedente ma comunque e’ sempre piacevole incontrare certi personaggi (o conoscerne di nuovi). Sta di fatto che anche questa volta al mare non ci sono andato, e le mie estremita’ sono rimaste pallide come quando son partito.

Frutti di Mare

14 settembre 2010

Venerdi 10, sabato 11 e domenica 12 si e’ svolta a Follonica la seconda edizione della convention marittima nazionale dei LUG promossa da GroLUG (con la benedizione di Italian Linux Society). Ed io, assecondando l’invito degli amici del LUG Brescia, sono andato.

Lo scopo avrebbe dovuto essere prepararsi psicologicamente al Linux Day 2010 e raccogliere idee e propositi per l’attivita’ nel corso del 2011. Non e’ stato fatto ne’ l’uno ne’ l’altro, almeno non negli spazi previsti dalla manifestazione, e a discapito di quanto presentato negli annunci semi-ufficiali dell’evento credo che qualcuno dovrebbe spiegare a Luca Menini (personificazione di ILS e coordinatore delle tre giornate) che cos’e’ per davvero un “barcamp”: non una rigida scaletta in cui sono previsti 30 minuti alle ore 23:00 del sabato sera per gli interventi piu’ o meno spontanei dei singoli, ma al contrario un insieme dinamico di interventi entro cui il pubblico sceglie. Detto cio’, ed enumerate le pecche piu’ grosse dell’organizzazione, ammetto che sia stata una occasione di incontro estremamente utile e, per certi aspetti, estremamente illuminante.

Io sono arrivato venerdi pomeriggio, ma il primo giorno si e’ risolto in quattro chiacchere di presentazione coi pochi intervenuti gia’ dalla prima sera. Nulla da segnalare.

Sabato e’ stata la giornata dei lavori veri e propri. Ufficialmente avremmo dovuto aprire le discussioni alle 17:00, per permettere ai presenti di prendersi un poco di relax sulla spiaggia annessa all’ameno campeggio presso cui pernottavamo, ma ai fatti gia’ dal mattino c’e’ stato modo di confrontarsi con qualcuno. Nello specifico ho raccolto impressioni dal GULP – il LUG di Pisa – i quali paiono particolarmente attivi e che sarebbero da interrogare meglio in merito al coinvolgimento degli studenti (di cui Pisa, nota e rinomata citta’ universitaria, pullula), e da Luca Ferroni, membro attivo – anzi attivissimo – di ILS e AsSoLi nonche’ responsabile del Dossier Scuola in preparazione in vista del Linux Day 2010.

E’ giunta poi l’ora dei talks “regolari”, certo interessanti ma come detto forse un po’ troppo impostati per essere al centro di un convegno orientato non alla promozione ma alla produzione.

In primis e’ stato per l’appunto passato in rassegna il celebre Dossier Scuola, punto cardine dell’edizione di quest’anno dell’evento linuxofilo per eccellenza (il quale, nel 2010, e’ interamente dedicato giustappunto alla scuola). Esso consiste in un wiki in cui si aggregano quante piu’ informazioni possibili in merito all’utilizzo di software libero all’interno degli istituti scolastici: software consigliato, esperienze vissute, contatti e riferimenti. Contrariamente al 2009, ILS non provvedera’ a distribuire ai LUG alcun materiale stampato ma entro il 23 ottobre dovrebbe emergere un riassunto del documento impaginato e pronto per essere stampato da parte degli interessati che intendono distribuirlo. Ho raccolto qualche critica al progetto sul fatto che esso rischia di essere poco utile sia ai docenti che vogliono approfondire che ai tecnici che vogliono avere qualche direzione valida per destreggiarsi, essendo il tutto almeno apparentemente poco strutturato e difficilmente consultabile per l’occasionale visitatore, ma prima di trarre conclusioni definitive vorrei prima buttare un occhio il gia’ citato sunto stampabile per vedere come in esso i contenuti saranno arrangiati.

Parallelamente e’ stata fatta menzione a Matematica C3, ottimo esperimento di letteratura didattica Creative Commons su cui non mi dilungo supponendo che gia’ se ne parli o presto se ne parlera’ in lungo ed in largo sulla Rete a causa del suo alto potenziale rivoluzionario e distruttivo. Mi limito col dire che, indipendentemente dal successo futuro dell’iniziativa, il coraggio dimostrato da questo pugno di professori non-tecnici (ed anzi forse bisognosi di assistenza tecnologica) che si intromettono negli affari economici degli editori veri merita tutto il rispetto del mondo.

Dopodiche’ e’ stato il turno di Italo Vignoli, presidente di PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org), incaricato di fornirci qualche dritta per il “marketing” del software libero. Un personaggio assolutamente singolare, almeno se visto da questa parte della barricata. Esperto di marketing, logorroico ed un pochino egocentrico, con contatti in mezzo mondo; un fuffologo professionista alla guida di una delle community simbolo del movimento freesoftware, il cui stereotipo di riferimento e’ invece sempre stato quello del nerd tecnico. Nonostante i difetti personali, se si ha la pazienza e la costanza di ascoltare e filtrare il flusso di parole che erompe dalle sue labbra se ne raccolgono infiniti aneddoti, alcuni simpatici ed altri illuminanti, e piu’ in generale fornisce buoni spunti in merito alla strategie di guerriglia markettara. E’ stato qua e la’ criticato per una visione troppo elitaria del suo settore (ottimo che ci parli di comunicati stampa, ma la community linuxara non dispone di una agenda piena di indirizzi di giornalisti da contattare…), e gli e’ stata mossa la sottile accusa di mercificare e ridurre a prodotti pubblicitari i valori e la morale propria del freesoftware (discussione che ha generato poi un movimentato dibattito, come ogni altra discussione fondata sul sesso degli angeli). Ma in generale credo sia stato l’oratore piu’ seguito ed apprezzato, non per niente lui fa le slides per mestiere.

Infine il vero outsider dell’intero evento, almeno dal mio punto di vista: Renzo Davoli. Quando il neo-presidente di AsSoLi (e’ in carica da pochi mesi) si e’ messo in posizione dinnanzi alla platea io gia’ mi aspettavo l’ennesima sciarada sul gia’ a noi sin troppo noto “Caro Candidato”, ed invece il nostro, con inusitato fair play, constatando che tutti noi gia’ conoscevamo il progetto e’ passato spedito al punto successivo della sua scaletta senza batter ciglio e senza piu’ citarlo neanche per sbaglio. In pochi minuti ha presentato una carrellata di spunti con svariati gradi di fattibilita’, dal bugtracker per le segnalazioni “politiche” (tipo la disponibilita’ di un dato software per comunicare con gli enti pubblici disponibile solo per Win32) all’ipotetica costola del consorzio CONSIP atta a promuovere servizi open alla pubblica amministrazione passando direttamente dallo snodo principale; alcuni mi sembrano interessanti piani, altri sparate esagerate, ma nel complesso e’ piacevole constatare il desiderio di diversificare l’attivita’ di un nucleo altrimenti dedito esclusivamente a portare la gente in tribunale. L’idea che mi sono fatto e’ che esso sia un elemento di rottura, assai diverso dal precedente presidente (Marco Ciurcina), molto piu’ “freesoftware” e meno “opensource”, molto piu “smanettone” e meno “avvocato”, molto piu’ incline al confronto esplicito. Impressioni, le mie, forse in parte condizionate dalla solidarieta’ professionale: il Davoli oltre che professore universitario e’ anche un attivo programmatore, uno dei pochi che mi sia capitato di trovare nelle mie peregrinazioni comunitarie, e peraltro esperto dei livelli piu’ bassi dell’architettura software (implementazioni di stack di rete, virtuosismi in user-mode…), dunque necessariamente assai competente. Almeno un paio di volte mi ha preso da parte non gia’ per commentare qualche dichiarazione o qualche posizione degli altri partecipanti alla convention, ma per chiedermi dei miei progetti in corso e per raccontarmi i suoi. Su codesto individuo dedichero’ certamente piu’ spazio nel prossimo futuro su questo blog, in quanto io credo rappresenti un tassello importantissimo nell’attuale rompicapo dei LUG italiani.

Notizia in anteprima emersa prima della cena: AsSoLi intende abbassare a 10 euri la quota di iscrizione all’associazione e annunciare tale iniziativa con una campagna mirata a stimolare nuove adesioni, di fatto accumulando in AsSoLi stessa una massa critica di persone da piazzare sulla bilancia politica qualora ci si dovesse trovare nella situazione di trattare con qualche grosso ente pubblico. Purtroppo l’informazione e’ stata menzionata proprio mentre ci si recava a tavola ed e’ stata fatta subito dopo piombare nell’oblio, dunque non c’e’ stato modo di indagare oltre, ma gia’ da solo il dato merita una riflessione da sviscerare eventualmente in futuro.

Chiusa la sessione istituzionale si e’ fatto finta di dedicare un po’ di spazio ai singoli. Una dimostrazione interattiva della Wiild (la lavagna multimediale fai-da-te e low-cost che si intende promuovere come alternativa alle costose lavagne interattive spacciate dal Governo), una marketta in merito ad un progetto quasi-profit dedito alla gestione di progetti sociali, ed in extremis l’esilarante ma indispensabile intervento dell’amico Andrea Gelmini del LUG Brescia, che dopo una scatenata battaglia personale a colpi di mail e telefonate e’ riuscito ad avere accesso ai dati della LUGMap di ILS per poterla finalmente aggiornare dopo anni di immobilita': su questo specifico aneddoto dedichero’ certamente un altro post, in quanto la morale che narra e’ assai piu’ complessa di quanto non si voglia ammettere.

Con la mattinata ed il pranzo di domenica si e’ infine chiuso il meeting. Qualche parola e’ stata aggiunta da parte del Vignoli sul tema della promozione pura e semplice, due parole le ha aggiunte Niccolo’ Rigacci di GFOSS (altra grossa associazione linuxofila italiana, immolata ai dati ed al software geografici), e durante il pranzo abbiamo approfittato della defilazione di Menini, Davoli e Ciurcina per sparlare allegramente di ILS e AsSoLi come nella migliore tradizione.

Come si puo’ constatare leggendo questo post, che rappresenta solo un piatto elenco di cio’ che si e’ vissuto in quel di Follonica, gli spunti di riflessione ed approfondimento abbondano. E spero di riuscire ad addentrarmi in ognuno di essi su queste pagine. Non capita tutti i giorni di trovarsi a chiaccherare con alcuni degli esponenti piu’ rappresentativi (positivamente e negativamente) della community italiana in un intervallo di tempo cosi’ breve, specialmente a me che son l’ultima ruota del carro ed amo le digressioni politiche e filosofiche: dopo questi tre giorni, ne ho di che’ bloggare per tutto l’anno.

Ma prima dovro’ digerire le quintalate di frittura di mare trangugiate.

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