Posts Tagged ‘ConfSL’

C’e’ Crisi

14 luglio 2013

L’altro giorno, sulla mailing list privata della ConfSL (annuale – o quasi – conferenza accademica e para-scientifica sul mondo del software libero, gia’ citata su questo blog in occasione delle mie due precedenti partecipazioni), e’ stato ripreso il vecchio thread col quale si commentava blandamente l’annullamento dell’edizione 2013 della manifestazione con una mail in cui si legge:

Qualcuno ha voluto vedere nella mancanza di contributi un segnale della crisi e in particolare della crisi del SL (e mi ha detto che è meglio chiudere la confsl stando così le cose), ma mi risulta difficile credere che la giustificazione della lacuna stia tutta solo qui

A seguire un riferimento ad un’altra mail in cui si imputa l’ampia diserzione alla Call 4 Papers – e dunque la conseguente decisione di saltare l’appuntamento di quest’anno – alle troppo rigide regole imposte per l’ammissione delle relazioni, salvo poi far notare che le medesime regole sono state applicate anche negli anni passati, e l’invito ad aggregare l’edizione 2013 ad un’altra manifestazione italiana strettamente legata al mondo open di analoga impostazione.

Ora: se di crisi vogliamo parlare, posso affermare con una certa sicumera che non si tratta di una crisi del software libero. La crisi, se mai si volesse usare questo termine drastico, e’ della community di prima generazione.

Quella delle mailing list, del fondamentalismo, dell’autocelebrazione. E, appunto, della ConfSL, appuntamento interessante solo nella misura in cui funge da pretesto per rivedere i cari colleghi linuxari sparsi in Italia almeno una volta all’anno ma che proprio per questo motivo ha scarso traino verso i non-iniziati al ristretto circolo dell’intellighenzia linuxara. Prova ne e’, come detto sopra, che il motivo dell’annullamento dell’edizione 2013 e’ stata la mancanza di relatori: quelli di sempre han gia’ detto quello che dovevano dire, magari pure due o tre volte, e si son stancati di ripeterlo.

La soppressione, o almeno la posticipazione e l’inglobamento della ConfSL e’ solo l’ennesimo sintomo visibile del disfacimento del vecchio modello comunitario. Che segue alla desertificazione delle mailing list, e all’accantonamento delle associazioni nazionali (su cui dovro’ decidermi a scriver due righe).

Dunque? Niente ConfSL vuol dire che il software libero e’ morto?

Sicuramente son lontani i tempi dell’entusiasmo e delle belle speranze, delle promesse di un mondo migliore espresse a colpi di 300 mail al mese sulle mailing list nazionali. Eppure gli stimoli che arrivano dal mondo esterno tutto fanno pensare tranne che ad una crisi. Vuoi le periodiche notizie di adozione di software libero da parte di alcune amministrazioni. Vuoi le mail private che sporadicamente ricevo da parte di giovani virgulti intenzionati – bonta’ loro… – a fondare un nuovo LUG nella loro citta’. Vuoi le mailing list di approccio piu’ pratico e non popolate di soli nerd (una per tutte: la lista WiiLD) che continuano ad erogare centinaia di mail al mese. Vuoi la recente esplosione di interesse intorno a quella che genericamente viene chiamata “cultura maker” – ovvero Arduino, la stampa 3D, i FabLab… Opensource allo stato solido – che permette di tornare a riempire i seminari ed i workshop organizzati, anche, dai LUG e di raggiungere un pubblico piu’ ampio che mai.

Il paradigma di riferimento e’ cambiato e continua a cambiare. Volersi ancorare alle vestigia di una community che non c’e’ piu’ non e’ utile, ne’ lungimirante e’ tentare di salvarle a tutti i costi senza badare alle tendenze – e ancora piu’ alle esigenze – odierne.

La crisi c’e’. Ma del metodo, non dell’idea.

La Parola d’Ordine

25 giugno 2012

Questa settimana, da giovedi 21 a sabato 23, sono stato ad Ancona per la ConfSL 2012. Una permanenza piu’ lunga rispetto alla passata esperienza di Bologna 2009, e maggiormente vissuta, dunque con considerazioni finali diverse. Ma non migliori.

La parola d’ordine dell’intera manifestazione e’ stata “do-ocracy”, neologismo importato nel nostro mondo da Stefano Zacchiroli (attuale leader del progetto Debian, orgoglio linuxaro italiano, nonche’ relatore del keynote di sabato) per sottolineare l’importanza di fare piu’ che di discutere. Anche se, tanto per cambiare, il motto e’ rimasto una dichiarazione di intenti piu’ che un traguardo raggiunto.

La giornata dedicata alla community, quella di giovedi 21, e’ andata pressoche’ deserta. Se presso la LUGConf del capoluogo romagnolo avevo contato una trentina di nerd, in questa occasione la platea era dimezzata (arrotondando per eccesso). Certamente piu’ pacata e moderata della scorsa volta, ma non molto piu’ produttiva. Il giro di presentazione dei presenti si e’ dilungato nella solita gara a chi piu’ si dimostra aderente ai principi pseudo-filosofici del freesoftware, e non senza qualche infondata polemica su ILS e l’annosa questione del GNU/LinuxDay (sempre la stessa spina nel fianco), si e’ aperta una parentesi sul protocollo di intesa attualmente in fase di elaborazione tra AsSoLi/ILS/AISL e Ministero dell’Istruzione (benche’ sia per ora prematuro parlarne diffusamente), e’ stato raccattato un consenso stentato sul fatto di avere un “tavolo” delle maggiori associazioni nazionali che funga da referente nei confronti delle istituzioni quale appunto il Ministero (anche se non e’ chiaro da chi dovrebbe essere costituito e come dovrebbe agire), tra mille inutili dettagli implementativi si e’ giunti alla conclusione che sarebbe opportuno potenziare il grado di automazione nell’aggregazione dei contenuti tra LUG (cfr. il mio esperimento su calendar.lugmap.it) e poco altro.

Venerdi e sabato si sono svolti invece i talks in programma, al solito senza particolari novita’ (ma non e’ cosa nuova, e’ lo stesso che come gia’ detto succede anche al FOSDEM o presso qualsiasi altra conferenza che tratta di argomenti che nascono, si evolvono e vengono quotidianamente commentati sull’Internet), pertanto ho cercato di cavar qualcosa almeno dalle public relations. Cavandone contatti con Mozilla Italia per un possibile prossimo workshop a Torino, con i simpatici membri di GFOSS.it, con una consigliera del Comune di Rivalta (nei pressi di Torino) interessata alla migrazione, e l’iscrizione a ILS di Claudio Carboncini – rappresentante del progetto Matematica C3.

Cio’ che e’ realmente mancato a mio avviso e’ stato il perseguimento di un obiettivo politico, che sarebbe stato conveniente cercare data la presenza di Mario Paglialunga, Assessore con delega al Software Libero del Comune di Fabriano (a quanto ne so, il primo ed unico in Italia con tale carica) alla tavola rotonda di chiusura della conferenza. Strappare a lui una promessa o almeno una posizione in sede di ConfSL sarebbe stato utile per dare risalto mediatico all’interesse dimostrato da una piccola citta’ marchigiana sul tema per stuzzicare, per dirne alcuni, i sindaci Marco Doria di Genova (recentemente eletto, che nel suo programma elettorale aveva messo anche opendata e opensource), Federico Pizzarotti di Parma (discusso e contestato esponente del Movimento 5 Stelle, dunque inevitabilmente coinvolto) o Pietro Fassino di Torino (citta’ in cui da anni oramai ce la menano con la storia della “smart city”) e, chissa’, almeno tentare di poggiare la prima pietra di una rete – piu’ politica che tecnica, ma non per questo meno desiderabile – di “comuni liberi” che potessero accollarsi un poco a testa l’impegno di implementare uno stack pienamente open per le amministrazioni locali. Cosa che ancora manca, e di cui pesantemente si sente l’assenza proprio ora che qualche timida richiesta arriva dai funzionari comunali finalmente convinti delle opportunita’ esistenti.

Ma non voglio imputare nessuno delle mancanze, vere o presunte. Anche perche’, come si suol dire, del senno del poi son piene le fosse. Questa volta voglio personalmente accollarmi la responsabilita’ dei traguardi raggiungibili ma non raggiunti. Mia la colpa di non aver assistito Luca “Fero” Ferroni, coordinatore e jolly della conferenza stessa, nella moderazione della prima giornata dedicata alla community e non aver introdotto toni piu’ secchi per stroncare le vuote chiacchere. Mia la colpa di non aver preteso sabato la parola per chiedere direttamente una dichiarazione “spendibile” al suddetto assessore. Mia la colpa di non aver giocato d’anticipo sulla del tutto prevedibile mollezza degli obiettivi.

Perche’ in regime di “do-ocracy” non ci si lamenta. Si fa e basta.

Big in Bologna

15 giugno 2009

Ennesimo post scritto a bordo di un treno, questa volta per riportare a caldo le impressioni dalla LUG Conference indetta presso la III ConfSL di Bologna. Sebbene questa sia la terza (o quarta?) volta che gli User Group italiani si riuniscono per fare il punto della situazione della promozione di Linux sul territorio nazionale, questa e’ stata la mia prima volta, e se i commenti recepiti non sono campati per aria non mi dispiaccio particolarmente di aver perso quelle passate.

Se qualcuno avesse potuto osservare la saletta, popolata (almeno nel primo momento, nella parentesi mattutina) da una trentina di nerd, e questa persona non fosse gia’ stata preparata ad affrontare – con opportuno training nella mailing list ILS dedicata appunto ai LUG – un dibattito che coinvolgeva i primi e piu’ attivi esponenti del movimento freesoftware sparpagliati nel Bel Paese, certamente sarebbe stato perplesso nel sentire improperi, persone che parlavano interrompendo altre persone le quali stavano criticando le parole di altre persone ancora, accuse e frecciate. E l’osservatore sarebbe ancora piu’ perplesso nel sapere che questa, stando al commento rubato da alcuni dei piu’ navigati personaggi del confronto, e’ stata la LUG Conference sinora piu’ tranquilla e meglio riuscita.

La riunione avrebbe dovuto svilupparsi nella sola mattinata ma ha finito con lo sfociare nel pomeriggio, con la prima parte incentrata sui prossimi progetti per il coordinamento dei gruppi linuxofili e la seconda sul Linux Day.

Un aggregatore online che possa collezionare i feed provenienti dai siti dei diversi nuclei nazionali, una mailing list su cui discutere ed un wiki per condividere i materiali “di consumo” (slides e dispense) sono stati i punti trattati prima di pranzo. Ne e’ risultato che del planet se ne era discusso gia’ due anni prima e che ne esiste una assai poco riuscita implementazione hostata da ILS, la lista resta la gia’ citata lug@linux.it (il cui elenco degli iscritti verra’ pero’ revisionato per includere i rappresentanti effettivi dei LUG effettivamente ancora esistenti e non nel frattempo periti) ed il wiki anche esiste (potrebbe essere questo ma non ne sono certo…) ma non tutti sono concordi nel duplicare l’impegno necessario alla pubblicazione del materiale avendo da amministrare anche le pagine del proprio gruppo. Assai scarsi traguardi sono stati raggiunti, ma comunque molti piu’ di quanti ci si potesse aspettare (quantomeno e’ stato individuato un volontario incaricato di aggiornare la mappa di User Groups distribuiti lungo lo Stivale epurandola dalle entita’ non piu’ in azione…), e per cause del resto prevedibili: la ripetuta deviazione dall’approfondimento dei temi sul tavolo, comunque contenuta grazie ad una accettabile moderazione, e la carenza di impegno da parte dei partecipanti, che hanno via via preferito smettere di criticare (almeno temporaneamente) le risorse esistenti pur di non lavorare per metterne in opera altre.

Al di la’ dei punti toccati in sede di riunione ufficiale, di maggiore interesse sono le osservazioni e le dichiarazioni ufficiose catturate fuori dal contesto ufficiale. Che taluni vedano in ILS un ente lento, burocratizzato, brutto, sporco e cattivo il cui unico scopo e’ quello di controllare e piegare l’attivita’ comunitaria italiana non e’ cosa nuova, e neanche e’ cosa nuova che in LUG Conference si vada a condensare la speranza per un mondo migliore governato da una democrazia forte ed imprescindibile. Ma al solito la realta’ e’ ben diversa dai fatti, e laddove le parole e le chiacchere sono facilmente propinabili in abbondanza nel momento in cui c’e’ da agire tutti si tirano indietro: emblematiche le dichiarazione del gia’ menzionato moderatore, che nel suo intervento ha esplicitamente voluto menzionare la possibilita’ di una mailing list e di un wiki “indipendenti” apposta per stimolare qualcuno a prendersi l’incarico dell’hosting e dell’amministrazione senza pero’ ottenere una sillaba di consenso da chi fino al giorno prima con orgoglio ostentava la necessita’ assoluta di non dipendere piu’ della solita Linux Society.

La discussione sul Linux Day, nonostante sia storicamente uno dei temi piu’ caldi, e’ stata un po’ piu’ controllata, forse anche perche’ meno affollata, condotta in primis da Luca Menini di ILS ed intervallata qua e la’ da “Diaolin” di Linux Trent. Ne emerge che la Society investe quest’anno circa 9000 euri – la cui provenienza non e’ specificata, probabilmente auto-tassazione – nella stampa di materiale da recapitare poi ai vari gruppi e… in premi. Le stampe consistono in qualche copia di una edizione speciale della Linux Trent Gazette edita, si spera, da tutti i LUG entro il primo agosto, ed in un vademecum alla scoperta di Linux da distribuire ai curiosi sulla falsariga di quanto prodotto lo scorso anno in collaborazione con Banca Etica (e di cui ammetto di non averne mai visto copia nemmanco in foto). Per quanto riguarda i premi, forse e’ bene divergere su un’altro dei punti chiave espressi da ILS, ovvero il desiderio di concentrarsi di anno in anno su temi specifici, e nel 2009 sul tema del software libero nella scuola: in tale ottica saranno incentivati interventi e contenuti relativi a tale ambito, e saranno selezionati tre istituti scolastici (uno al nord, uno al centro ed uno al sud Italia) appunto – ci siamo arrivati – da premiare con 500 euri cadauno per il loro gia’ dimostrato impegno nell’utilizzo di applicativi a sorgente aperto.

Insomma: la LUG Conference sembra essere stato un successo, o almeno questo e’ cio’ che viene detto dai suoi partecipanti. Forse non e’ quel “successo” che in termini assoluti verrebbe riconosciuto dal buon senso comune, ma comunque trovare delle persone provenienti da piu’ regioni italiane intente a parlare tra loro (con piu’ o meno fervore…) e’ un passo avanti.

Forse gli “Stati Generali dei LUG” (definizione sotratta da un amico di Alessandria) arriveranno davvero un giorno a governare lo scenario della promozione del freesoftware nel nostro Paese, secondo il rodato meccanismo community-driven che viene adottato con successi alterni nello sviluppo del software, ma non sono certo che questo potrebbe essere un bene; ma su questo tema tornero’ piu’ avanti…

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.