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Il Tesoro della Mappa

20 gennaio 2012

Gia’ da tempo avevo nella mia sterminata ed infinita todolist il progetto qui di seguito descritto, ma solo ora si sono verificate le condizioni necessarie per almeno iniziare a metterlo in atto.

L’idea e’ nata – o meglio, e’ stata rinnovata in modo definitivo – partecipando ad una discussione in lista Discussioni@AsSoLi: realizzare un indice di aziende che forniscono assistenza e servizi su Linux e prodotti open. Detta cosi’ sembra una banalita’, ma ai fatti non lo e’. In parte per le finalita': di quando in quando si sente qualcuno che lamenta il fatto di voler passare a soluzioni open ma di non riuscire a trovare qualcuno che gli dia assistenza professionale, in quanto la maggior parte degli operatori sono piccoli ed invisibili nella massa, ed il fatto di mettere a disposizione una mappa magari non esaustiva ma comunque indicativa potrebbe essere incentivante per qualche migrazione in piu’. In parte per l’implementazione: mettere insieme un catalogo non e’ si per se’ complicato, complicato e’ invece riuscire a mantenerlo coerente e consistente nel tempo onde evitare che faccia la fine della vecchia LugMap o di LinuxSi (bellissima iniziativa, lasciata a marcire).

In pieno stile Discussioni@AsSoLi la questione e’ morta nel momento in cui qualcuno ha detto “Bella idea! Chi lo fa?”. Ma a me e’ rimasta a ronzare nella testa, alimentata dell’esperienza appena accumulata con la pubblicazione della LugMap abusiva. Il caso ha voluto che di li’ a breve e’ stato votato come tema del Linux Day 2012 (di cui seguo l’organizzazione) proprio “Il Software Libero nella Piccola e Media Impresa”, pretesto ideale per darsi una mossa ed attuare il progetto in vista dell’evento ottobrino. Aggiungendo, tra le altre motivazioni, il fatto di permettere ai LUG nazionali di identificare rapidamente aziende pro-linuxare presso cui pescare relatori di qualita’ per i talk del 27 ottobre e, perche’ no?, magari pure qualche sponsor.

Qualche serata a rastrellare riferimenti online, in particolare sugli elenchi di professionisti gia’ esistenti (manco a dirlo: a loro volta elenchi per meta’ oramai invalidi e popolati di links defunti), qualche correzione al codice di LugMap.it, ed in breve BusinessMap.it e’ stato piazzato online.

Tutt’altro che ricco, tutt’altro che perfetto, ma c’e’.

Su suggerimento del buon Alessandro Rubini ho preso contatti con un paio di rappresentanti dell’Associazione Imprese Software Libero, spin-off dell’Associazione Software Libero di cui si e’ iniziato a parlare tanto tempo fa (n.b. articolo datato ottobre 2010) ma che solo recentemente e’ stato formalizzato, per vedere se gia’ avevano qualche contenuto da fornire. Ma non ne ho ottenuto nulla (essendosi messi insieme praticamente ieri, non hanno ancora coinvolto nessuno), se non l’inattesa informazione che il presidente dell’ente e’ nientemeno che l’ottimo Prof. Meo, personaggio assai noto nel giro linuxaro e di stanza qui a Torino: evidentemente quanto prima dovro’ passare a trovarlo per fargli presente il target del prossimo Linux Day, codesta nuova iniziativa “community-based”, e vedere se si riesce a mettere insieme qualcosa di simpatico.

Sicche’, una nuova mappa arricchisce la cartografia linuxara italiana. Anzicheno’ incompleta, ma di buone speranze. Spero si riveli utile per trovare la retta via.

Codice & Codice

8 dicembre 2010

Nei giorni 29 e 30 novembre si e’ svolta a Torino l’edizione 2010 dell’European Opensource & Freesoftware Law Event, per gli amici “EOLE”. Tema dell’anno, scelto in funzione della location e della “recente” legge regionale piemontese 9/2009: il software libero nella pubblica amministrazione.

Chiaramente non potevo mancare. Sebbene debba confessare che solo una parte del mio interesse era dedicata ai contenuti in scaletta: buona parte della mia motivazione e’ stata indotta dall’opportunita’ di scambiare quattro chiacchere con personaggi interessanti ai fini della analisi dell’effettivo grado di penetrazione della suddetta legge, che come gia’ abbiamo visto pare languire, e per raccogliere qualche spunto e qualche dritta. Come politico me la cavo maluccio, ma qualcosa e’ comunque saltata fuori.

Sugli interventi ufficiali non mi soffermo a lungo, mi basta dire che notevole e’ la quantita’ di progetti gia’ esistenti in vari Paesi sia europei che non completamente immolati all’introduzione di software libero nella pubblica amministrazione. Non so quali risultati oggettivi abbiano realmente ottenuto (tecnicamente anche in Italia ne esistono, tutti con scarse produzioni), chiaramente quando uno dei responsabili presenta la sua creatura su un palco non puo’ fare a meno di lodarla in lungo ed in largo indipendentemente da quali traguardi sono stati raggiunti, ma c0munque e’ interessante che ci siano. Degni di nota: la piattaforma OSOR.eu, che sostanzialmente e’ “il SourceForge per il settore pubblico in Europa” e potrebbe contenere qualcosa di potenzialmente interessante (se solo fosse un poco meglio indicizzato…), e la EUPL, stravagante licenza aspramente criticata nel secondo giorno di lavori in quanto a detta degli avvocati presenti non tutela le volonta’ dello sviluppatore originale permettendo eccessiva flessibilita’ nel ri-licenziare il codice.

Presenti, oltre all’avvocato Ciurcina (ex presidente di AsSoLi, e sostanziale organizzatore dell’evento) e al professor Meo (professore al Politecnico di Torino, che ha avuto un ruolo decisivo nella stesura della normativa nazionale sul software libero sinora bellamente ignorata da qualsiasi ente), anche Renzo Davoli (attuale presidente di AsSoLi), Italo Vignoli (presidente di PLIO), Carlo Piana (noto all’interno della community per i suoi alti e bassi nella lotta legale contro i brevetti software) e qualche altro volto conosciuto. Il Davoli e’ stato critico nei confronti dell’esposizione dei portavoce nostrani ed in particolare di Ida Vana, assessore della Provincia di Torino che gia’ abbiamo avuto modo di commentare qui, la quale sembrava afflitta dall’obbligo della migrazione al software libero piu’ che contenta per le nuove prospettive offerte dall’operazione; Meo ha mosso qualche commento ironico sul nuovo direttore del CSI-Piemonte (di cui parliamo dopo), il quale pare che sin dal primo giorno del suo mandato non si sia dimostrato incline al freesoftware; a Ciurcina avrei voluto chiedere qualcosa in piu’ sull’Associazione Imprese Software Libero, annunciata quasi in sordina ad ottobre e di cui ad oggi ancora nulla si sa, ma non mi sembrava il caso di disturbarlo dalle sue veci di “padrone di casa” nei confronti degli ospiti internazionali intervenuti all’evento.

Una parola di riguardo la merito, appunto, il CSI-Piemonte. Presente all’evento era Stefano De Capitani, recentemente nominato alla guida del consorzio tecnologico pedemontano e dunque, almeno in teoria, personaggio chiave per una rapida attuazione della legge regionale sul software libero. Ha espresso diversi dubbi, del resto in buona parte condivisibili, sui grattacapi derivanti da una migrazione invasiva nei confronti del mercato e degli utilizzatori, abituati da sempre a ben precise piattaforme operative e a ben precisi strumenti produttivi, ma alla mia esplicita domanda se fosse possibile rilasciare il codice del software gia’ sinora prodotto ed ampiamente utilizzato mi ha risposto che sarebbe stato possibile ma non sarebbe stato fatto in quanto “tali prodotti non sono stati realizzati nella prospettiva di renderli pubblici” (che in termini diplomatici vuol dire “li abbiamo scritti alla meno peggio e se qualcuno ne vedesse i sorgenti faremmo una figuraccia”). Sempre del CSI-Piemonte e’ intervenuto pure tal Pier Paolo Gruero, che ha presentato un utilissimo framework per la convergenza di diversi canali di comunicazione (mail, instant messaging, VoIP…) prima lasciando intendere che fosse produzione interna all’azienda, poi precisando che si tratta di un prodotto open realizzato da altri di nome “OpenUC”, ma col senno di poi constato che l’unico “OpenUC” di cui riesco a trovare traccia con caratteristiche simili a quanto elencato in sede di talk non e’cosi’ tanto open (si appoggia su componenti liberi, ma libero non e’). Vabbe’, ci ha provato…

Parentesi anche per il Laboratorio ICT della Regione Piemonte, che in questo momento, pur con tutti i limiti del caso (si tratta pur sempre di una succursale di un ente statale, dunque coi suoi tempi e le sue modalita’ ed i suoi vezzi), sembrerebbe essere il migliore alleato per l’avanzamento dei lavori per la legge sul software libero. Stando a quanto recepito, e nonostante sinora abbia ricevuto solo risposte negative dalle associazioni di docenti che avrebbero dovuto essere coinvolte, presso tale struttura qualcuno sta davvero lavorando sul catalogo di freesoftware per la scuola previsto dalle norme attuative della 9/2009 (documento datato 30 novembre 2009); perdendomi a discutere con altri mi e’ sfuggito colui che mi e’ stato indicato come responsabile della cosa, il quale al momento non ha ancora risposto alle domande che gli ho sottoposto via mail, ma tanto quanto adesso ho una persona cui rompere le scatole per sapere come, quando e perche’.

In conclusione, una chicca assolutamente non confermata proveniente da fonte anonima: la Regione intende giustificare il forte ritardo nell’erogazione dei finanziamenti previsti dalla sua stessa legge (500.000 euro all’anno, che non si sono visti ne’ nel 2009 ne’ nel 2010) con un “disguido”. Ora: d’accordo che la burocrazia e’ lenta ed articolata, pero’ almeno una scusa migliore potevano far lo sforzo di inventarla.

Come probabilmente speravano gli organizzatori, l’EOLE 2010 a Torino e’ stata una buona occasione per approfondire un poco sulla situazione locale. Forse i miei metodi non sono stati particolarmente convenzionali, essendo piombato piu’ di una volta dinnanzi a perfetti sconosciuti per fare domande non propriamente “rilassate”, ma almeno non son stato sbattuto fuori ed e’ gia’ un successo.

Dopo due giorni di codici legali, torno al codice sorgente.

Frutti di Mare

14 settembre 2010

Venerdi 10, sabato 11 e domenica 12 si e’ svolta a Follonica la seconda edizione della convention marittima nazionale dei LUG promossa da GroLUG (con la benedizione di Italian Linux Society). Ed io, assecondando l’invito degli amici del LUG Brescia, sono andato.

Lo scopo avrebbe dovuto essere prepararsi psicologicamente al Linux Day 2010 e raccogliere idee e propositi per l’attivita’ nel corso del 2011. Non e’ stato fatto ne’ l’uno ne’ l’altro, almeno non negli spazi previsti dalla manifestazione, e a discapito di quanto presentato negli annunci semi-ufficiali dell’evento credo che qualcuno dovrebbe spiegare a Luca Menini (personificazione di ILS e coordinatore delle tre giornate) che cos’e’ per davvero un “barcamp”: non una rigida scaletta in cui sono previsti 30 minuti alle ore 23:00 del sabato sera per gli interventi piu’ o meno spontanei dei singoli, ma al contrario un insieme dinamico di interventi entro cui il pubblico sceglie. Detto cio’, ed enumerate le pecche piu’ grosse dell’organizzazione, ammetto che sia stata una occasione di incontro estremamente utile e, per certi aspetti, estremamente illuminante.

Io sono arrivato venerdi pomeriggio, ma il primo giorno si e’ risolto in quattro chiacchere di presentazione coi pochi intervenuti gia’ dalla prima sera. Nulla da segnalare.

Sabato e’ stata la giornata dei lavori veri e propri. Ufficialmente avremmo dovuto aprire le discussioni alle 17:00, per permettere ai presenti di prendersi un poco di relax sulla spiaggia annessa all’ameno campeggio presso cui pernottavamo, ma ai fatti gia’ dal mattino c’e’ stato modo di confrontarsi con qualcuno. Nello specifico ho raccolto impressioni dal GULP – il LUG di Pisa – i quali paiono particolarmente attivi e che sarebbero da interrogare meglio in merito al coinvolgimento degli studenti (di cui Pisa, nota e rinomata citta’ universitaria, pullula), e da Luca Ferroni, membro attivo – anzi attivissimo – di ILS e AsSoLi nonche’ responsabile del Dossier Scuola in preparazione in vista del Linux Day 2010.

E’ giunta poi l’ora dei talks “regolari”, certo interessanti ma come detto forse un po’ troppo impostati per essere al centro di un convegno orientato non alla promozione ma alla produzione.

In primis e’ stato per l’appunto passato in rassegna il celebre Dossier Scuola, punto cardine dell’edizione di quest’anno dell’evento linuxofilo per eccellenza (il quale, nel 2010, e’ interamente dedicato giustappunto alla scuola). Esso consiste in un wiki in cui si aggregano quante piu’ informazioni possibili in merito all’utilizzo di software libero all’interno degli istituti scolastici: software consigliato, esperienze vissute, contatti e riferimenti. Contrariamente al 2009, ILS non provvedera’ a distribuire ai LUG alcun materiale stampato ma entro il 23 ottobre dovrebbe emergere un riassunto del documento impaginato e pronto per essere stampato da parte degli interessati che intendono distribuirlo. Ho raccolto qualche critica al progetto sul fatto che esso rischia di essere poco utile sia ai docenti che vogliono approfondire che ai tecnici che vogliono avere qualche direzione valida per destreggiarsi, essendo il tutto almeno apparentemente poco strutturato e difficilmente consultabile per l’occasionale visitatore, ma prima di trarre conclusioni definitive vorrei prima buttare un occhio il gia’ citato sunto stampabile per vedere come in esso i contenuti saranno arrangiati.

Parallelamente e’ stata fatta menzione a Matematica C3, ottimo esperimento di letteratura didattica Creative Commons su cui non mi dilungo supponendo che gia’ se ne parli o presto se ne parlera’ in lungo ed in largo sulla Rete a causa del suo alto potenziale rivoluzionario e distruttivo. Mi limito col dire che, indipendentemente dal successo futuro dell’iniziativa, il coraggio dimostrato da questo pugno di professori non-tecnici (ed anzi forse bisognosi di assistenza tecnologica) che si intromettono negli affari economici degli editori veri merita tutto il rispetto del mondo.

Dopodiche’ e’ stato il turno di Italo Vignoli, presidente di PLIO (Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org), incaricato di fornirci qualche dritta per il “marketing” del software libero. Un personaggio assolutamente singolare, almeno se visto da questa parte della barricata. Esperto di marketing, logorroico ed un pochino egocentrico, con contatti in mezzo mondo; un fuffologo professionista alla guida di una delle community simbolo del movimento freesoftware, il cui stereotipo di riferimento e’ invece sempre stato quello del nerd tecnico. Nonostante i difetti personali, se si ha la pazienza e la costanza di ascoltare e filtrare il flusso di parole che erompe dalle sue labbra se ne raccolgono infiniti aneddoti, alcuni simpatici ed altri illuminanti, e piu’ in generale fornisce buoni spunti in merito alla strategie di guerriglia markettara. E’ stato qua e la’ criticato per una visione troppo elitaria del suo settore (ottimo che ci parli di comunicati stampa, ma la community linuxara non dispone di una agenda piena di indirizzi di giornalisti da contattare…), e gli e’ stata mossa la sottile accusa di mercificare e ridurre a prodotti pubblicitari i valori e la morale propria del freesoftware (discussione che ha generato poi un movimentato dibattito, come ogni altra discussione fondata sul sesso degli angeli). Ma in generale credo sia stato l’oratore piu’ seguito ed apprezzato, non per niente lui fa le slides per mestiere.

Infine il vero outsider dell’intero evento, almeno dal mio punto di vista: Renzo Davoli. Quando il neo-presidente di AsSoLi (e’ in carica da pochi mesi) si e’ messo in posizione dinnanzi alla platea io gia’ mi aspettavo l’ennesima sciarada sul gia’ a noi sin troppo noto “Caro Candidato”, ed invece il nostro, con inusitato fair play, constatando che tutti noi gia’ conoscevamo il progetto e’ passato spedito al punto successivo della sua scaletta senza batter ciglio e senza piu’ citarlo neanche per sbaglio. In pochi minuti ha presentato una carrellata di spunti con svariati gradi di fattibilita’, dal bugtracker per le segnalazioni “politiche” (tipo la disponibilita’ di un dato software per comunicare con gli enti pubblici disponibile solo per Win32) all’ipotetica costola del consorzio CONSIP atta a promuovere servizi open alla pubblica amministrazione passando direttamente dallo snodo principale; alcuni mi sembrano interessanti piani, altri sparate esagerate, ma nel complesso e’ piacevole constatare il desiderio di diversificare l’attivita’ di un nucleo altrimenti dedito esclusivamente a portare la gente in tribunale. L’idea che mi sono fatto e’ che esso sia un elemento di rottura, assai diverso dal precedente presidente (Marco Ciurcina), molto piu’ “freesoftware” e meno “opensource”, molto piu “smanettone” e meno “avvocato”, molto piu’ incline al confronto esplicito. Impressioni, le mie, forse in parte condizionate dalla solidarieta’ professionale: il Davoli oltre che professore universitario e’ anche un attivo programmatore, uno dei pochi che mi sia capitato di trovare nelle mie peregrinazioni comunitarie, e peraltro esperto dei livelli piu’ bassi dell’architettura software (implementazioni di stack di rete, virtuosismi in user-mode…), dunque necessariamente assai competente. Almeno un paio di volte mi ha preso da parte non gia’ per commentare qualche dichiarazione o qualche posizione degli altri partecipanti alla convention, ma per chiedermi dei miei progetti in corso e per raccontarmi i suoi. Su codesto individuo dedichero’ certamente piu’ spazio nel prossimo futuro su questo blog, in quanto io credo rappresenti un tassello importantissimo nell’attuale rompicapo dei LUG italiani.

Notizia in anteprima emersa prima della cena: AsSoLi intende abbassare a 10 euri la quota di iscrizione all’associazione e annunciare tale iniziativa con una campagna mirata a stimolare nuove adesioni, di fatto accumulando in AsSoLi stessa una massa critica di persone da piazzare sulla bilancia politica qualora ci si dovesse trovare nella situazione di trattare con qualche grosso ente pubblico. Purtroppo l’informazione e’ stata menzionata proprio mentre ci si recava a tavola ed e’ stata fatta subito dopo piombare nell’oblio, dunque non c’e’ stato modo di indagare oltre, ma gia’ da solo il dato merita una riflessione da sviscerare eventualmente in futuro.

Chiusa la sessione istituzionale si e’ fatto finta di dedicare un po’ di spazio ai singoli. Una dimostrazione interattiva della Wiild (la lavagna multimediale fai-da-te e low-cost che si intende promuovere come alternativa alle costose lavagne interattive spacciate dal Governo), una marketta in merito ad un progetto quasi-profit dedito alla gestione di progetti sociali, ed in extremis l’esilarante ma indispensabile intervento dell’amico Andrea Gelmini del LUG Brescia, che dopo una scatenata battaglia personale a colpi di mail e telefonate e’ riuscito ad avere accesso ai dati della LUGMap di ILS per poterla finalmente aggiornare dopo anni di immobilita': su questo specifico aneddoto dedichero’ certamente un altro post, in quanto la morale che narra e’ assai piu’ complessa di quanto non si voglia ammettere.

Con la mattinata ed il pranzo di domenica si e’ infine chiuso il meeting. Qualche parola e’ stata aggiunta da parte del Vignoli sul tema della promozione pura e semplice, due parole le ha aggiunte Niccolo’ Rigacci di GFOSS (altra grossa associazione linuxofila italiana, immolata ai dati ed al software geografici), e durante il pranzo abbiamo approfittato della defilazione di Menini, Davoli e Ciurcina per sparlare allegramente di ILS e AsSoLi come nella migliore tradizione.

Come si puo’ constatare leggendo questo post, che rappresenta solo un piatto elenco di cio’ che si e’ vissuto in quel di Follonica, gli spunti di riflessione ed approfondimento abbondano. E spero di riuscire ad addentrarmi in ognuno di essi su queste pagine. Non capita tutti i giorni di trovarsi a chiaccherare con alcuni degli esponenti piu’ rappresentativi (positivamente e negativamente) della community italiana in un intervallo di tempo cosi’ breve, specialmente a me che son l’ultima ruota del carro ed amo le digressioni politiche e filosofiche: dopo questi tre giorni, ne ho di che’ bloggare per tutto l’anno.

Ma prima dovro’ digerire le quintalate di frittura di mare trangugiate.

Caro Elettore

3 gennaio 2010

Della campagna “Caro Candidato”, promossa dall’Associazione Software Libero, gia’ parlai in passato con un post per certi aspetti duro, fondato su sentimenti in buona parte soggettivi, e ritenuto facinoroso da chi mi ha inviato mail di critica e biasimo per la posizione assunta. Questa volta torno sul tema, non gia’ esprimendo un sommario e legittimamente opinabile pensiero ma commentando fatti osservabili (e, ovviamente, altrimenti interpretabili) da altri.

Oltre ai ricchissimi inviti a seguire e promuovere la campagna, divulgati in lungo ed in largo ad ogni tornata elettorale sui vari canali della community italiana, non mi pare di essere sinora incappato in concreti esempi dei frutti ottenuti dall’immane sforzo condotto presso la classe politica italiana. Persino il piu’ recente articolo appunto pubblicato sul sito di AsSoLi riguardante l’argomento elenca numeri e cifre, ma pochi traguardi raggiunti sul campo. E volendo accostare a cio’ gli accordi conseguiti nell’anno appena concluso tra Brunetta (attuale Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione) e Microsoft (massimo esponente della corrente anti-opensource), verrebbe quasi naturale pensare che tante fanfare abbiano sortito l’effetto di un sasso scagliato contro la Grande Muraglia Cinese, ovvero nessuno.

Ma sarebbe assolutamente sbagliato trarre conclusioni tanto affrettate e pure negative a fronte di una iniziativa in fin dei conti giovane, che ancora non ha avuto modo di radicarsi, soprattutto in un contesto dai tempi cosi’ notoriamente lunghi come la politica. Prima di cercare il risultato macroscopico, preferisco osservare i fenomeni mirati: chi sono i candidati che hanno aderito alla campagna, e perche’ lo hanno fatto?

Il giorno 31 ottobre 2009 si e’ tenuta a Torino una manifestazione di promozione ed informazione dai contenuti assai variegati: un dibattito sulle Creative Commons, un’area destinata ad un Linux Installation Party, ed una conferenza sulle posizioni assunte da politici di schieramenti diversi sulle tematiche del software libero. Manco a dirlo, proprio su quest’ultimo frangente volgo la mia attenzione, considerando anche il fatto che tutti i rappresentanti del popolo li’ presenti avevano e/o hanno (in tempi e modi diversi) assecondato l’appello di AsSoLi, dunque sulla carta sono tutti favorevolmente propensi all’introduzione di tecnologie opensource negli affari della Pubblica Amministrazione.

Fortuna vuole che qualcuno abbia provveduto a filmare l’evento e ne abbia pubblicato i diversi frammenti su YouTube, affinche’ possano essere facilmente visionati e commentati da chicchessia. Ordunque, andiamo a visionarli e commentarli in ordine cronologico.

Il primo e’ un markettone fuori tema del presidente di GlugTo in favore della sua associazione, parentesi pretesa per il ruolo che il gruppo ha avuto nel mettere insieme il teatrino. Non mi dilungo oltre, per avere un mio parere in merito all’onnipresenza di associazioni ed enti di promozione che appongono etichette a destra e a mancina si legga l’apposito post.

Il secondo e’ una semplice presentazione dei personaggi che hanno preso parte al dibattito: c’e’ poco da sviscerare.

Un poco alla volta entriamo nel vivo con il terzo frammento, che vede protagonista il presidente di AsSoLi, avvocato Marco Ciurcina. Il primo minuto e mezzo e’ ovviamente il markettone di turno per l’associazione, dopodiche’ si passa alla presentazione della campagna “Caro Candidato”.

Al minuto 4:00 si mostrano interessantissimi dati statistici sulla percentuale di candidati coinvolti e alla fine realmente eletti per i diversi contesti elettorali all’interno dei quali la campagna e’ stata condotta. Peccato siano malamente presentati. Concentriamoci sui dati delle elezioni Europee 2009 (piu’ che altro perche’ se ne parla approfonditamente anche dopo): il numero interpretabile come “totale dei candidati” (72) in realta’ e’ il numero di seggi per l’Italia al parlamento europeo, e la quantita’ di aderenti (50) viene esposta senza un metro di valutazione (50 su quanti???). Purtroppo non sono riuscito ad individuare questa cifra, essenziale per fare ulteriori constatazioni sulla profondita’ e l’efficienza reale dell’operazione, pertanto taccio e passo avanti.

A 5:13, pressoche’ alla fine dello spezzone, viene fatto un primo cenno ad una iniziativa analoga a “Caro Candidato” svoltasi in Francia, ripresa nella seconda parte dell’intervento.

Dopo una introduzione al sito di FreeSoftwarePact, ovvero l’aggregazione delle altre implementazioni europee della campagna in oggetto, si pone l’accento sul parallelo francese, condotto dall’associazione April ed i cui risultati sono consultabili qui. 104 candidati hanno aderito (non conosco i partiti francesi ma a occhio mi sembrano tutti di sinistra), 17 sono stati alla fine eletti, anche qui ignoto e’ il numero di candidati totale.

A partire da 1:24, l’enunciazione di una grande verita': la community italiana e’ estremamente frammentata, soprattutto se confrontata con altre realta’ europee ed extra-europee. A tale fattore viene imputato il relativo successo (stimato come buono ma non ottimo) della campagna, e l’abisso tra il traguardo francese e quello italiano (17 eletti e’ quasi il triplo di 6), anche se non sono particolarmente convinto di tale nesso: sara’ pur vero che l’associazione April conta tre, quattro, cinque mila iscritti, contro i 67 nomi riportati tra i soci di AsSoLi, ma matematicamente il rapporto non torna – una mole 50 volte superiore non ha indotto un risultato 50 volte superiore – e, come oramai gia’ si sa, indipendentemente dal totale dei frequentatori di un circolo la differenza la fanno le persone che praticamente collaborano attivamente sul campo.

Al minuto 4:08 si parla della ambiziosa volonta’ di costituire un intergruppo dedicato al software libero presso il Parlamento Europeo, ma viene ammesso che tale azione abbia degli ostacoli di natura fondamentalmente di natura burocratica. A maggior riprova del fatto che le manovre attuate in ambiente politico sono lente, senza tempistiche e modalita’ certe, guidate non gia’ dal buon senso ma da regolamenti piu’ o meno ufficiali che ne mettono in perenne discussione la fattibilita’.

Finalmente parlano i protagonisti: i rappresentanti eletti. Il primo della serie e’ Carlo Giacometto, consigliere della Provincia di Torino, Popolo della Liberta’.

Esso e’ quello che, a parer mio, piu’ di tutti tende a strumentalizzare la sua adesione alla campagna: ad ogni pie’ sospinto cita il suo partito, i colleghi del partito, le dichiarazioni (non si sa se ufficiali o meno) dei suoi pari, insomma le sue proprie argomentazioni a favore del software libero rimangono assai in secondo piano rispetto agli elogi retorici nei confronti di un tema che, nella sede specifica, si premura di assecondare e far assecondare – a parole – dall’intero suo schieramento. Particolarmente chiaro cio’ che viene espresso al minuto 2:00: il supporto al software libero e’ stato espresso soprattutto da schieramenti di sinistra, ma “ci tengo a precisare” della sinistra nazionale; in tempi di imminenti elezioni regionali, e’ bene cercare di isolare i propri antagonisti politici locali dai traguardi raggiunti dai loro spalleggiatori.

Una dichiarazione utile all’analisi dei successivi interventi, a 2:59, riguarda le competenze dei diversi livelli gerarchici e burocratici dello stato italiano: non e’ la Provincia a dover decidere se e come usare freesoftware, ma spetta agli organi nazionali (in primis il Parlamento) istruire le sedi decentralizzate su come operare. Un pochino imbarazzata e’ l’inclusione in extremis dell’ente Regione nella lista delle istituzioni legittimate a prendere tale tipo di decisioni: come vedremo sotto, infatti, sarebbe stato sconveniente girare il coltello nella piaga della Legge Regionale su cui ci illumina il consigliere Robotti nell’ultimo intervento.

Ida Vana, assessore della Provincia di Torino, e’ la meno soggetta al campanilismo partitocratico, rientrando in una lista civica e non dovendo pesare le parole a favore o contro specifici gruppi. Ma sebbene sia anche l’unica di cui si trova traccia sul sito di “Caro Candidato” sembra anche la meno sicura sul tema, procedendo un po’ a tentoni.

A 2:11, la problematica prioritaria: la migrazione all’opensource richiede un approccio culturale. Vale a dire “non importa quanto il codice aperto sia ai fatti meglio o peggio: bisogna convincere quelli che lo adoperano”. Addio sogni di gloria: gia’ sappiamo come gli statali reagiscano ai cambiamenti consigliati e proposti, e quali siano gli unici metodi che sinora abbiano sortito qualche effetto.

Alla fine, a 4:23, si calano le braghe: nessun chiaro impegno, la linea da seguire e’ “chi vivra’ vedra'”. Da elettore, nel bene e nel male abituato ad altri toni, la reputo un po’ poco soddisfacente.

Il consigliere regionale Luca Robotti e’ un personaggio che meriterebbe piu’ ampio spazio, ma mi limito qui al commento delle sue parole, che vertono unicamente sulla sopra menzionata Legge Regionale da lui stesso stesa e promossa.

Sorvolando sull’introduzione abbastanza abbozzata, e sul simpatico aneddoto (a 3:55) dell’intervento di responsabili Microsoft in reazione alla presentazione della legge al Consiglio Regionale, a 5:29 (prima di descrivere il documento in se’, cosa che avviene dopo) si arriva al punto cruciale (gia’ citato sopra): la legge e’ stata presto impugnata dal Governo, che l’ha dichiarata in contrasto con le normative vigenti che regolamentano il principio di concorrenza. Non mi soffermo qui a filosofeggiare sull’accaduto, ma nuovamente faccio notare come ogni procedura eseguita sul piano politico, sia essa pure la piu’ ammirevole, immancabilmente soffra di vincoli e paletti burocratici che a lungo andare producono gran sperpero di tempo e risorse nella sola ipotesi di poter, in un giorno non meglio precisato, ottenere frutti.

Mi rammarico che i video resi pubblici non mostrino anche la sessione di domande da parte del pubblico presente in sala, in cui come spesso accade in queste circostanze piu’ che domande si sono uditi interventi abbastanza sciapiti sull’arretratezza in campo tecnologico dell’Italia. Si sono toccati vari argomenti, da CSI Piemonte (che non e’ la versione in dialetto di un telefilm poliziesco ma l’ente para-statale che detiene il monopolio dell’intera infrastruttura regionale, e che finalmente sembra essere sull’orlo del collasso con buona pace di molti) ai 500000 – diconsi cinquecentomila – euro previsti dalla legge e in attesa di essere erogati in circostanze non ancora particolarmente chiare.

All’interno di tale momento di riflessione l’unico intervento che ho ritenuto apprezzabile e’ stato quello dell’assessore Vana, che rispondendo ad un libero professionista che recriminava ha detto esplicitamente che se vogliamo (noi cittadini) che le cose cambino dobbiamo essere noi a muoverci. Faccio mio questo pensiero (cosa non nuova), aggiungendo che non solo dobbiamo muoverci concretamente ma anche smettere di illuderci che altri possano combinare qualcosa al posto nostro.

Una Grande Famiglia

5 febbraio 2009

Io sono un atipico sostenitore del software libero: mi affanno per promuoverlo e divulgarlo in ogni dove, faccio il tifo per tantissime grandi e piccole iniziative che spontaneamente nascono nei piu’ disparati luoghi, eppure non proprie tutte le attivita’ (e soprattutto non proprio tutti i promotori) mi vanno a genio. Sara’ forse perche’ sono “all’antica”, ho troppo ben presente la distinzione tra freesoftware ed opensource, e sebbene non sia un estremista per nessuna delle due fazioni mi turba vedere quanto talune volte un movimento tenta di contaminare (e sfruttare) l’altro.

E’ per questo motivo che ieri, leggendo l’annuncio della piu’ recente manovra di AsSoLi, ho avuto una reazione non particolarmente entusiasta.

Quel che si propone di fare sul sito carocandidato.org e’ ingegnerizzare una gia’ passata esperienza vissuta in occasione delle scorse elezioni politiche, ovvero costituire una sorta di “forza popolare” di elettori che faccia pressione sui politici che stanno per affrontare una consultazione elettorale e, in sostanza, fargli aggiungere tra le promesse anche qualcosa sul supporto al software libero all’interno della Pubblica Amministrazione. Una cosa fondamentalmente inutile, considerando che tutti sappiamo come un qualsiasi aspirante parlamentare/presidente/sindaco sia sempre assolutamente incline ad assecondare qualsivoglia richiesta proveniente da chi dovra’ poi apporre la propria crocetta sulla scheda destinata all’urna per poi fatalmente dimenticare tutto quello che aveva promesso esattamente il giorno dopo la nomina, ma non voglio criticare qui la finalita’ in se’ dell’operazione quanto il dubbio sfondo su cui agisce.

Dopo anni di militanza tra le schiere linuxofile italiane ho constatato la pressoche’ totale onnipresenza in qualsiasi gruppo ed associazione di numerosi esponenti del suddetto movimento opensource, persone che costruiscono la propria attivita’ commerciale intorno a prodotti a codice aperto di cui forniscono vendita, assistenza e personalizzazione. Fin qui, assolutamente nulla di male: non solo questo atteggiamento e’ perfettamente legale ed anzi supportato da qualsivoglia ente promotore del software libero con un minimo di cognizione di causa, ma ha pure il pregio di accellerare la penetrazione di applicativi open nel mondo delle attivita’ economiche e supplire alla naturale diffidenza che nasce nei confronti di “programmi che si possono scaricare gratis da Internet” e che, nell’ottica ottusa di molti, sono dunque inferiori ai corrispettivi proprietari.

Cio’ che mi turba e’ il modo in cui tali aziende – perche’ pur sempre di aziende si parla, che vendono prodotti ed hanno un guadagno – un po’ troppo spesso ricorrano all’ingenuo, spensierato e disinteressato entusiasmo della community (la componente freesoftware, per dir cosi’, formata per lo piu’ da giovani smanettoni col pallino per l’informatica) per rastrellare consensi e mettere in luce il proprio catalogo.

Torniamo al “Caro Candidato”: facendo un giro per il modestissimo sito, dalla pagina delle entita’ aderenti al progetto si approda in fretta al homepage di ApritiSoftware, ennesima associazione (si legge dal sito) “nata per iniziativa di un gruppo di professionisti“, tra cui “consulenti della Pubblica Amministrazione“. Gente, insomma, la cui fatturazione dipende dai sopra menzionati politici che saranno eletti, e con cui ben volentieri stringono rapporti di amicizia oppure, nel peggiore dei casi, di ritorsione. Suddetto gruppo non ha ancora combinato nulla e, a naso, sembra essere nato solo in funzione delle imminenti elezioni regionali in Sardegna, dunque torniamo al sito di AsSoLi in cerca di qualcosa di interessante: qui troviamo una serie di azione intraprese, tra cui tra le altre piu’ recenti troviamo una lettera aperta al Ministro Brunetta, in cui si invita a spendere un po’ di palanche in software libero, o un bel rapporto sui soldi ceduti a Microsoft da parte del Governo, in cui si invita a orientare meglio la destinazione degli stanziamenti.

C’e’ qualcosa che non torna: e’ una pura coincidenza che tutte le azioni svolte da AsSoLi, sbandierate in lungo ed in largo sull’Internet e presentate alla blogosfera italica come importantissimi movimenti di supporto e protezione del software libero coinvolgano sempre enti statali e soldi? Con tutte le notizie che quotidianamente arrivano in merito a violazioni delle licenze, abusi dei formati proprietari e minacce all’ecosistema Linux, sempre li’ si va a parare? Non pretendo che essi possano seguire proprio tutte tutte le problematiche esistenti in tale contesto, ma… Per la legge dei grandi numeri, prima o dopo dovrebbe arrivare a combinare qualcosa di diverso!

Stando al poco che posso comprendere leggendo i testi che loro stessi scrivono, sommato alla mia breve eppure intensa esperienza avuta con alcuni di tali personaggi (che raccontero’ in futuro su questo blog), a me par tanto che questo eroico e temerario gruppo di paladini difensori della virtu’ del freesoftware altro non sia che un canale pubblicitario per una ristretta cerchia di consulenti rampanti che cerca di smuovere quel poco di opinione di massa per poi presentarsi dall’istituzione pubblica di turno dicendo “Vedi? Un sacco di cittadini vogliono che sui PC del Comune ci sia Linux! Ed io sono la persona piu’ indicata per farti questo lavoro, del resto il sito l’ho aperto io e certamente sono un esperto!”. Chiunque conosca la gilda dei consulenti, instancabili ed insaziabili cacciatori di facili prede cui spillare tanti quattrini a fronte di poco lavoro e pertanto sempre sulle tracce dell’inesauribile e mastodontico Stato, non dura fatica a comprendere come uno scenario del genere non sia solo plausibile ma anzi estremamente probabile: i tasselli del puzzle sono tanti, alcuni elencati in questo post e molti altri reperibili ispezionando gli archivi di news con un briciolo di acume oggettivo, ma accostandoli ed incastrandoli sembra emergere una suggestiva foto di una grande famiglia in cui le donne hanno il capo coperto e gli uomini portano la coppola in testa e la lupara al fianco…

Ovviamente le mie sono illazioni, supposizioni, provocazioni, frecciatine… Dunque, poiche’ non pretendo di essere Custode Supremo della Suprema Verita’, lascio ai lettori il compito di formarsi una propria idea personale. Purche’ essa sia veramente una idea personale fondata su impressioni di prima mano, e non suggerita con un contorno di sedicente moralita’.

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