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		<title>Primo Anno</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 18:25:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa settimana ricorreva il primo anniversario del mio incarico come Consigliere, nonche&#8217; Direttore, di Italian Linux Society. E&#8217; ovviamente tempo di bilanci, per un rapido resoconto (a me ancora prima che ai soci dell&#8217;associazione o altri) di quanto fatto e, soprattutto, non fatto. Ho gestito un Linux Day (quello del 2012) ed un po&#8217; (quello [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=664&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://farm9.staticflickr.com/8532/8575091965_253f099724.jpg" width="500" height="375" /></p>
<p>Questa settimana ricorreva il primo anniversario del mio incarico come <a title="Post di annunci della carica di Consigliere di Italian Linux Society" href="https://madbob.wordpress.com/2012/06/03/la-direzione/">Consigliere, nonche&#8217; Direttore</a>, di <a title="Italian Linux Society" href="http://www.ils.org/">Italian Linux Society</a>. E&#8217; ovviamente tempo di bilanci, per un rapido resoconto (a me ancora prima che ai soci dell&#8217;associazione o altri) di quanto fatto e, soprattutto, non fatto.</p>
<p>Ho gestito un <a title="Linux Day" href="http://www.linuxday.it/">Linux Day</a> (quello del 2012) ed un po&#8217; (quello del 2013). Cosa gia&#8217; fatta comunque anche nel 2011, anno in cui mi sono ingenuamente addentrato per la prima volta nel coordinamento nazionale finendone invischiato fino alla cima dei capelli. Avendolo vissuto sia da esterno che da interno, posso dire che poter direttamente parlare ed agire a titolo di ILS ha diversi pregi ma anche difetti: se da una parte e&#8217; estremamente piu&#8217; rapido (e dunque efficace) interfacciarsi con potenziali sponsor, LUG bisognosi di assistenza e giornalisti, e&#8217; anche vero che occorre prendersi la responsabilita&#8217; di scelte non sempre apprezzate. Come il fatto di aver fatto votare un tema nazionale 2012 &#8211; quello della Piccola e Media Impresa &#8211; da molti denigrato (al punto che alcuni gruppi hanno rinunciato ad aderire solo per quello) o aver deciso di non decidere (ancora) sull&#8217;annosa questione del nome <a title="Commento sulla diatriba del nome &quot;GNU/Linux Day&quot;" href="http://madbob.wordpress.com/2010/10/15/lo-gnu-della-discordia/">GNU/LinuxDay</a> (in quanto il referendum operato qualche mese fa si e&#8217; concluso con un sostanziale pareggio tra chi vorrebbe accettare anche la dicitura alternativa e chi fermamente vuole che l&#8217;iniziativa continui a chiamarsi come si e&#8217; sempre chiamata in 13 anni). I risultati 2012 sono stati decisamente sotto le aspettative, almeno delle mie (sempre il solito numero di visitatori, appena percepibile aumento nel numero di appuntamenti indicizzati, una attenzione forse leggermente superiore da parte dei media&#8230;) anche per via della solita, <a title="Commento sulla scarsa disponibilita' di volontari nell'organizzazione del Linux Day" href="https://madbob.wordpress.com/2011/12/19/fuggi-fuggi/">ineluttabilmente sovrastimata</a> disponibilita&#8217; di risorse in gioco, e date le precondizioni dell&#8217;edizioni 2013 (una <a title="Mailing list di coordinamento nazionale Linux Day" href="http://lists.linux.it/listinfo/linuxday-idee">mailing list</a> spenta, e nessun nuovo volontario attivo) non mi aspetto miglioramenti eclatanti per questo ottobre. L&#8217;importante e&#8217; tenere duro, e far si che la manifestazione dell&#8217;anno, nel suo genere unica pur con tutto il suo carico di polemiche e grattacapi, continui.</p>
<p>Ho messo online il nuovo <a title="Linux.it" href="http://www.linux.it/">linux.it</a>, nonche&#8217; <a title="Italian Linux Society" href="http://www.ils.org/">ils.org</a>. Percepiti da tutti come un traguardo minimo ed irrevocabile fin dalla vigilia dell&#8217;elezione del nuovo Direttivo. E che, tanto per cambiare, e&#8217; caduto nell&#8217;oblio il giorno dopo. L&#8217;opera e&#8217; rimasta in sospeso per mesi, dato il veto assoluto di un &#8220;collega&#8221; a metterci mano in quanto lui se ne stava occupando e nessun&#8217;altro doveva farlo; alla decima mail di sollecito, vedendo sfumare anche l&#8217;opportunita&#8217; di mettere online qualcosa in occasione appunto del Linux Day 2012, ho provveduto personalmente a risolvere qualcosa. Imperfetto, certo; incompleto, naturalmente; ma, come campeggia sulla porta che divide <a title="ToolBox Office, Torino" href="http://www.toolboxoffice.it/">ToolBox Co-Working</a> e <a title="FabLab Torino" href="http://www.fablabtorino.org/">FabLab Torino</a> (dove lavoro), &#8220;meglio fatto che perfetto&#8221;. Lo stato dei lavori l&#8217;ho gia&#8217; riassunto <a title="Commento sulle visite registrate sul nuovo Linux.it" href="https://madbob.wordpress.com/2013/04/14/duecento-al-giorno/">in un precedente post</a>, in questo mi limito a ripetere nuovamente che l&#8217;opera e&#8217; tutt&#8217;altro che finita e forse &#8211; dato il ruolo del dominio web a piu&#8217; alto potenziale dell&#8217;intera community italiana &#8211; finita non lo sara&#8217; mai.</p>
<p>In extremis, rispetto allo scadere del primo anno, ho aperto un account <a title="PayPal" href="https://www.paypal.com/">PayPal</a> intestato all&#8217;associazione. Che puo&#8217; essere usato per eventuali donazioni, ma soprattutto per pagare o rinnovare la quota di iscrizione. In verita&#8217; e&#8217; successo cosi&#8217; poco tempo fa che ancora devo finire di integrare il nuovo canale di pagamento nelle contorte procedure burocratiche implementate nel gestionale interno (e fatto in casa) dei soci, ad ogni modo c&#8217;e&#8217; ed e&#8217; gia&#8217; esposto nel <a title="Form di iscrizione a Italian Linux Society" href="http://www.ils.org/iscrizione">form di iscrizione sul sito</a>. Il simpatico effetto collaterale del nuovo strumento &#8211; oltre ad essere piu&#8217; comodo e amichevole, soprattutto verso gli aspiranti soci piu&#8217; giovani e non provvisti di un conto corrente da cui effettuare un bonifico &#8211; e&#8217; che e&#8217; possibile non solo effettuare un versamento ma sottoscriverlo affinche&#8217; avvenga reiteratamente una volta all&#8217;anno in modo automatico (comportamento di default del tasto sul suddetto form), e posso sperare che cio&#8217; rallenti l&#8217;emorragia di soci decaduti per mora che si sta osservando adesso: chi vuole lasciare l&#8217;associazione deve farlo consapevolmente disattivando a mano l&#8217;automatismo. Sebbene il pagamento PayPal ci faccia perdere almeno un euro in commissioni ad ogni transazione, sono convinto che questo fosse un passaggio essenziale per una politica di risanamento.</p>
<p>E oltre agli interventi di ordinaria amministrazione, ho timidamente provato anche ad introdurre qualche attivita&#8217; nuova. <a title="Video sulla migrazione a LibreOffice in Umbria" href="http://www.ils.org/libreumbria_migrazione_possibile">Il video</a> sulla <a title="Sito del progetto di migrazione a LibreOffice in Umbria" href="http://libreumbria.wordpress.com/">migrazione a LibreOffice in atto nella Regione Umbria</a>, nonche&#8217; (ancora da mettere online, ma pronto e posticipato solo per diluire le cose nel tempo) il nuovo <a title="LinuxSi" href="http://linuxsi.com/">LinuxSi.com</a>, popolare e noto indice dei negozi di informatica Linux-friendly in Italia. Iniziative &#8211; per dirlo nella maniera piu&#8217; esplicita possibile &#8211; volte a riabilitare l&#8217;immagine di Italian Linux Society nei confronti della popolazione linuxara italica, la quale ancora percepisce l&#8217;associazione &#8211; quando la percepisce &#8211; come esclusivamente dedita al Linux Day e null&#8217;altro. Questo prima o dopo dovra&#8217; cambiare, nella prospettiva di aggregare intorno ad ILS una massa critica di persone che possa davvero avere un peso ed un ruolo nella vita del Paese.</p>
<p>Venendo alle cose che non ho fatto&#8230;</p>
<p>Non ho finito la sistemazione di <a title="ILSManager" href="https://ilsmanager.linux.it/">ILSManager</a>, il gia&#8217; citato gestionale fatto in casa per l&#8217;amministrazione dei soci e della burocrazia interna piu&#8217; volte chiesto anche da altri LUG per essere riutilizzato. Ho iniziato, non ho mai finito: invece che sulle funzionalita&#8217; mi sono perso nel riordinare il codice e rendere l&#8217;interfaccia un poco piu&#8217; consona, e la lista di cose da aggiungere e correggere si allunga nel tempo anziche&#8217; restringersi: occorrono delle notifiche automatiche che ricordino il pagamento delle quote a tempo debito, sarebbe utile aggiungere il tracciamento delle relazioni soci / domini linux.it assegnati, integrare il tutto con il database della LugMap per sapere chi fa parte di quale LUG&#8230; Tante piccole cose che potrebbero rendere piu&#8217; facile la vita a tutti, ed al contempo fornire una visione di insieme piu&#8217; ampia.</p>
<p>Non ho ancora redatto il &#8220;Manuale del Socio ILS&#8221;, che in qualita&#8217; di Direttore avrei voluto usare per semplificare la vita dei nuovi soci che spesso vengono lasciati a loro stessi tra mailing list interna, ILSManager, la partecipazione alle assemblee (non sempre chiarissima), ed in generale diritti e doveri che accompagnano il compito. In compenso, se cio&#8217; puo&#8217; giustificare la mia inadempienza, ho iniziato il &#8220;Manuale del LUG&#8221;, destinato ai gruppi di linuxari che costellano la penisola e da atto degli strumenti che ILS mette a loro disposizione &#8211; cosa probabilmente non nota a tutti, e che e&#8217; bene ricordare.</p>
<p>Non sono neanche lontanamente prossimo all&#8217;obiettivo che mi ero intimamente prefisso qualche mese fa, ovvero quello dei 300 soci entro la fine del 2013. Anzi, ci sono da espellere quelli che non versano la propria quota dal 2010 (e non sono pochi). Come detto sopra ho almeno iniziato a mettere in opera qualche misura atta proprio a rendere piu&#8217; interessante e comoda l&#8217;affiliazione, ma queste sono ancora del tutto insufficienti a perseguire qualsiasi obiettivo che vada oltre la mera sopravvivenza e ci sara&#8217; da inventarsi qualcosa (magari in prossimita&#8217; del Linux Day 2013, periodo di massima visibilita&#8217;).</p>
<p>Non sono riuscito neppure nell&#8217;intento di avere piu&#8217; di una assemblea dei soci all&#8217;anno, che invece &#8211; come visto pure in occasione dell&#8217;ultima, tenutasi contestualmente al <a title="Risotto 3.14" href="http://risotto.lugbs.linux.it/2013/03/14/3-14-pi/">Risotto 3.14</a> &#8211; sarebbero un ottimo modo per tenere viva l&#8217;attenzione di almeno un insieme ristretto di soci (Consiglieri in primis). Un po&#8217; perche&#8217; non ce ne e&#8217; stato modo, un po&#8217; perche&#8217; non l&#8217;ho imposto con abbastanza entusiasmo. Confido che nel 2013 si possa far meglio, non lo credo ma ci spero.</p>
<p>In conclusione, l&#8217;opera non puo&#8217; dirsi negativa ma neanche del tutto positiva. L&#8217;azione di assestamento vede ad ora la disponibilita&#8217; di quasi tutti gli strumenti necessari &#8211; la rinnovata presenza web, e qualche canale di comunicazione verso il pubblico -, tocca ora popolarli di contenuti e dargli un motivo di esistere. Non e&#8217; stato facile fin qui, non sara&#8217; facile in futuro. Ma qualcuno dovra&#8217; pur farlo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/664/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/664/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=664&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Statisticamente</title>
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		<pubDate>Wed, 01 May 2013 18:33:23 +0000</pubDate>
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<p>Oramai sempre piu&#8217; spesso ripeto che ho smesso di credere nelle mailing list come mezzo di coordinamento ed organizzazione per la community linuxara italiana. E non si tratta di una opinione immotivata, magari sottilmente dettata dall&#8217;abitudine ad un mezzo di comunicazione antico come l&#8217;opensource o peggio di una velleita&#8217; pseudo-innovativa verso altri strumenti piu&#8217; social 2.0 (di cui peraltro non me ne viene in mente nessuno altrettanto efficiente), bensi&#8217; di una constatazione statistica.</p>
<p>Fatti 100 gli iscritti ad una mailing list linuxara (ed intendo una lista nazionale qualunque), il pubblico e&#8217; sommariamente cosi&#8217; ripartito:</p>
<ul>
<li>80 lurker. Non scrivono mai, o forse hanno scritto una volta in tre anni, e neppure sempre leggono. Me ne sono capitati alcuni che nelle rispettive caselle di posta hanno impostato un filtro che redirige i messaggi destinati alla lista cui sono iscritti direttamente nel cestino. Altri, i piu&#8217;, si sono registrati per &#8220;tenersi informati&#8221;, ovvero sapere di cosa stanno parlando gli altri, e questo in generale e&#8217; un sintomo della mancanza di altri canali di informazione interni alla community stessa. Nella maggior parte dei casi, la loro presenza e&#8217; uno spreco di risorse in termini di banda per inoltrare le mail in transito</li>
<li>10 commentatori allo sbaraglio. Persone che, quasi sempre in buona fede, fanno commenti fuori luogo, pubblicano opinioni inutili e banali, condividono proposte impossibili da attuare e senza una visione di insieme, salvo poi scomparire nel momento in cui c&#8217;e&#8217; da metterle in atto. Sono coloro che, nell&#8217;intimo, realmente sono convinti di star dando un contributo alla community e alla crescita del software libero semplicemente dicendo la loro e partecipando al discorso. All&#8217;implementazione ci pensera&#8217; qualcun&#8217;altro (quasi sempre qui ci si appella a &#8220;quelli di ILS&#8221;). La mia preferita e&#8217; certamente Elena of Valhalla</li>
<li>5 troll. Inconsapevoli e non. Scrivono per affossare qualsiasi idea, adducendo a qualsiasi motivo, spesso con toni arroganti e altre volte saccenti. In questa categoria si concentrano soprattutto i &#8220;Tutori della Liberta&#8217;&#8221;, quelli per i quali Stallman ha sempre ragione (a prescindere) e scrivere Linux anziche&#8217; GNU/Linux e&#8217; un peccato mortale. Sono la causa principale del progressivo spopolamento delle mailing list: i loro interventi a gamba tesa fanno desistere qualunque altro aspirante partecipante &#8211; magari non ancora iniziato ai misteri della <a title="Commento sui termini usati (e da non usare) nella community Linux" href="https://madbob.wordpress.com/2011/04/29/quel-che-i-linuxari-non-dicono/">Sacra Terminologia</a> &#8211; a dire la propria. Tra questi mi e&#8217; impossibile non citare Grillini in qualsiasi lista @linux.it, Menardi del gruppo WiiLD e Bertorello su Discussioni@AsSoLi</li>
<li>3 sono quelli che cercano di portare ad un dialogo costruttivo, o meglio ad un dialogo che possa servire a costruire qualcosa. E non mi riferisco solo al &#8220;costruire opinione&#8221;, ma a far uscire dal gruppo di persone un risultato tangibile che possa avere un impatto anche fuori dal canale. Menzione d&#8217;onore qui per Menini, Ruffoni e anche per Salvi (che non sempre riesce, ma e&#8217; estremamente apprezzabile come almeno ci provi)</li>
<li>2 spammer. Scrivono al quasi esclusivo scopo di mettere in evidenza il proprio progetto / il proprio sito / la propria associazione, approfittando dell&#8217;ampio pubblico papabile raggiungibile comodamente per mezzo della lista. Gli spammer ruotano abbastanza rapidamente nel tempo: vedendo che nessuno mai se li fila, cedono nella loro attivita&#8217; promozionale e lasciano il posto al prossimo esponente di categoria. Emerita eccezione alla regola: Fioretti in lista Discussioni@AsSoLi, un sempreverde che da anni impassibilmente tenta di portare qualsiasi conversazione in corso sul proprio <a title="Il blog di Marco Fioretti" href="http://stop.zona-m.net/">blog personale</a>. Sulla <a title="Mailing List del Centro NeXa" href="https://server-nexa.polito.it/cgi-bin/mailman/listinfo/nexa">lista NeXa</a> &#8211; non propriamente linuxara, ma attinente &#8211; la proporzione spammer / lurker e&#8217; invertita</li>
</ul>
<p>Date queste precondizioni, e&#8217; evidente che difficilmente qualcosa di buono possa uscire ad oggi dalle mailing list: la situazione e&#8217; &#8220;<a title="Definizione di &quot;FUBAR&quot;" href="http://www.urbandictionary.com/define.php?term=Fubar&amp;defid=5340714">fucked up beyond any repair</a>&#8220;, qualche minore intervento correttivo puo&#8217; essere operato (nell&#8217;ultimo mese ho inviato due richiami formali a due membri di LinuxDay-Idee dal linguaggio poco consono) ma nulla che possa invertire la tendenza.</p>
<p>Del resto, servirebbe a qualcosa? Gia&#8217; oggi un messaggio pubblicato sulla <a title="Pagina Facebook del Linux Day" href="https://www.facebook.com/LinuxDayItalia">pagina Facebook del Linux Day</a> raggiunge un pubblico assai piu&#8217; ampio (e variegato, non composto da soli nerd accaniti) che non <a title="Mailing list LUG@ILS" href="http://lists.linux.it/listinfo/lug">LUG@ILS</a>, <a title="Mailing list Linux Day" href="http://lists.linux.it/listinfo/linuxday-idee">LinuxDay@ILS</a>, <a title="Mailing List Scuola@ILS" href="http://lists.linux.it/listinfo/scuola">Scuola@ILS</a> e <a title="Mailing List Discussioni di AsSoLi" href="http://lists.softwarelibero.it/mailman/listinfo/discussioni">Discussioni@AsSoLi</a> messe insieme (assunto che buona parte degli iscritti a tali liste sono sempre gli stessi), e altrettanto si puo&#8217; dire della newsletter ILS. Certo questi sono canali per lo piu&#8217; monodirezionali, che lasciano poco spazio al confronto, ma intanto anche sulle liste &#8211; come dimostrato sopra &#8211; il confronto e&#8217; oramai morto ed allo stesso tempo le comunicazioni uno-a-molti permettono di isolare piu&#8217; facilmente troll, spammer e tutto quel rumore di fondo che ha tenuto lontani i profani per tutto questo tempo.</p>
<p>Io stesso mi trovo sempre meno spesso a chiedere commenti o pareri su una delle numerose liste cui sono iscritto. Perche&#8217; dopo anni che provo a farlo ben raramente ho trovato un riscontro ed ottenuto delle ispirazioni determinanti (per non parlare di collaboratori), perche&#8217; mi sono stufato di leggere sempre le stesse risposte (anche a domande diverse!), e perche&#8217; costruire un consenso e&#8217; estremamente difficile e comunque l&#8217;eventuale decisione presa sara&#8217; comunque contestata aspramente da altri, dunque tanto vale saltare la velleitaria fase di confronto ed arrivare direttamente ai fatti. Statisticamente, non puo&#8217; funzionare.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/658/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/658/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=658&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Duecento al Giorno</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Apr 2013 22:55:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Circa tre settimane fa ho messo online il nuovo linux.it (nonche&#8217; il nuovo ils.org), sito gestito storicamente da Italian Linux Society. Agganciandogli un tracker Piwik per monitorare l&#8217;andamento delle visite. Ed e&#8217; dunque giunta ora di iniziare a trarre qualche spunto dalle statistiche che iniziano ad emergere. Fino a meta&#8217; dello scorso anno, la homepage [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=655&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://farm9.staticflickr.com/8440/7761559108_3d950a2fcc.jpg" width="500" height="375" /></p>
<p>Circa tre settimane fa ho messo online il nuovo <a title="Linux.it" href="http://www.linux.it/">linux.it</a> (nonche&#8217; il nuovo <a title="Sito di Italian Linux Society" href="http://www.ils.org/">ils.org</a>), sito gestito storicamente da Italian Linux Society. Agganciandogli un tracker <a title="Piwik" href="http://piwik.org/">Piwik</a> per monitorare l&#8217;andamento delle visite. Ed e&#8217; dunque giunta ora di iniziare a trarre qualche spunto dalle statistiche che iniziano ad emergere.</p>
<p>Fino a meta&#8217; dello scorso anno, la homepage del sito era <a title="linux.it all'inizio del 2012" href="http://web.archive.org/web/20111228041933/http://www.linux.it/Pagina_principale">questa</a>. Qualche link sparso, meta&#8217; dei quali riguardanti Italian Linux Society stessa (statuto, regolamento, dettagli burocratici&#8230;), un focus sul <a title="Linux Day" href="http://www.linuxday.it/">Linux Day</a> dell&#8217;anno corrente, e poco altro. Poco dopo essere entrato nell&#8217;associazione ho messo mano al layout della pagina dando maggiore visibilita&#8217; almeno al link verso la <a title="LugMap" href="http://lugmap.linux.it/">LugMap</a>, e subito le visite alla mappa linuxara hanno iniziato ad incrementare leggermente (laddove prima il principale referrer era linuxday.it). L&#8217;aspetto odierno non ha nulla a che vedere con la vecchia istanza: tutte le informazioni relative all&#8217;associazione sono state trasferite in un sito dedicato (ils.org, appunto, sinora utilizzato solo per ospitare una pagina bianca con un link a linux.it) ed i contenuti sono stati stravolti, tenendo conto del pubblico &#8211; maggioritario &#8211; che approda sulla piattaforma cercando la parola <a title="La parola &quot;linux&quot; su Google" href="https://www.google.it/#hl=it&amp;q=linux">&#8220;linux&#8221; su Google</a>.</p>
<p>Guardando le summenzionate statistiche Piwik, emerge che linux.it riceve poco meno di 200 visite al giorno. Non cosi&#8217; male, per un sito che fino a ieri aveva informazioni assolutamente irrilevanti&#8230; La stragrande maggioranza del traffico proviene appunto dal ben noto motore di ricerca, e piu&#8217; della meta&#8217; da utenti che usano Windows (XP o 8). La pagina piu&#8217; visitata dopo la home e&#8217; quella che descrive &#8211; a grandissime linee &#8211; <a title="&quot;Cos'e' Linux&quot; su Linux.it" href="http://www.linux.it/linux">cosa sono Linux ed il software libero</a>, ed a giudicare dal tempo medio trascorso sulla pagina si direbbe che la gente si fermi davvero a leggere cosa ci sia scritto. Nelle prime due settimane si sono registrati al servizio di newsletter e notifica eventi linuxari 30 persone, cui ho aggiungo i circa 1500 che avevano lasciato il proprio indirizzo mail sul sito Linux Day in occasione dell&#8217;edizione dello scorso anno. Ieri, introducendo un nuovo <a title="Un evento linuxaro segnalato su linux.it" href="http://pdp.linux.it/news/350/presentazione-della-nuova-aula-di-computer-con-software-libero-nella-scuola-carlo-collodi/">evento con sede a Fabriano</a>, sono stati spediti 10 inviti.</p>
<p>Non stiamo parlando di numeri eclatanti, e&#8217; evidente, ma del potenziale a disposizione. Le persone interessate ci sono, e pure tante, occorre solo intercettarle e fornirgli cio&#8217; che stanno cercando: qualche definizione, qualche link, ed un modo per mettersi in contatto con gli &#8220;esperti&#8221; locali.</p>
<p>Con questi dati in mano vedro&#8217; prossimamente di ottimizzare i contenuti, al momento piuttosto scarsi, per dare maggiore evidenza a quelli strategici (il <a title="Calendario eventi linuxari in Italia" href="http://www.linux.it/eventi">calendario degli eventi linuxari</a> in primis) e cercare di dare risposte alle domande piu&#8217; frequenti (a occhio pare che la prima preoccupazione degli aspiranti utenti liberi sia quella di avere Linux in italiano&#8230;). Non al fine di ottenere piu&#8217; visite, ma al fine di soddisfare quelle che gia&#8217; ci sono. Perche&#8217; prima ancora di voler portare il tema della liberta&#8217; del software ad un pubblico nuovo da andarsi a cercare, e&#8217; forse opportuno riuscire a gestire decorosamente il pubblico vecchio che viene a cercare noi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/655/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/655/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=655&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>L&#8217;Abuso del Riuso</title>
		<link>http://madbob.wordpress.com/2013/03/09/labuso-del-riuso/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Mar 2013 00:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m4db0b</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libero Software in Libero Stato]]></category>
		<category><![CDATA[AgenziaItaliaDigitale]]></category>
		<category><![CDATA[CodiceAmministrazioneDigitale]]></category>
		<category><![CDATA[ILS]]></category>
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		<description><![CDATA[In dicembre l&#8217;Agenzia per l&#8217;Italia Digitale ha convocato un &#8220;tavolo di lavoro&#8221; costituito da esponenti della societa&#8217; civile per discutere i criteri di valutazione delle applicazioni software destinate alla Pubblica Amministrazione previsti dall&#8217;articolo 68 del Codice di Amministrazione Digitale, ben noto a gran parte della community linuxara italiana essendo, ai fatti, quello che privilegia l&#8217;adozione [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=652&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="" src="http://farm9.staticflickr.com/8299/7765998394_afa11e2448.jpg" width="500" height="375" /></p>
<p>In dicembre l&#8217;<a title="Agenda Digitale Italiana" href="http://www.agenda-digitale.it/agenda_digitale/">Agenzia per l&#8217;Italia Digitale</a> ha <a title="Annuncio della convocazione del tavolo di lavoro sull'articolo 68 del CAD" href="http://www.digitpa.gov.it/notizie/avviso-partecipazione-tavolo-lavoro-redazione-linee-guida-criteri-valutazioni-comparative-ai">convocato</a> un &#8220;tavolo di lavoro&#8221; costituito da esponenti della societa&#8217; civile per discutere i criteri di valutazione delle applicazioni software destinate alla Pubblica Amministrazione previsti dall&#8217;articolo 68 del <a title="Codice di Amministrazione Digitale" href="http://www.digitpa.gov.it/amministrazione-digitale/CAD-testo-vigente">Codice di Amministrazione Digitale</a>, ben noto a gran parte della community linuxara italiana essendo, ai fatti, quello che <a title="Commento sull'articolo 68 del Codice di Amministrazione Digitale" href="http://www.medialaws.eu/il-nuovo-articolo-68-cad-siamo-davvero-alla-svolta-open-source-nella-pa/">privilegia</a> l&#8217;adozione di software libero e condiviso nelle amministrazioni statali.</p>
<p><a title="Italian Linux Society" href="http://www.ils.org/">ILS</a> ha spedito la propria candidatura ma, dopo aver atteso per un periodo di tempo ben piu&#8217; lungo di quanto preventivato (in quanto, si mormora, all&#8217;Agenzia volevano vedere come si sarebbe formato il nuovo Governo prima di prendere iniziative) e&#8217; arrivata notifica negativa in quanto &#8220;<em>l&#8217;alto numero di candidature pervenute ha determinato la necessità di effettuare una selezione piuttosto ristretta</em>&#8220;. Numerosi altri i &#8220;trombati&#8221; inattesi, tra cui <a title="GFOSS" href="http://gfoss.it/">GFOSS</a> (che ha presentato una mail di candidatura <a title="Candidatura GFOSS al tavolo di lavoro dell'Agenzia per l'Italia Digitale" href="http://wiki.gfoss.it/index.php/Agenzia_per_l%27Italia_Digitale">identica</a> a quella ILS, voglio sperare che questo non sia stato il motivo determinante dell&#8217;accantonamento di entrambe in quanto giudicate poco serie&#8230;), ma mi consolo sapendo che comunque qualche valido elemento della scena italica <a title="Stefano Zacchiroli approvato al tavolo di lavoro sull'articolo 68 del CAD" href="http://identi.ca/notice/99911950">e&#8217; stato approvato</a> e si trovera&#8217; settimana prossima a Roma per dare inizio ai lavori.</p>
<p>Confido che i nostri sappiano esplicitare (e far esplicitare, nel documento attuativo della norma) criteri di selezione solidi, che non lascino spazio a dubbi o interpretazioni creative sul fatto che un dato applicativo proposto in sede di bando statale sia o meno &#8220;libero&#8221; e dunque da preferire o meno ad altri, e che sappiano tener banco ad eventuali &#8220;infiltrati&#8221; spediti a partecipare con lo scopo di seminare paura, incertezza e dubbio nei legislatori dell&#8217;Agenzia. Scommetto un caffe&#8217; che qualcuno tirera&#8217; fuori la <a title="Il fallimento della migrazione a OpenOffice in Friburgo, Germania" href="http://www.computerworld.com/s/article/9233890/German_city_dumps_OpenOffice_switches_to_Microsoft">recente storia di Friburgo</a>, dimenticando di dire che e&#8217; quasi l&#8217;unico (dopo <a title="Fallita migrazione a Linux da parte della citta' di Vienna" href="http://www.freesoftwaremagazine.com/articles/vienna_failed_to_migrate_to_linux_why">Vienna</a>) caso europeo in cui la migrazione al freesoftware &#8211; <a title="FUD di Microsoft sulla migrazione a Linux della citta' di Monaco" href="http://www.computerworlduk.com/news/open-source/3421844/microsoft-refuses-to-release-study-challenging-munich-linux-success/">ai danni dello stack Microsoft</a> &#8211; e&#8217; stata annullata laddove la <a title="Distribuzione Linux adottata dalla citta' di Monaco" href="http://en.wikipedia.org/wiki/LiMux">citta&#8217; di Monaco</a>, il <a title="Migrazione a Linux da parte dell'Assemblea Nazionale francese" href="http://www.apitux.org/index.php?2012/02/02/181-retour-d-experience-sur-l-utilisation-du-systeme-ubuntu-gnu-linux-a-l-assemblee-nationale">parlamento francese</a>, le <a title="Annuncio della migrazione a Linux nelle scuole islandesi" href="http://www.grapevine.is/Home/ReadArticle/Icelandic-Schools-To-Adopt-Free-Software">scuole islandesi</a> o anche solo la nostrana <a title="Sito dedicato alla migrazione a LibreOffice in Regione Umbria" href="http://libreumbria.wordpress.com/">Regione Umbria</a> hanno operato / stanno operando il passaggio serenamente e con <a title="Annunciato successo della migrazione a Linux da parte di Monaco" href="http://www.linuxjournal.com/content/limux-munich-linux-migration-project-reports-success">gran soddisfazione</a>.</p>
<p>Ed un poco piu&#8217; intimamente confido che sappiano approfittare dell&#8217;opportunita&#8217; per &#8220;aggiustare&#8221; una delle piu&#8217; grosse mancanze e lacune del famigerato articolo 68 cosi&#8217; come lo conosciamo noi oggi: la totale assenza di parametri di priorita&#8217; per il software sviluppato con un modello opensource.</p>
<p>Inutile nascondere che la politica di riuso del software tra le pubbliche amministrazioni, secondo la quale un pacchetto applicativo fatto sviluppare da un ente deve essere reso disponibile a tutti gli altri in modo che possano a loro volta adottarlo senza ri-accollarsi la spesa dell&#8217;implementazione della medesima soluzione e garantendo implicitamente uno straccio di interoperabilita&#8217; tra organi diversi, e&#8217; sempre stata molto poco osservata ed applicata. E questo non lo dico io bensi&#8217; <a title="Angelo Raffaele Meo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angelo_Raffaele_Meo">Angelo Raffaele Meo</a>, professore al Politecnico di Torino nonche&#8217; a capo della commissione nazionale che nel 2007 fisso&#8217; i pilastri della normativa italiana per l&#8217;adozione del software libero nella PA. Perche&#8217; questo? Un po&#8217; certo per l&#8217;innata inclinazione italiana ad ignorare leggi e norme, preferendo sempre e comunque la soluzione piu&#8217; comoda anziche&#8217; quella piu&#8217; conveniente e strategica &#8211; nella fattispecie: tenersi ben stretti gli applicativi da sempre utilizzati e considerati familiari senza curarsi minimamente del loro costo reiterato nel tempo o della completa dipendenza tecnologica nei confronti di fornitori via via sempre meno interessati all&#8217;innovazione dei propri prodotti -, ma personalmente non penso sia solo questo.</p>
<p>Parte di questo fallimento lo imputo anche, appunto, al fatto che le soluzioni riusabili &#8211; che pure esistono, benche&#8217; scarsamente promosse ed evidenziate &#8211; siano (talvolta) distribuite con una licenza libera ma quasi mai aperte allo sviluppo opensource, o piu&#8217; genericamente disponibili al pubblico. Comune infatti e&#8217; la pratica di pubblicare descrizioni dei pacchetti disponibili, parametri tecnici sommariamente enumerati, i contatti di una persona di riferimento, e condividere lo stack solo ad altri enti analoghi lasciando tutti gli altri fuori. E per &#8220;tutti gli altri&#8221; difficilmente intendo &#8220;la meravigliosa community opensource che spontaneamente partecipa e fornisce correzioni e miglioramenti sottoforma di patch&#8221;, romantica protagonista di una favola propinata da tutti coloro che non hanno mai vissuto la realta&#8217; <a title="Esperienza di vita opensource vissuta" href="https://twitter.com/madbob/status/309059889269981184">sulla propria pelle</a>, bensi&#8217; il mercato, vero fulcro di una eventuale ed auspicabile rivoluzione opensource.</p>
<p>Solo nel momento in cui la tecnologia utilizzata sul campo da alcune amministrazioni verra&#8217; messa a disposizione di chiunque, questo chiunque potra&#8217; prenderla, analizzarla, integrarla con altre soluzioni &#8211; proprie o prelevate ancora altrove -, estenderla, e proporla ad altre realta&#8217;, in primis quelle troppo piccole e/o senza competenze interne capaci di valutare i <a title="Catalogo dei programmi riusabili per la pubblica amministrazione" href="http://www.digitpa.gov.it/riuso/pac">cataloghi online</a> e trarne qualcosa di utile per se&#8217;. Insomma, di fatto, concretizzare il sogno di una digitalizzazione massiva, democratica, interoperabile ed interscambiabile, scalabile, economicamente bilanciata dalla libera competizione ed aperta all&#8217;innovazione ed alla &#8220;contaminazione&#8221;. Fintantoche&#8217; il &#8220;riuso&#8221; sara&#8217; all&#8217;atto pratico un procedimento burocratico delegato alla presunta buona volonta&#8217; di ciascun ente, svolgendosi solo per via indiretta e tra uffici statali, inevitabilmente capitera&#8217; che le piccole amministrazioni resteranno isolate ed incapaci di attingere dal patrimonio comune, non si creeranno mai le indispensabili e complementari competenze tecniche specializzate a loro volta riusabili e spendibili, le persone indicate come riferimenti nella documentazione spariranno ed i pacchetti assegnati diventeranno non piu&#8217; reperibili. Mandando all&#8217;aria tutti i buoni propositi originali, ancora una volta lodevoli sulla carta ma ben lontani dalle aspettative una volta attuati.</p>
<p>Questo e&#8217;, secondo me, uno dei punti strategici del tavolo di lavoro dell&#8217;Agenzia: qualificare l&#8217;opensource come criterio di valutazione. O almeno come vincolo da perseguire da parte delle amministrazioni che acquisiscano soluzioni libere, affinche&#8217; materialmente pubblichino i loro prodotti informatici integralmente anziche&#8217; delle mere e sostanzialmente inutili brochure con cui poi vantarsi di &#8220;fare riuso&#8221;. Il termine e&#8217; gia&#8217; stato fin troppo abusato sino ad ora, e&#8217; forse ora di smettere di parlarne e farlo davvero.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/652/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/652/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=652&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Di Birre e di Nerd</title>
		<link>http://madbob.wordpress.com/2013/02/26/di-birre-e-di-nerd/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2013 23:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m4db0b</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community]]></category>
		<category><![CDATA[cloud computing]]></category>
		<category><![CDATA[EbenMoglen]]></category>
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		<category><![CDATA[SecureBoot]]></category>

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		<description><![CDATA[Altro febbraio, altro FOSDEM. Anche quest&#8217;anno, come sempre trascinato dagli amici, mi sono recato alla principale conferenza europea degli sviluppatori free e open source con sede a Bruxelles. E anche quest&#8217;anno ho cercato di capire che aria tira nell&#8217;ambiente. Una premessa: per una serie di motivi che non sto a dettagliare in questa occasione mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=644&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="Qualche idea chiara" src="http://farm9.staticflickr.com/8382/8462100952_26d511fba6.jpg" width="500" height="375" /></p>
<p>Altro febbraio, altro <a title="FOSDEM 2013" href="https://fosdem.org/2013/">FOSDEM</a>. Anche quest&#8217;anno, <a title="Esperienza al FOSDEM 2010" href="https://madbob.wordpress.com/2010/02/28/fosdem-2010-the-people-side/">come</a> <a title="Esperienza al FOSDEM 2012" href="https://madbob.wordpress.com/2012/03/23/l-osservatorio-belga/">sempre</a> trascinato dagli amici, mi sono recato alla principale conferenza europea degli sviluppatori free e open source con sede a Bruxelles. E anche quest&#8217;anno ho cercato di capire che aria tira nell&#8217;ambiente.</p>
<p>Una premessa: per una serie di motivi che non sto a dettagliare in questa occasione mi sono dedicato piu&#8217; alle birre belghe e agli altri svaghi della capitale del nord che non alle questioni prettamente tecniche. Ho forse passato piu&#8217; tempo al <a title="Delirium Cafe', Bruxelles" href="http://deliriumcafe.be/">Delirium</a> che alla <a title="Universite' Libre de Bruxelles" href="http://www.ulb.ac.be/">ULB</a>, e la conseguenza e&#8217; che ho assistito a solo parte dei talk che mi ero prefissato. Di alcuni vorrei vedere le registrazioni audio/video pubblicate online, ma quanto percepito e raccolto dovrebbe gia&#8217; essere sufficiente per trarre qualche conclusione.</p>
<p>La prima sensazione e&#8217; stata quella di un FOSDEM piu&#8217; sereno e maturo dello scorso anno. Nel 2012, in ogni corridoio ed in ogni aula talk si trovavano Profeti dell&#8217;Apocalisse intenti a redarguire i viandanti: la minaccia del Cloud &#8211; che sposta il software dal PC dell&#8217;utente ai server dei datacenter, scippandogli cosi&#8217; non solo l&#8217;accesso al sorgente ma pure i dati da esso gestiti &#8211; e la cronica ed apparentemente non risolvibile mancanza di una piattaforma mobile credibile guidata dalla community parevano essere sintomi dell&#8217;imminente avverarsi delle profezie Maya sulla fine del mondo, o almeno del mondo delle liberta&#8217; digitali. Nel 2013 i toni si sono nettamente moderati e ridimensionati, ed anziche&#8217; parlare di minacce (si, ok, qualche talk del genere c&#8217;e&#8217; stato) si e&#8217; profusamente parlato di soluzioni, ed implementazioni. Sia ben chiaro: di mettersi d&#8217;accordo tutti su una direzione &#8211; o comunque su un insieme di strategie condivise &#8211; non se ne parla neanche, ma almeno ad oggi ci sono sia frameworks che servizi vagamente usabili per il web che piattaforme mobili un poco piu&#8217; &#8220;open&#8221; del solito Android (nonche&#8217; credibili) a disposizione ed il futuro sembra (sembra&#8230;) meno grigio.</p>
<p>Tra i suddetti progetti web, decisamente non c&#8217;e&#8217; quello della <a title="Freedom Box" href="http://freedomboxfoundation.org/">Freedom Box</a>. Iniziativa pluri-acclamata, pluri-discussa, nata proprio <a title="Trascrizione del primo talk riguardante la FreedomBox" href="http://www.softwarefreedom.org/events/2011/fosdem/moglen-fosdem-keynote.html">in seno al FOSDEM</a> e per la quale ogni anno viene presentato <a title="Talk FreedomBox al FOSDEM 2013" href="https://fosdem.org/2013/schedule/event/freedombox/">un aggiornamento</a>. Ricco di propositi, povero di contenuti. Special guest 2013 <a title="Eben Moglen" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Eben_Moglen">Eblen Moglen</a>, promotore del progetto nonche&#8217; personaggio ben noto nella community (ricordiamolo per chi se lo fosse dimenticato: e&#8217; colui che fattivamente ha scritto il testo della GPLv2 e gran parte della v3). Ci ho tenuto a vederlo, ne sono stato ampiamente deluso: nella sua mezz&#8217;ora di sproloqui non e&#8217; andato oltre alle consuete geremiadi su privacy, controllo globale, governi corrotti e multinazionali avide, concetti forse (&#8230;) anche fondati ma che difficilmente fanno presa su un pubblico di developers gia&#8217; ampiamente indottrinati e che si aspetterebbero non solo l&#8217;ennesima esposizione del problema ma anche delle proposte concrete per la sua soluzione.</p>
<p>Altro intervento potenzialmente interessante ma ai fatti inutile, quello &#8211; inevitabile &#8211; sul cosiddetto <a title="Campagna sul Secure Boot di FSF" href="http://www.fsf.org/campaigns/secure-boot-vs-restricted-boot">Secure Boot</a>. Oratrice apprezzabile &#8211; caso piu&#8217; unico che raro, ad una conferenza di nerd di prima categoria &#8211; ma talk infondato, conclusosi dicendo che l&#8217;arma definitiva contro la &#8220;minaccia&#8221; (eccola! Lo avevo detto che qualche minaccia c&#8217;era ancora!) e&#8217; boicottare i grandi vendor ed acquistare solo hardware che non supporti la sedicente funzionalita&#8217; di sedicente sicurezza spinta da Microsoft per bloccare i software malevoli (nei confronti di Microsoft stessa, si intende). <a title="&quot;Il Vitello dai Piedi di Balsa&quot;" href="https://www.youtube.com/watch?v=DevAizeAdfg">Nel boschetto della mia fantasia</a> potrebbe funzionare, nel mondo reale &#8211; dove le persone normali comprano il proprio notebook al MediaWorld, ci trovano Windows8, lo odiano, lo portano <a title="Commento sulle installazioni Linux richieste a seguito di Windows 8" href="https://twitter.com/madbob/status/300025456835575808">al linuxaro di turno</a> per l&#8217;installazione di <a title="Ubuntu" href="http://www.ubuntu.com/">Ubuntu</a> e scoprono solo dopo di non poterlo fare &#8211; no.</p>
<p>Passando invece ai commenti positivi (almeno uno&#8230;), impossibile non citare la <a title="&quot;Community Development and Marketing devroom&quot;, FOSDEM 2013" href="https://fosdem.org/2013/schedule/track/community_development_and_marketing/">inedita dev-room dedicata al &#8220;marketing&#8221;</a> del software libero. Ovvero: dritte e suggerimenti per fare capire ai non-addetti ai lavori quanto e&#8217; meglio il freesoftware, e come avvicinarvi anche coloro che di tecnologia non se sanno niente. Argomento che era anche un po&#8217; ora di toccare, la&#8217; dove molto spesso i relatori sono talmente impacciati e poco espressivi da riuscire ad annoiare pure gli entusiasti dell&#8217;argomento. Lo spazio e&#8217; stato curato dal nostrano <a title="Italo Vignoli" href="http://www.italovignoli.com/">Italo Vignoli</a>, col quale ho condiviso il viaggio in aereo e che piu&#8217; volte ho incrociato durante la permanenza belga, il quale riferisce che l&#8217;iniziativa sia andata bene e che auspica di ripeterla nuovamente l&#8217;anno venturo con la benedizione dell&#8217;organizzazione FOSDEM.</p>
<p>Uno dei momenti in assoluto piu&#8217; inattesi della due-giorni nordica e&#8217; stata la scoperta di un cantuccio isolato, nascosto e buio in cui qualcuno addirittura combinava qualcosa di pratico: in una saletta ho trovato <a title="Kohsuke Kawaguchi" href="http://kohsuke.org/">Kohsuke Kawaguchi</a>, maintainer di <a title="Jenkins" href="http://jenkins-ci.org/">Jenkins</a>, che con uno sparuto manipolo di volontari discutevano delle prossime evoluzioni del progetto. Come ogni anno l&#8217;esperienza rinnova in me il desiderio di dedicare piu&#8217; tempo allo sviluppo software, e da settimane ho l&#8217;<a title="Bugzilla Freedesktop" href="https://bugs.freedesktop.org/">istanza Bugzilla di Freedesktop</a> aperta in una tab del browser in attesa di cercare qualche bug minore da sistemare, ma tra lavoro e associazioni e&#8217; sempre piu&#8217; difficile. Almeno una volta all&#8217;anno piace vedere che, dopotutto, c&#8217;e&#8217; anche chi lo scrive sto&#8217; benedetto software libero.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/644/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/644/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=644&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Qualche idea chiara</media:title>
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		<title>Il Piano B</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2013 03:23:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Poiche&#8217; le profezie Maya non si sono avverate, anche quest&#8217;anno vi tocca leggere il mio tradizionale post di inizio anno. Come piu&#8217; o meno pronosticato 365 giorni fa il 2012 e&#8217; stato un anno di cambiamenti, alcuni preventivati ed altri decisamente inaspettati. Da maggio sono membro del Direttivo di Italian Linux Society, e benche&#8217; buona [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=632&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" alt="In alto si soffre di vertigini" src="http://farm9.staticflickr.com/8182/7986729565_b9acec7849.jpg" width="500" height="375" /></p>
<p>Poiche&#8217; le <a title="Le Profezie Maya su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Profezie_sul_21_dicembre_2012">profezie Maya</a> non si sono avverate, anche quest&#8217;anno vi tocca leggere il mio tradizionale post di inizio anno.</p>
<p>Come piu&#8217; o meno pronosticato 365 giorni fa il 2012 e&#8217; stato un anno di cambiamenti, alcuni preventivati ed altri decisamente inaspettati.</p>
<p>Da maggio <a title="Commento sull'ingresso nel Consiglio Direttivo di Italian Linux Society" href="http://madbob.wordpress.com/2012/06/03/la-direzione/">sono membro del Direttivo</a> di <a title="Italian Linux Society" href="http://www.ils.org/">Italian Linux Society</a>, e benche&#8217; buona parte di questi ultimi sette mesi li abbia impiegati <a title="Commento sulla ConfSL 2012" href="http://madbob.wordpress.com/2012/06/25/la-parola-dordine/">appresso alla ConfSL</a> e al Linux Day (nel primo caso buttando letteralmente tempo e risorse, nel secondo ottenendo risultati assolutamente sub-ottimali), nonostante le difficolta&#8217; diplomatiche e politiche nel doversi relazionare con Consiglieri a volte assenti e a volte apertamente ostili, e malgrado il fatto che da due mesi abbia un lavoro a tempo pieno che ha rapidamente gettato lo scompiglio nella mia agenda, qualcosa lo sto combinando. Il nuovo <a title="Linux.it" href="http://www.linux.it/">linux.it</a> e&#8217; in lavorazione &#8211; adesso, con un ritardo clamoroso dettato appunto dai rapporti non sempre cordiali coi colleghi in Direttivo &#8211; e conto di vederlo online tra gennaio e febbraio, insieme alle innovazioni che contiene e ad altre novita&#8217; minori che fanno parte del primo pacchetto di iniziative volte a puntellare la posizione dell&#8217;associazione e la rilevanza della community linuxara nel suo complesso. Inutile dire che il lavoro da fare in questo contesto e&#8217; ancora tanto, tantissimo, ma qualche microscopico e vago segnale positivo lo sto gia&#8217; percependo.</p>
<p>Come detto adesso ho un lavoro stabile, che era la grande incognita di fine 2011. Faccio il webmaster per <a title="Arduino" href="http://arduino.cc/">Arduino</a>. Mestiere decisamente interessante, ricco di spunti e stimoli, ma anche assai impegnativo ed energivoro che, tra task di routine ed occasionali emergenze operative nei giorni e negli orari piu&#8217; disparati, assorbe la stragrande maggioranza del mio tempo. Questo mi sta progressivamente inducendo a soppiantare parte delle mie attivita&#8217;, in primis quelle da freelance improvvisato, ma sta andando anche a discapito del mio impegno locale con <a title="Officina Informatica Libera" href="http://informaticalibera.info/">Officina Informatica Libera</a> e, piu&#8217; in generale, di quasi ogni mia iniziativa. Da tanto tempo non avevo una occupazione full-time da ufficio, avevo scordato quanto fosse distruttiva nei confronti della vita personale, e dovro&#8217; metterla in conto nella pianificazione.</p>
<p>A parte questi due macro-eventi, che hanno segnato in modo determinante l&#8217;anno appena trascorso e avranno massicce ripercussioni nel prossimo, a margine posso aggiungere che il 2012 e&#8217; stato l&#8217;anno delle cattive compagnie. Progetti non realizzati, promesse non mantenute, impegni non assolti e capricci non fondati hanno accompagnato gli ultimi 12 mesi, procurandomi grosse incazzature, grossi problemi, ma anche grosse prese di coscienza sui parametri di valutazione di cose e persone. In un modo o nell&#8217;altro questa e&#8217; una lamentela che quasi ogni anno espongo, ma anche alla luce delle sopra citate considerazioni sulla drastica diminuzione del mio tempo disponibile (e buttabile) penso che dovro&#8217; rapidamente darmi una regolata su questo aspetto. Un poco alla volta sto imparando a dire ogni tanto di &#8220;no&#8221;, per affrontare una parte delle faccende, ed un poco alla volta sto costruendo un consenso utile ad affrontare l&#8217;altra parte.</p>
<p>Spero che queste nuove virtu&#8217; mi aiutino a gestire un 2013 che prevedo denso di difficolta&#8217; e prove. Sul piano professionale, istituzionale e privato. Alcune gia&#8217; so che non riusciro&#8217; a superarle, l&#8217;importante e&#8217; farsene una ragione e non incaponirsi &#8211; o meglio, non sperperare piu&#8217; risorse di quelle a disposizione. Altre dovro&#8217; superarle ad ogni costo, pena l&#8217;annullamento di svariati sforzi passati. A tal pro ho passato le ultime ore a stendere un cronoprogramma di massima su cosa e quando fare nei prossimi mesi: non mi aspetto di rispettarlo alla lettera, e&#8217; ovvio che ci saranno imprevisti e slittamenti, ma il fatto di sapere in quale direzione andare mi aiuta ad individuare piu&#8217; facilmente i rispettivi &#8220;Piani B&#8221;.</p>
<p>Perche&#8217; &#8220;Piano B&#8221; sara&#8217; la parola d&#8217;ordine del 2013. Nell&#8217;anno dei grattacapi sara&#8217; importante avere delle vie d&#8217;uscita. Ed un pizzico di fortuna.</p>
<p>In chiusura, oltre ai consueti (e scontati) auguri, il proposito di bloggare un poco piu&#8217; spesso: gli argomenti degni (e indegni) di essere trattati non mancano, i commenti personali neanche, e la voglia di dire la mia neppure.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/632/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/632/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=632&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">In alto si soffre di vertigini</media:title>
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		<title>La Lontananza, Sai&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 23:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m4db0b</dc:creator>
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		<category><![CDATA[LinuxDay2012]]></category>
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		<description><![CDATA[Da qualche tempo bloggo poco qui, sul mio amato blog di epiteti e lamentazioni. E me ne rammarico. Approfitto dunque di una improvvisa vena di ispirazione per almeno un rapido aggiornamento su quel che sto facendo, quello che sto sentendo, e quello che sto combinando. La causa principale della mia prolungata assenza online e&#8217; che, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=627&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium" alt="Il dovere istituzionale" src="http://farm9.staticflickr.com/8434/7766406228_d2d422a663.jpg" height="375" width="500" /></p>
<p>Da qualche tempo bloggo poco qui, sul mio <a title="Il blog di MadBob" href="http://madbob.wordpress.com/">amato blog</a> di epiteti e lamentazioni. E me ne rammarico.</p>
<p>Approfitto dunque di una improvvisa vena di ispirazione per almeno un rapido aggiornamento su quel che sto facendo, quello che sto sentendo, e quello che sto combinando.</p>
<p>La causa principale della mia prolungata assenza online e&#8217; che, dopo un periodo di almeno quattro anni passati tra disoccupazione volontaria e lavoro remoto (e dunque assai piu&#8217; flessibile), sono tornato a svolgere un lavoro in presenza che mi vede lontano dalla mia postazione casalinga per la stragrande maggioranza della giornata. Me ne sono stati offerti diversi in suddetto periodo, anche interessanti ed allettanti, ma ho sempre resistito. Ed infine ho ceduto, ma penso che molti avrebbero fatto lo stesso: da settembre sono il webmaster &#8220;ufficiale&#8221; di <a title="Arduino" href="http://arduino.cc/">Arduino</a>, il celeberrimo progetto open hardware made in Italy, il cui quartier generale puta caso si trova proprio <a title="Annuncio della nascita delle &quot;Officine Arduino&quot;, Torino" href="http://arduino.cc/blog/2012/02/22/welcome-officine-arduino-torino/">a Torino</a>. Li&#8217; svolgo mansione varie e variegate, assumendo il ruolo di sistemista/programmatore e trovandomi talvolta ad implementare pezzi piu&#8217; o meno grandi dei servizi web usati dalla community internazionale e talvolta a tenere in piedi i server perennemente sotto stress a causa della crescente mole di traffico in ingresso.</p>
<p>Certamente mi reputo in una posizione ampiamente privilegiata, potendo seguire strettamente da vicino un progetto che spopola tra gli smanettoni d&#8217;Italia e del mondo e che non passa giorno senza che venga citato in una mailing list linuxara. Ed e&#8217; curioso osservare come la comunita&#8217; openhardware, di per se&#8217; relativamente giovane, viva una situazione del tutto paragonabile a quella opensource, che l&#8217;ha preceduta di circa 10 anni: stessi spunti, stesse motivazioni, stessi problemi. Sarebbe interessante tentare di avvicinarle maggiormente, agendo direttamente al cuore di una e dell&#8217;altra, e non e&#8217; detto che non ci provi&#8230;</p>
<p>La seconda causa di allontanamento e&#8217; stata ovviamente il Linux Day, di cui anche quest&#8217;anno ho seguito il difficile ma almeno fortunato <a title="Linux Day Torino" href="http://linuxdaytorino.org/2012/">coordinamento torinese</a> nonche&#8217;, come gia&#8217; <a title="Commenti preliminari al Linux Day 2012" href="http://madbob.wordpress.com/2011/10/30/il-giorno-piu-lungo/">discusso</a> in passato, quello <a title="Linux Day" href="http://www.linuxday.it/">nazionale</a>. In tale contesto si sono vissuti alti e bassi: discreto il coinvolgimento della community, con livelli di partecipazione sulla <a title="Mailing list di coordinamento nazionale Linux Day" href="http://lists.linux.it/listinfo/linuxday-idee">mailing list di riferimento</a> che poco alla volta tornano ai fasti dei primi anni 2000 (continuando a produrre poco di pratico, ma da qualche parte bisognera&#8217; pur iniziare), mediocre la comunicazione mediatica che almeno si e&#8217; salvata grazie all&#8217;apporto informale ed amichevole di Italo Vignoli nella stesura e nella diramazione dei comunicati stampa, a occhio direi che il ritorno della manifestazione nel suo complesso e&#8217; inalterato rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p>E cio&#8217; non fa che accrescere i mormorii ed i brontolii nei corridoi: si estende la posizione secondo la quale il Linux Day ha cessato di essere utile, non riuscendo a produrre nulla piu&#8217; di quanto prodotto l&#8217;anno precedente, e debba essere dunque soppiantato o comunque fortemente ridimensionato. Peccato che tali considerazioni difettino di un dettaglio essenziale: nessuna indica cosa dovrebbe prendere il posto di quella che, nel bene e nel male, e&#8217; l&#8217;unica manifestazione nazionale esistente sul tema del software libero che abbia anche un minimo (minimo, ma tangibile e misurabile) impatto mediatico, e che e&#8217; la ragione d&#8217;essere di almeno &#8211; a contar male &#8211; la meta&#8217; dei Linux Users Groups esistenti nel nostro Paese. Con tutti i suoi difetti, i suoi limiti e le sue mancanze, rinunciare al Linux Day vorrebbe dire seppellire la gia&#8217; agonizzante community nostrana.</p>
<p>Agonizzante, ma ancora non perduta! Il terzo motivo della mia latenza e&#8217; <a title="Italian Linux Society" href="http://www.ils.org/">Italian Linux Society</a>, di cui <a title="Commento sull'ingresso nel Consiglio Direttivo di Italian Linux Society" href="http://madbob.wordpress.com/2012/06/03/la-direzione/">come detto</a> sono membro del <a title="Soci ILS" href="http://www.linux.it/Elenco_dei_soci">Consiglio Direttivo</a> da qualche mese. Notoriamente la sua principale (ed unica?) attivita&#8217; e&#8217; il sopra menzionato Linux Day, ma appunto per questo dietro le quinte si lavora (= lavoro) per portare qualche di nuovo. Un nuovo <a title="Linux.it" href="http://www.linux.it/">linux.it</a> un pochino piu&#8217; utile ed informativo per il pubblico occasionale, un nuovo <a title="Sito istituzionale di Italian Linux Society" href="http://www.ils.org/">ils.org</a> che funga da vero canale istituzionale, ed una nuova rete di contatti.</p>
<p>Quest&#8217;ultima in particolare continua a riservare sorprese ogni giorno: chiaccherando occasionalmente con amici vicini e lontani mi capacito della quantita&#8217; di realta&#8217; esistenti nel nostro territorio, a modo loro piu&#8217; o meno orientate verso la promozione e la tutela della cultura libera nel suo complesso, con cui un dialogo sarebbe potenzialmente estremamente proficuo in termini di risorse e risultati. Ovviamente non solo per ILS ma per tutto quello che rappresenta. Mi trovo a scrivere mail chiedendomi perche&#8217; non siano mai state scritte da altri, e ciascuna di esse ne produce altre dello stesso tenore. Chissa&#8217; che non portino persino a qualcosa&#8230;</p>
<p>A parte questo restano sempre i lavori occasionali (che accetto non per necessita&#8217; economiche ma perche&#8217; dopo appunto quattro anni di lavoro da quasi-libero-professionista e&#8217; difficile far capire alla gente che adesso ho un lavoro fisso, e ho troppo buon cuore per dire di no&#8230;), i progetti extra (sopra tutti <a title="GASdotto" href="http://gasdotto.net/">GASdotto</a>, che sta subendo una escalation di interesse nonostante i forti ritardi nello sviluppo), l&#8217;<a title="Officina Informatica Libera" href="http://informaticalibera.info/">Officina Informatica Libera</a> (che a sua volta ha taciuto per qualche mese ma sembra essere ritornata popolare) e qualche rara volta pure la vita privata. Insomma: sono impegnato.</p>
<p>Ma la lontananza, sai, e&#8217; come il vento. Meno tempo da dedicare vuol dire maggiore attenzione e dedizione su quello che e&#8217; piu&#8217; importante. Ancora devo trovare un giusto ritmo, ed infatti sono perennemente indietro su tutto, ma forse un giorno mi ci abituero&#8217;. E tornero&#8217; a bloggare con piu&#8217; frequenza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/627/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/627/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=627&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Attitudine Vestigiale</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jul 2012 00:47:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Molto spesso, per non dire sempre, quando su una mailing list di nerd linuxari si tocca l&#8217;argomento &#8220;migrazione delle imprese e/o della pubblica amministrazione&#8221; la discussione finisce col degenerare nell&#8217;invettiva generalista. &#8220;I dirigenti sono ottusi&#8221;, &#8220;No, i dipendenti sono ottusi&#8221;, &#8220;Se gli cambi Office si lamentano&#8221;, &#8220;Non capiscono niente&#8221;. E via dicendo. Tutte affermazioni in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=608&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Inutili spine" src="http://farm8.staticflickr.com/7095/7173620843_2aa0e998cb.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Molto spesso, per non dire sempre, quando su una mailing list di nerd linuxari si tocca l&#8217;argomento &#8220;migrazione delle imprese e/o della pubblica amministrazione&#8221; la discussione finisce col degenerare nell&#8217;invettiva generalista. &#8220;I dirigenti sono ottusi&#8221;, &#8220;No, i dipendenti sono ottusi&#8221;, &#8220;Se gli cambi Office si lamentano&#8221;, &#8220;Non capiscono niente&#8221;. E via dicendo.</p>
<p>Tutte affermazioni in linea di principio fondate (magari formulate in modo sommario, ma che fanno riferimento ad un fenomeno ben noto: l&#8217;inerzia), almeno nel 95% dei casi. Dopodiche&#8217; esiste un 5% di casi che nessuno e&#8217; in grado di affrontare, e che trovano il tipico linuxaro entusiasta completamente spaesato e privo di appigli. Sono i casi in cui e&#8217; il dirigente dell&#8217;impresa e/o dell&#8217;ufficio pubblico che dice &#8220;Software libero? Opensource? Bellissimo! Da dove iniziamo?&#8221;.</p>
<p>Negli ultimi mesi mi sono capitati all&#8217;orecchio almeno quattro casi di funzionari di piccoli comuni che, convintisi della bonta&#8217; e delle virtu&#8217; del freesoftware, hanno chiesto lumi. Un consigliere di un centro siciliano, non sapendo a chi rivolgersi, ha scritto al form di contatti sul <a title="LinuxDay" href="http://www.linuxday.it/">sito del LinuxDay</a> (cui rispondiamo a turno <a title="Maurizio Napolitano" href="http://www.linux.it/~napo/">Napo</a> ed io); una consigliera di un altro comune negli immediati pressi di Torino l&#8217;ho incontrata <a title="Commento sulla ConfSL 2012" href="http://madbob.wordpress.com/2012/06/25/la-parola-dordine/">alla ConfSL 2012 di Ancona</a>; un altro ancora nell&#8217;alto mantovano si e&#8217; appellato all&#8217;amico Fausto del <a title="LUG di Mantova" href="http://www.lugman.net/">LugMAN</a>; il quarto <a title="Mail di richiesta di suggerimenti per applicativi liberi per la PA" href="http://lists.softwarelibero.it/pipermail/discussioni/2012-March/020916.html">ha scritto</a> sulla mailing list <a title="Discussioni@AsSoLi" href="http://lists.softwarelibero.it/mailman/listinfo/discussioni">Discussioni@AsSoLi</a>. Quattro casi, richieste piu&#8217; o meno simili, stessa reazione: &#8220;Boh!&#8221;. Pare non esistere una completa soluzione libera dedicata ai comuni che contempli gli applicativi essenziali (anagrafe, catasto, tributi&#8230;), se esiste nessuno ne ha mai sentito parlare, la fatidica <a title="Indicazioni sul riuso software da parte della PA" href="http://www.digitpa.gov.it/riuso-del-software">legge sul riuso software</a> viene puntualmente menzionata come riempitivo ma <a title="Rapporto sulla sconfortante situazione del riuso software nella PA italiana" href="https://joinup.ec.europa.eu/elibrary/case/software-reuse-italian-public-administrations">tutti sappiamo</a> che muoversi nella giungla frammentata di offerte (molte delle quali peraltro nient&#8217;affatto libere) non e&#8217; assolutamente facile neppure per un addetto ai lavori. Al promotore della liberta&#8217; digitale improvvisatosi consulente non resta che citare i sempreverdi <a title="LibreOffice" href="http://www.libreoffice.org/">LibreOffice</a>, <a title="Firefox" href="http://www.mozilla.org/it/firefox/new/">Firefox</a> e <a title="Thunderbird" href="http://www.mozilla.org/it/thunderbird/">Thunderbird</a>, e sperare che tale modesta risposta possa bastare per almeno far avviare il processo di migrazione salvo intimamente auspicare che il benintenzionato interlocutore si rivolga a qualcun&#8217;altro per ottenere indicazioni piu&#8217; precise e puntuali la volta successiva.</p>
<p>Ancor piu&#8217; grave e&#8217; quando si discutono tali argomenti con qualche personaggio rilevante. A me e&#8217; capitato l&#8217;altro giorno con l&#8217;Assessore al Lavoro della <a title="Provincia di Torino" href="http://www.provincia.torino.gov.it/">Provincia di Torino</a>. Ho chiesto un appuntamento con l&#8217;intenzione di rastrellare qualche risorsa per il <a title="Linux Day Torino" href="http://linuxdaytorino.org/">Linux Day sabaudo</a> (ovvero il patrocinio dell&#8217;ente, una dritta su eventuali contenuti &#8220;istituzionali&#8221; e qualche contatto consono al tema dell&#8217;edizione 2012 della manifestazione nazionale) ma comunque mantenendo un profilo basso, sono stato ricevuto, ho spiegato il come ed il perche&#8217;, e laddove mi sarei aspettato una qualche innocua domanda di pura astrazione teorica &#8211; campo in cui i freesoftware advocate eccellono &#8211; il buon Assessore si e&#8217; confessato sostenitore in-pectore della Causa e si e&#8217; quasi stupito della limitatezza delle mie richieste. E&#8217; finita con un pacco di contatti (<a title="Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, provincia di Torino" href="http://www.cna.to.it/CNA/index_html">CNA provinciale</a>, <a title="Camera di Commercio di Torino" href="http://www.to.camcom.it/">Camera di Commercio di Torino</a>, e l&#8217;impegno ad organizzarmi un altro incontro pure con l&#8217;Assesore alle Attivita&#8217; Produttive) e la suggestione di un corso di formazione finanziato dalla Provincia stessa su strumenti open professionali. Insomma: non gli ho chiesto niente e m&#8217;ha dato tutto quello che gli passava per la testa. E&#8217; forse lecito chiedersi cosa avrei ottenuto se avessi portato delle proposte mirate.</p>
<p>Ed il punto sta tutto qui: nella concretezza.</p>
<p>Dopo anni e anni passati a cercare di convincere il prossimo sulle virtu&#8217; del software libero, qualcuno incredibilmente sta iniziando a crederci sul serio. E non siamo (io, ma anche molti altri. Quel che e&#8217; successo a me in Provincia e&#8217; capitato non molto tempo fa ad altri a Roma&#8230;) minimamente preparati a cio&#8217;. Le dichiarazioni di principi non bastano piu&#8217;: ora ci vogliono le soluzioni. Quelle pratiche, materiali, tangibili, da installare sulle workstation e nei CED. Molto spesso tali soluzioni o non esistono o sono ben nascoste. E di certo non si puo&#8217; chiedere all&#8217;ente di turno di accollarsi in toto la spesa per farne svilupparne daccapo. Forse si potrebbe far leva sui famigerati articoli 68 e 69 del <a title="Codice di Amministrazione Digitale" href="http://www.digitpa.gov.it/amministrazione-digitale/CAD-testo-vigente">Codice di Amministrazione Digitale</a>, quelli che dicono che quando una amministrazione acquista un prodotto software ne acquisisce anche il sorgente, ma questo vorrebbe dire scaricare il barile a funzionari che non necessariamente hanno competenze sufficienti ad affrontare la questione e si trovano quasi sempre in posizione di gia&#8217; perpetrato vendor lock-in. Sarebbe come dire: &#8220;Io ho voluto la bicicletta, adesso pedali&#8221;.</p>
<p>Stesso ragionamento si puo&#8217; applicare non solo al prodotto software in se&#8217; quanto al contorno. Al modello economico correlato, alle strategie di riferimento, ai progetti su medio e lungo periodo. Tutti sappiamo (!) che un ecosistema ICT basato su software libero favorisce e stimola la competitivita&#8217;, l&#8217;innovazione, l&#8217;interoperabilita&#8217; e lo sviluppo locale, ma nel Manuale del Perfetto Linuxaro nessuno ha scritto l&#8217;appendice che dice da dove si inizia, quali sono i primi passi da effettuare, quali sono i piu&#8217; comuni problemi e quali sono i piu&#8217; comuni approcci. Sappiamo qual&#8217;e&#8217; l&#8217;obiettivo, ma non sappiamo qual&#8217;e&#8217; la strada per arrivarci. Ce la dobbiamo inventare, non senza un po&#8217; di fantasia.</p>
<p>Ho iniziato a drizzare le antenne, per capire cosa realmente c&#8217;e&#8217; e cosa realmente non c&#8217;e&#8217; al di la&#8217; della retorica. C&#8217;e&#8217; in corso una esperienza del <a title="LUG di Avola" href="http://linuxavola.blogspot.it/">LUG di Avola</a> (giovine gruppo <a title="Introduzione del LUG di Avola nella LugMap" href="https://github.com/Gelma/LugMap/commit/304940d459560e5dcb36e1b84241a48df5aa2db0">recentemente</a> ammesso in <a title="LugMap" href="http://lugmap.linux.it/">LugMap</a>) che <a title="Il LUG di Avola ed il sito del comune" href="http://linuxavola.blogspot.it/2012/07/il-comune-progetta-il-nuovo-look-del.html">sta dando una mano</a> per il rifacimento del sito della propria citta&#8217; seguendo tutti i crismi amministrativi ma anche quelli della riusabilita&#8217; del software. Ci sono numeri statistici &#8211; aggregati e non particolarmente dettagliati, ma comunque interessanti &#8211; sulle esigenze di aziende e PA, <a title="Studi dell'Osservatorio ICT della Regione Piemonte" href="http://www.osservatorioict.piemonte.it/it/studi-dellosservatorio.html">almeno qui in Piemonte</a>. E d&#8217;altro canto, come detto, qua e la&#8217; ci sono funzionari e dirigenti ben disposti a dire la loro, se si ha il buon senso di starli a sentire senza la pretesa di andargli ad insegnare qualcosa.</p>
<p>Penso sia ora di disfarsi dell&#8217;antica attitudine all&#8217;approccio teorico e filosofico. Essa poteva andar bene quando eravamo pochi e inberbi, e ci dovevamo sperticare per comunicare il nostro messaggio. Il messaggio e&#8217; passato, ora tocca a tutto il resto.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/608/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/608/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=608&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Piu&#8217; Uguali degli Altri</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jul 2012 00:06:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m4db0b</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Debian]]></category>
		<category><![CDATA[FreeSoftwareFoundation]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno, assumendo la quotidiana dose di news tecnologiche, ho trovato su LWN un riferimento all&#8217;intento di far rientrare Debian tra le distribuzioni formalmente approvate da Free Software Foundation. Ovvero di renderla completamente esente da software proprietario, o quantomeno &#8211; come specifica Stefano Zacchiroli, attuale leader della community Debian, nella mail che annuncia l&#8217;iniziativa &#8211; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=603&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Bussola senza direzione" src="http://farm8.staticflickr.com/7079/7358810586_d0cfa134ac.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>L&#8217;altro giorno, assumendo la quotidiana dose di news tecnologiche, ho trovato <a title="Notizia sul rapporto tra Debian e Free Software Foundation" href="http://lwn.net/Articles/505085/rss">su LWN</a> un riferimento all&#8217;intento di far rientrare <a title="Debian" href="http://www.debian.org/">Debian</a> tra le distribuzioni formalmente approvate da <a title="Free Software Foundation" href="http://www.fsf.org/">Free Software Foundation</a>. Ovvero di renderla completamente esente da software proprietario, o quantomeno &#8211; come specifica <a title="Stefano Zacchiroli" href="http://upsilon.cc/~zack/">Stefano Zacchiroli</a>, attuale leader della community Debian, nella <a title="Annuncio dell'iniziativa per approvare Debian tra le distribuzioni approvate da Free Software Foundation" href="http://lwn.net/Articles/505085/">mail che annuncia l&#8217;iniziativa</a> &#8211; rendere piu&#8217; esplicita e palese la separazione tra i componenti &#8220;main&#8221; (i pacchetti riconosciuti come parte integrante del progetto, che si assumono essere gia&#8217; tutti freesoftware) da quelli &#8220;contrib&#8221; e &#8220;non-free&#8221; (tra cui, per definizione, si trovano anche elementi non completamente liberi ed in alcuni casi manco lontanamente opensource).</p>
<p>Alche&#8217; ho cliccato sul link alla pagina a mio parere piu&#8217; interessante, cioe&#8217; quella <a title="Elenco di pacchetti software che non rispettano i criteri per le distribuzioni approvate da FSF" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines">che enumera i pacchetti</a> che stando a Free Software Foundation rendono una distribuzione non degna di essere riconosciuta ed approvata, ed ho trovato svariate sorprese.</p>
<p>Passi <a title="unrar tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#unrar">unrar</a>, che benche&#8217; utilissimo viene distribuito con una licenza non libera. Passino <a title="I driver wireless Intel tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#ipw2100.2C_ipw2200.2C_ipw2915.2C_ipw3945">i driver ipw2100</a>, che benche&#8217; siano l&#8217;unica speranza che un utente Linux ha di far funzionare alcuni modelli di schede wireless sono rigorosamente closed. Passi se proprio vogliamo anche <a title="AcetoneISO tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#AcetoneISO">AcetoneISO</a>, che e&#8217; un wrapper malamente messo insieme di una applicazione completamente proprietaria e senza la sua installazione non funge (dunque tanto vale). Ma che dire di <a title="Firefox tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#firefox">Firefox</a>? O di <a title="Liferea tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#liferea">Liferea</a>? O, udite udite, dello stesso <a title="apt tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#apt">apt</a>, l&#8217;applicazione piu&#8217; caratterizzante di Debian?</p>
<p>Il primo &#8220;raccomanda&#8221; software proprietario: quando incappa in un contenuto Flash consiglia di scaricare il <a title="Pagina di download del plugin Adobe per Flash" href="http://get.adobe.com/it/flashplayer/">plugin relativo dal sito Adobe</a>. Il secondo &#8220;raccomanda&#8221; il primo come browser con cui aprire i contenuti che appaiono nei feed RSS, dunque per dipendenza non e&#8217; accettabile. Per il terzo &#8211; e qui viene la chicca &#8211; viene dichiarato &#8220;<em>Example sources.list files in the documentation refer to repositories with nonfree software</em>&#8220;. Insomma, nella documentazione c&#8217;e&#8217; scritto che se l&#8217;utente vuole puo&#8217; scaricare persino software non libero.</p>
<p>L&#8217;elenco di spunti al limite del tragicomico non si ferma qui. <a title="unetbootin tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#unetbootin">unetbootin</a>, comune applicazione per riversare una ISO bootabile su chiavetta USB, menziona (orrore!) nel pannello di configurazione distribuzioni che non sono a loro volta approvate da Free Software Foundation e va dunque soppresso. <a title="Thunderbird tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#Thunderbird">Thunderbird</a> integra (raccapriccio!) la ricerca su motori non liberi &#8211; o almeno questo mi sembra di intuire dalla <a title="Segnalazione della non liberta' di alcuni componenti interni di Thunderbird" href="https://labs.parabola.nu/issues/81">segnalazione originale</a> del &#8220;problema&#8221;, in quanto <a title="Files segnalati come non liberi sul repository di Thunderbird" href="http://hg.mozilla.org/comm-central/file/7b0299689777/mail/locales/en-US/searchplugins">i files specificati</a> sono XML liberamente consultabili e rilasciati con <a title="Licenza MPL" href="http://www.mozilla.org/MPL/2.0/">licenza MPL</a> la quale e&#8217; <a title="Licenza MPL dichiarata come freesoftware sul sito Free Software Foundation" href="http://www.gnu.org/licenses/license-list.html#MPL-2.0">regolarmente freesoftware-compliant</a> -, e va dunque epurato da tale male. <a title="Mac-On-Linux tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#Mac-on-Linux_emulator">Mac-On-Linux</a>&#8230; beh, e&#8217; palese, permette di eseguire, emulandolo, un sistema operativo non libero dunque non e&#8217; accettabile. A voler fare i pignoli si potrebbe anche spendere una parola sul caso di <a title="screenlets tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#screenlets">screenlets</a>, imputato del fatto che &#8220;potrebbe&#8221; (!) contenere dati &#8211; dati, non codice &#8211; non liberi laddove nelle &#8220;<a title="&quot;Guidelines for Free System Distributions&quot;" href="http://www.gnu.org/distros/free-system-distribution-guidelines.html">Guidelines for Free System Distributions</a>&#8221; che fungono da riferimento per codesta monumentale opera di accanimento e&#8217; scritto chiaro e tondo che &#8220;<em>Data that isn&#8217;t functional, that doesn&#8217;t do a practical job, is more of an adornment to the system&#8217;s software than a part of it. [...] This kind of data can be part of a free system distribution, even though its license does not qualify as free, because it is non-functional</em>&#8220;: chiaramente qualcuno ha un tantino ecceduto con lo zelo.</p>
<p>Fatta questa panoramica dei punti salienti, arriviamo al nocciolo: secondo quale cortocircuito logico Free Software Foundation eroga la propria approvazione &#8211; e, di fatto, compie atto di ingerenza nei confronti dell&#8217;intera community &#8211; chiedendo revoca della liberta&#8217; 0 caratterizzante del software libero, ovvero (cito <a title="Definizione di &quot;Software Libero&quot;" href="http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.it.html">dal sito della Foundation stessa</a>) &#8220;Libertà di eseguire il programma, per qualsiasi scopo&#8221;. Tolti i primi esempi di componenti effettivamente proprietari, e dunque legittimamente candidati alla rimozione, tutte le sopra menzionate applicazioni sono free (e pure open, per buona misura) da cima a fondo, rilasciate con licenze che rispettano tutti i dogmi, aperte e libere ed accessibili. In virtu&#8217; di quale editto alcuni software liberi sono &#8220;piu&#8217; uguali degli altri&#8221;, e tali altri devono essere discriminati, additati, marchiati ed affossati? In che misura il fatto di &#8220;raccomandare&#8221; componenti non liberi &#8211; magari non per malafede, ma per assenza di alternative decorose &#8211; impatta sull&#8217;&#8221;essere libero&#8221;?</p>
<p>Risposta non c&#8217;e', ma ci sono almeno due corollari.</p>
<p>Il primo: anche BOINC, applicazione alla base del popolarissimo progetto &#8220;<a title="SETI@Home" href="http://setiathome.berkeley.edu/">SETI@Home</a>&#8220;, <a title="BOINC tra le applicazioni non libere di Debian" href="http://libreplanet.org/wiki/List_of_software_that_does_not_respect_the_Free_System_Distribution_Guidelines#boinc_.2F_boinc-app-seti">compare nella lista</a> di imputati in quanto &#8220;<em>boinc downloads nonfree apps</em>&#8221; &#8211; facendo riferimento al fatto che la piattaforma viene usata semplicemente per schedulare istruzioni che arrivano dall&#8217;esterno. Ma io mi domando e chiedo: non e&#8217; questo lo stesso medesimo meccanismo con cui funziona <a title="Gnash" href="http://www.gnu.org/software/gnash/">Gnash</a>, ovvero l&#8217;implementazione &#8220;libera&#8221; (per quanto libera possa essere l&#8217;implementazione di un formato chiuso&#8230;) di Flash? Che differenza c&#8217;e&#8217; tra BOINC che scarica ed esegue una applicazione binaria, e Gnash che scarica ed esegue un SWF da un sito?</p>
<p>Il secondo: ripetutamente nella pagina in oggetto si raccomanda di sostituire i vari web browser &#8211; Firefox, Chromium, Galeon, tutti rei di consigliare occasionalmente agli utenti di utilizzare plugins non liberi per la fruizione dei contenuti &#8211; con <a title="IceCat e GNUzilla" href="https://www.gnu.org/software/gnuzilla/">IceCat</a>, fork made in FSF e dunque corretto per usare solo estensioni e plugins free. Eppure a me risulta &#8211; potrei sbagliare, non avendo mai provato IceCat, ma son quasi certo sia cosi&#8217; &#8211; che anche IceCat permetta di eseguire applicazioni non libere. Mi riferisco ai &#8220;blob Javascript&#8221; che impazzano sull&#8217;Internet, ovvero quei blocchi di codice che per ragioni di performance ed ottimizzazione vengono &#8220;compressi&#8221; prima di essere inviati all&#8217;utente che ne fruisce e che pertanto non risultano piu&#8217; ne&#8217; leggibili ne&#8217; comprensibili. I quali sono stati <a title="Critica ai blob Javascript di Stallman" href="http://www.gnu.org/philosophy/javascript-trap.html">aspramente criticati</a> qualche tempo fa da Stallman in persona, che li ha definiti a tutti gli effetti software chiuso. Forse l&#8217;interprete Javascript di IceCat implementa la notazione suggerita nel sopra linkato articolo per reperire la forma sorgente e si rifiuta di eseguire codice offuscato e non intelligibile? No? E allora, per coerenza, anche IceCat deve essere rimosso dalla lista di applicazioni &#8220;benedette&#8221;.</p>
<p>Personalmente, come si sara&#8217; oramai capito, non amo particolarmente l&#8217;iniziativa FSF di etichettare le distribuzioni GNU/Linux in &#8220;buone&#8221; e &#8220;cattive&#8221;, in quanto comporta un ennesimo motivo di divisione. Come se gia&#8217; non ce ne fossero abbastanza nella nostra martoriata community. E per quanto la mia posizione, in gran parte soggettiva, sia opinabile, altrettanto opinabile ritengo il modo oggettivamente incoerente e raffazzonata di condurre questa campagna, che un po&#8217; troppo spesso devia dalla volonta&#8217; di tutelare la liberta&#8217; degli utenti &#8211; scopo nobile ed elevato &#8211; alla mera propaganda di un ente, Free Software Foundation stessa, che evidentemente per avere un ruolo deve inventarselo di sana pianta.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/603/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/603/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=603&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Bussola senza direzione</media:title>
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		<title>La Parola d&#8217;Ordine</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 01:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>m4db0b</dc:creator>
				<category><![CDATA[Community Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Questa settimana, da giovedi 21 a sabato 23, sono stato ad Ancona per la ConfSL 2012. Una permanenza piu&#8217; lunga rispetto alla passata esperienza di Bologna 2009, e maggiormente vissuta, dunque con considerazioni finali diverse. Ma non migliori. La parola d&#8217;ordine dell&#8217;intera manifestazione e&#8217; stata &#8220;do-ocracy&#8221;, neologismo importato nel nostro mondo da Stefano Zacchiroli (attuale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=600&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" title="Monumento ai Caduti" src="http://farm9.staticflickr.com/8157/7433828710_37e8f66e92.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Questa settimana, da giovedi 21 a sabato 23, sono stato ad Ancona per la <a title="ConfSL 2012" href="http://confsl.org/confsl12/">ConfSL 2012</a>. Una permanenza piu&#8217; lunga rispetto alla passata esperienza di <a title="Commento sulla ConfSL 2009" href="http://madbob.wordpress.com/2009/06/15/big-in-bologna/">Bologna 2009</a>, e maggiormente vissuta, dunque con considerazioni finali diverse. Ma non migliori.</p>
<p>La parola d&#8217;ordine dell&#8217;intera manifestazione e&#8217; stata <a title="Definizione di &quot;do-ocracy&quot;" href="http://www.communitywiki.org/DoOcracy">&#8220;do-ocracy&#8221;</a>, neologismo importato nel nostro mondo da <a title="Stefano Zacchiroli" href="http://upsilon.cc/~zack/">Stefano Zacchiroli</a> (attuale leader del progetto <a title="Debian" href="http://www.debian.org/">Debian</a>, orgoglio linuxaro italiano, nonche&#8217; relatore del keynote di sabato) per sottolineare l&#8217;importanza di fare piu&#8217; che di discutere. Anche se, tanto per cambiare, il motto e&#8217; rimasto una dichiarazione di intenti piu&#8217; che un traguardo raggiunto.</p>
<p>La giornata dedicata alla community, quella di giovedi 21, e&#8217; andata pressoche&#8217; deserta. Se presso la LUGConf del capoluogo romagnolo avevo contato una trentina di nerd, in questa occasione la platea era dimezzata (arrotondando per eccesso). Certamente piu&#8217; pacata e moderata della scorsa volta, ma non molto piu&#8217; produttiva. Il giro di presentazione dei presenti si e&#8217; dilungato nella solita gara a chi piu&#8217; si dimostra aderente ai principi pseudo-filosofici del freesoftware, e non senza qualche infondata polemica su ILS e l&#8217;annosa questione del GNU/LinuxDay (sempre <a title="Commento sul cosiddetto GNU/LinuxDay" href="http://madbob.wordpress.com/2010/10/15/lo-gnu-della-discordia/">la stessa spina nel fianco</a>), si e&#8217; aperta una parentesi sul protocollo di intesa attualmente in fase di elaborazione tra <a title="Associazione Software Libero" href="http://softwarelibero.it/">AsSoLi</a>/<a title="Italian Linux Society" href="http://www.linux.it/">ILS</a>/<a title="Associazione Imprese Software Libero" href="http://associazioneimprese.it/">AISL</a> e <a title="Ministero dell'Istruzione" href="http://www.istruzione.it/">Ministero dell&#8217;Istruzione</a> (benche&#8217; sia per ora prematuro parlarne diffusamente), e&#8217; stato raccattato un consenso stentato sul fatto di avere un &#8220;tavolo&#8221; delle maggiori associazioni nazionali che funga da referente nei confronti delle istituzioni quale appunto il Ministero (anche se non e&#8217; chiaro da chi dovrebbe essere costituito e come dovrebbe agire), tra mille inutili dettagli implementativi si e&#8217; giunti alla conclusione che sarebbe opportuno potenziare il grado di automazione nell&#8217;aggregazione dei contenuti tra LUG (cfr. il mio esperimento su <a title="Il calendario degli eventi linuxari in Italia" href="http://calendar.lugmap.it/">calendar.lugmap.it</a>) e poco altro.</p>
<p>Venerdi e sabato si sono svolti invece <a title="Programma della ConfSL 2012" href="http://confsl.org/confsl12/index.php/programma-6%C2%AA-confsl.html">i talks in programma</a>, al solito senza particolari novita&#8217; (ma non e&#8217; cosa nuova, e&#8217; lo stesso che come <a title="Commento sul FOSDEM 2012" href="http://madbob.wordpress.com/2012/03/23/l-osservatorio-belga/">gia&#8217; detto</a> succede anche al <a title="FOSDEM" href="https://fosdem.org/">FOSDEM</a> o presso qualsiasi altra conferenza che tratta di argomenti che nascono, si evolvono e vengono quotidianamente commentati sull&#8217;Internet), pertanto ho cercato di cavar qualcosa almeno dalle public relations. Cavandone contatti con <a title="Mozilla Italia" href="http://www.mozillaitalia.org/">Mozilla Italia</a> per un possibile prossimo workshop a Torino, con i simpatici membri di <a title="GFOSS.it" href="http://gfoss.it/">GFOSS.it</a>, con una consigliera del <a title="Comune di Rivalta" href="http://www.comune.rivalta.to.it/">Comune di Rivalta</a> (nei pressi di Torino) interessata alla migrazione, e l&#8217;iscrizione a ILS di Claudio Carboncini &#8211; rappresentante del progetto <a title="Matematica C3" href="http://www.matematicamente.it/manuale_matematica/">Matematica C3</a>.</p>
<p>Cio&#8217; che e&#8217; realmente mancato a mio avviso e&#8217; stato il perseguimento di un obiettivo politico, che sarebbe stato conveniente cercare data la presenza di Mario Paglialunga, <a title="Giunta comunale di Fabriano" href="http://borgofabriano.altervista.org/ecco-la-nuova-giunta-comunale/">Assessore</a> con delega al Software Libero del <a title="Comune di Fabriano" href="http://www.piazzalta.it/">Comune di Fabriano</a> (a quanto ne so, il primo ed unico in Italia con tale carica) alla tavola rotonda di chiusura della conferenza. Strappare a lui una promessa o almeno una posizione in sede di ConfSL sarebbe stato utile per dare risalto mediatico all&#8217;interesse dimostrato da una piccola citta&#8217; marchigiana sul tema per stuzzicare, per dirne alcuni, i sindaci Marco Doria di Genova (<a title="Marco Doria eletto sindaco di Genova" href="http://www.ilsecoloxix.it/p/speciali/2012/05/22/APq78wYC-giunta_sindaco_subito.shtml#axzz1yk4z9rCK">recentemente eletto</a>, che nel suo <a title="Programma elettorale di Marco Doria" href="http://pdvalcerusa.blogspot.it/2012/04/il-programma-elettorale-di-marco-doria.html">programma elettorale</a> aveva messo anche opendata e opensource), Federico Pizzarotti di Parma (discusso e contestato <a title="Pagina di Federico Pizzarotti sul sito del Movimento 5 Stelle di Parma" href="http://parma5stelle.it/wp/federico-pizzarotti-candidato-sindaco/">esponente del Movimento 5 Stelle</a>, dunque inevitabilmente coinvolto) o Pietro Fassino di Torino (citta&#8217; in cui da anni oramai ce la menano con la storia della <a title="Campagna &quot;Torino Smart City&quot;" href="http://www.torinosmartcity.it/">&#8220;smart city&#8221;</a>) e, chissa&#8217;, almeno tentare di poggiare la prima pietra di una rete &#8211; piu&#8217; politica che tecnica, ma non per questo meno desiderabile &#8211; di &#8220;comuni liberi&#8221; che potessero accollarsi un poco a testa l&#8217;impegno di implementare uno stack pienamente open per le amministrazioni locali. Cosa che ancora manca, e di cui pesantemente si sente l&#8217;assenza proprio ora che qualche timida richiesta arriva dai funzionari comunali finalmente convinti delle opportunita&#8217; esistenti.</p>
<p>Ma non voglio imputare nessuno delle mancanze, vere o presunte. Anche perche&#8217;, come si suol dire, <a title="Proverbio italiano" href="http://www.proverbi-italiani.com/cerca-32-D.html">del senno del poi son piene le fosse</a>. Questa volta voglio personalmente accollarmi la responsabilita&#8217; dei traguardi raggiungibili ma non raggiunti. Mia la colpa di non aver assistito <a title="Luca Ferroni" href="http://www.lucaferroni.it/">Luca &#8220;Fero&#8221; Ferroni</a>, coordinatore e jolly della conferenza stessa, nella moderazione della prima giornata dedicata alla community e non aver introdotto toni piu&#8217; secchi per stroncare le vuote chiacchere. Mia la colpa di non aver preteso sabato la parola per chiedere direttamente una dichiarazione &#8220;spendibile&#8221; al suddetto assessore. Mia la colpa di non aver giocato d&#8217;anticipo sulla del tutto prevedibile mollezza degli obiettivi.</p>
<p>Perche&#8217; in regime di &#8220;do-ocracy&#8221; non ci si lamenta. Si fa e basta.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/madbob.wordpress.com/600/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/madbob.wordpress.com/600/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=madbob.wordpress.com&#038;blog=6011879&#038;post=600&#038;subd=madbob&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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