Piemonte.csv

15 giugno 2010

Quando ho letto la notizia per la prima volta ho pensato che fosse l’ennesimo progetto para-statale buono solo a far girare un po’ di quattrini tra i soliti noti e che mai avrebbe prodotto nulla di utile, considerando anche i gia’ commentati precedenti, ma, sebbene la sensazione iniziale non sia proprio del tutto svanita, devo dire che almeno un margine di speranza si e’ radicato nel mio ingenuo cuoricino nerd.

Dal mese scorso (maggio) e’ attivo un portale in cui la Regione Piemonte, per tramite del braccio tecnologico rappresentato dal CSI, mette a disposizione una raccolta di dataset in formato raw di natura perlopiu’ statistica. Da qui si possono scaricare files CSV, facilmente parsabili ed elaborabili programmaticamente, che indicano ad esempio il numero di connessioni ADSL attive provincia per provincia o i paesi di provenienza degli studenti stranieri che frequentano le scuole pedemontane. Il tutto rilasciato in licenza Creative Commons Zero, la piu’ permissiva delle licenze “open” per contenuti multimediali che rasenta il concetto di Public Domain, e pertanto riutilizzabile come meglio aggrada.

Chiaramente l’ispirazione di questa iniziativa arriva dal ben piu’ noto data.gov, analoga piattaforma di apertura e distribuzione dei dati pubblici riguardante la giurisdizione statunitense, che per primo ha sdoganato l’idea di rendere accessibili informazioni di pubblica utilita’ in un formato facilmente trattabile da parte di applicazioni software e che e’ stato imitato qua e la’ in giro per il mondo. Per ovvi motivi sarebbe inopportuno confrontare l’opera yankee con quella barotta, in quanto coprono territori piuttosto diversi tra loro (300 milioni di abitanti contro meno di 5 milioni), ma, almeno sulla carta, le finalita’ sono le stesse: fornire le fondamenta per l’indagine statistica e la costruzione di servizi. Non mi dilungo qui sul significato dell’avere accesso ad informazioni semantiche, trattabili ed incrociabili dalla macchina con algoritmi piu’ o meno complessi: rimando alla lettura di un qualsiasi articolo scritto da Berners Lee nell’ultimo decennio.

Va comunque detto che, nonostante la lodevole buona volonta’, i miei corregionali sono ancora lontani dal raggiungere un qualsiasi traguardo: i 15 dataset oggi disponibili non mi sembrano usabili per nulla di utile e concreto, ed ancora non ho visto rispettata la promessa di rilasciare altro materiale in tempi brevi (seguo costantemente il sito dal giorno in cui l’ho scoperto, da allora non vi e’ stato aggiunto nulla di nuovo).

Come detto la speranza e’ l’ultima a morire, ma ricordiamo che “chi vive sperando, muore cagando”, dunque val la pena almeno provare ad incentivare questa pratica.

L’altro giorno, in un momento di ispirazione, ho aperto un nuovo blog chiamato Masciap. In esso provvedero’ a pubblicare, con cadenza quanto piu’ possibile regolare, esempi di utilizzo dei suddetti dati, con grafici e scripts utili per parsare i files, e magari qualche commento personale su quanto emerge.

Lo scopo ufficiale, riportato nel post inaugurale, e’ quello di dimostrare l’utilita’ delle informazioni divulgate e di provvedere spunti pratici ed immediati per il loro sfruttamento.

Lo scopo ufficioso e’ quello di colmare il vuoto che inevitabilmente si allarghera’ fintantoche’ non verranno pubblicati contenuti utilizzabili per attivita’ serie e qualche operatore illuminato non iniziera’ a costruirci sopra qualcosa di promettente. Da che mondo e’ mondo qualsiasi azione intrapresa dell’ente statale richiede un riscontro di popolarita’ per essere giustificata e dunque finanziata e mantenuta, e per quanto il mio apporto possa essere modesto e limitato il blog citato e’ pur sempre un elemento mirato a fare “massa critica” e fungere da stimolo per altri progetti. Per quanto conosco io le perverse logiche che regolamentano le dinamiche decisionali politiche, il rischio di chiusura della piattaforma a fronte di un avventato e prematuro giudizio di inefficacia e’ reale, dunque tanto vale inventarsi qualcosa per alimentare il circolo virtuoso per cui piu’ il materiale pubblicato viene usato piu’ si e’ portati a pubblicarne altro.

A margine, non nascondo la volonta’ di avere un pretesto per mantenere la mia attenzione focalizzata sull’iniziativa e monitorarla nel prossimo futuro, eventualmente agendo qualora non ci fossero sviluppi visibili entro tempi decenti. Sto or ora pianificando di mandare una serie di messaggi usando l’apposito form per richiedere altri dataset specifici (grandioso sarebbe ad esempio avere le informazioni sul traffico di Torino, peraltro gia’ raccolte dal Gruppo Torinese Trasporti), magari anche questi a cadenza periodica, giusto per stuzzicare chi sta dall’altra parte della barricata ed accelerare l’esposizione di nuovi blocchi di dati.

Insomma: il proposito e’ meraviglioso, ma ora come ora immaturo e fragile. Occorre prendersi cura di questo raro germoglio di trasparenza, innaffiarlo regolarmente con pubblico apprezzamento e dichiarato interesse, proteggerlo dai parassiti che vorrebbero succhiarne la linfa vitale e mettersela in tasca. E forse, cosi’ facendo, con un po’ di pazienza, sboccera’ il fiore cromato della cultura digitale.

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