Big in Bologna

15 giugno 2009

Ennesimo post scritto a bordo di un treno, questa volta per riportare a caldo le impressioni dalla LUG Conference indetta presso la III ConfSL di Bologna. Sebbene questa sia la terza (o quarta?) volta che gli User Group italiani si riuniscono per fare il punto della situazione della promozione di Linux sul territorio nazionale, questa e’ stata la mia prima volta, e se i commenti recepiti non sono campati per aria non mi dispiaccio particolarmente di aver perso quelle passate.

Se qualcuno avesse potuto osservare la saletta, popolata (almeno nel primo momento, nella parentesi mattutina) da una trentina di nerd, e questa persona non fosse gia’ stata preparata ad affrontare – con opportuno training nella mailing list ILS dedicata appunto ai LUG – un dibattito che coinvolgeva i primi e piu’ attivi esponenti del movimento freesoftware sparpagliati nel Bel Paese, certamente sarebbe stato perplesso nel sentire improperi, persone che parlavano interrompendo altre persone le quali stavano criticando le parole di altre persone ancora, accuse e frecciate. E l’osservatore sarebbe ancora piu’ perplesso nel sapere che questa, stando al commento rubato da alcuni dei piu’ navigati personaggi del confronto, e’ stata la LUG Conference sinora piu’ tranquilla e meglio riuscita.

La riunione avrebbe dovuto svilupparsi nella sola mattinata ma ha finito con lo sfociare nel pomeriggio, con la prima parte incentrata sui prossimi progetti per il coordinamento dei gruppi linuxofili e la seconda sul Linux Day.

Un aggregatore online che possa collezionare i feed provenienti dai siti dei diversi nuclei nazionali, una mailing list su cui discutere ed un wiki per condividere i materiali “di consumo” (slides e dispense) sono stati i punti trattati prima di pranzo. Ne e’ risultato che del planet se ne era discusso gia’ due anni prima e che ne esiste una assai poco riuscita implementazione hostata da ILS, la lista resta la gia’ citata lug@linux.it (il cui elenco degli iscritti verra’ pero’ revisionato per includere i rappresentanti effettivi dei LUG effettivamente ancora esistenti e non nel frattempo periti) ed il wiki anche esiste (potrebbe essere questo ma non ne sono certo…) ma non tutti sono concordi nel duplicare l’impegno necessario alla pubblicazione del materiale avendo da amministrare anche le pagine del proprio gruppo. Assai scarsi traguardi sono stati raggiunti, ma comunque molti piu’ di quanti ci si potesse aspettare (quantomeno e’ stato individuato un volontario incaricato di aggiornare la mappa di User Groups distribuiti lungo lo Stivale epurandola dalle entita’ non piu’ in azione…), e per cause del resto prevedibili: la ripetuta deviazione dall’approfondimento dei temi sul tavolo, comunque contenuta grazie ad una accettabile moderazione, e la carenza di impegno da parte dei partecipanti, che hanno via via preferito smettere di criticare (almeno temporaneamente) le risorse esistenti pur di non lavorare per metterne in opera altre.

Al di la’ dei punti toccati in sede di riunione ufficiale, di maggiore interesse sono le osservazioni e le dichiarazioni ufficiose catturate fuori dal contesto ufficiale. Che taluni vedano in ILS un ente lento, burocratizzato, brutto, sporco e cattivo il cui unico scopo e’ quello di controllare e piegare l’attivita’ comunitaria italiana non e’ cosa nuova, e neanche e’ cosa nuova che in LUG Conference si vada a condensare la speranza per un mondo migliore governato da una democrazia forte ed imprescindibile. Ma al solito la realta’ e’ ben diversa dai fatti, e laddove le parole e le chiacchere sono facilmente propinabili in abbondanza nel momento in cui c’e’ da agire tutti si tirano indietro: emblematiche le dichiarazione del gia’ menzionato moderatore, che nel suo intervento ha esplicitamente voluto menzionare la possibilita’ di una mailing list e di un wiki “indipendenti” apposta per stimolare qualcuno a prendersi l’incarico dell’hosting e dell’amministrazione senza pero’ ottenere una sillaba di consenso da chi fino al giorno prima con orgoglio ostentava la necessita’ assoluta di non dipendere piu’ della solita Linux Society.

La discussione sul Linux Day, nonostante sia storicamente uno dei temi piu’ caldi, e’ stata un po’ piu’ controllata, forse anche perche’ meno affollata, condotta in primis da Luca Menini di ILS ed intervallata qua e la’ da “Diaolin” di Linux Trent. Ne emerge che la Society investe quest’anno circa 9000 euri – la cui provenienza non e’ specificata, probabilmente auto-tassazione – nella stampa di materiale da recapitare poi ai vari gruppi e… in premi. Le stampe consistono in qualche copia di una edizione speciale della Linux Trent Gazette edita, si spera, da tutti i LUG entro il primo agosto, ed in un vademecum alla scoperta di Linux da distribuire ai curiosi sulla falsariga di quanto prodotto lo scorso anno in collaborazione con Banca Etica (e di cui ammetto di non averne mai visto copia nemmanco in foto). Per quanto riguarda i premi, forse e’ bene divergere su un’altro dei punti chiave espressi da ILS, ovvero il desiderio di concentrarsi di anno in anno su temi specifici, e nel 2009 sul tema del software libero nella scuola: in tale ottica saranno incentivati interventi e contenuti relativi a tale ambito, e saranno selezionati tre istituti scolastici (uno al nord, uno al centro ed uno al sud Italia) appunto – ci siamo arrivati – da premiare con 500 euri cadauno per il loro gia’ dimostrato impegno nell’utilizzo di applicativi a sorgente aperto.

Insomma: la LUG Conference sembra essere stato un successo, o almeno questo e’ cio’ che viene detto dai suoi partecipanti. Forse non e’ quel “successo” che in termini assoluti verrebbe riconosciuto dal buon senso comune, ma comunque trovare delle persone provenienti da piu’ regioni italiane intente a parlare tra loro (con piu’ o meno fervore…) e’ un passo avanti.

Forse gli “Stati Generali dei LUG” (definizione sotratta da un amico di Alessandria) arriveranno davvero un giorno a governare lo scenario della promozione del freesoftware nel nostro Paese, secondo il rodato meccanismo community-driven che viene adottato con successi alterni nello sviluppo del software, ma non sono certo che questo potrebbe essere un bene; ma su questo tema tornero’ piu’ avanti…

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7 Risposte a “Big in Bologna”

  1. alt-os Dice:

    Interessante analisi… :)
    Giacomo Rizzo


  2. [...] ordine cronologico, partiamo dalla community italiana: a poco tempo fa’ risale il mio resoconto sull’ultima LUG Conference tenutasi a Bologna, durante la quale ho raccolto numerose critiche [...]


  3. [...] di tale affermazione ci sono i dati raccolti da ILS (qui si trovano in versione anonima ma alla ConfSL di Bologna sono state mostrate delle slides con le situazioni citta’ per citta’, se qualcuno sa [...]


  4. [...] in lista LUG la cosa non e’ stata affatto menzionata, se ne e’ parlato alla ConfSL di Bologna ma l’unico riferimento scritto che ho trovato in merito e’ su un sito che ci azzecca [...]


  5. [...] 2009. ConfSL di Bologna. Tra i numerosi argomenti discussi insieme a esponenti di vari LUG emerge la necessita’ di [...]


  6. [...] ad Ancona per la ConfSL 2012. Una permanenza piu’ lunga rispetto alla passata esperienza di Bologna 2009, e maggiormente vissuta, dunque con considerazioni finali diverse. Ma non [...]


  7. […] digitali. Il suo intervistato, Giacomo Rizzo (che conobbi personalmente ai tempi della ConfSL 2009), sembra critico nei confronti di tale spontaneo cambiamento di rotta, ma personalmente lo accolgo […]


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