Libero e Brevettato

10 aprile 2009

Dopo aver letto accusa, difesa e discussione del tema, credo di essermi costruito una opinione in merito alla recentissima (e tutt’ora in corso) vicenda della licenza MXM.

Riassunto: e’ stata sottoposta ad OSI una licenza, la MXM appunto, espressamente costruita per gestire in modo esplicito i brevetti con cui il codice puo’ essere coperto e “protetto”. Lo scopo e’ quello di garantire al licenziatario del prodotto il diritto di far valere i propri brevetti (in soldoni: far pagare delle royalties) sull’implementazione e su qualsiasi utilizzo commerciale, e nello specifico di permettere all’MPEG Working Group di divulgare il codice di una implementazione di riferimento di un iper-brevettato standard in fase di lavorazione presso ISO/IEC.

Ora, il dubbio e’ lecito: ci siamo fumati il cervello??? In questa storia, non c’e’ un solo tassello che sia al posto giusto!

Siamo qui a scapicollarci per combattere l’assurdo sistema che regolamenta la brevettabilita’ delle idee implementate nel software, fior di manifestazioni sono organizzate negli USA per far sparire tale anti-concorrenziale, anti-innovativo e dannosissimo fenomeno dalla locale legislazione, lo stesso si dica dell’Europa su cui la minaccia da anni incombe e si ripresenta ad intervalli regolari nella vana speranza di approfittare di un attimo di distrazione della community per introdurre un set di leggi che andrebbe ad esclusivo appannaggio dei sin troppo noti colossi del mercato IT, e l’avvocato Piana, promotore della lotta ai brevetti ma anche insospettabile autore e supporter della nuova licenza, viene a scrivere

the sad truth is that if we did not offer a patent-agnostic license we would have made all efforts to have an open source reference implementation moot.

Del resto, dal testo della licenza si evince che

Patent Covenant is however extended to the compilation and use of a compiled version (as Executable) of this software for study and evaluation purposes only, with the exclusion of distribution of compiled code or any other commercial exploitation.

E che la licenza stessa e’ “virale”, dunque si estende anche a prodotti derivati

The Modifications which You create or to which You contribute are governed by the terms of this License.

Dunque, per fare un esempio terra terra: una qualsiasi distribuzione Linux, che e’ pur sempre un prodotto usabile all’interno di un contesto commerciale, non potrebbe contenere nei suoi repository alcun software realizzato a partire dal codice in oggetto.

Bella implementazione di riferimento della malora! Tutto quello che realizzo a partire da essa non puo’ essere usato, se non pagando il pizzo. Si tengano pure il loro codice.

Piu’ in generale: credo che un compromesso tra opensource e brevetti non possa esistere, neppure in via temporanea, per il fatto stesso che i due concetti sono totalmente incompatibili. Uno rappresenta la liberta’ di tutti, l’altro il privilegio di alcuni. Il Piana asserisce che tale misura servirebbe come cuscinetto in attesa che la regolamentazione dei brevetti venga cancellata e soppressa, ma il buon senso mi suggerisce che non si puo’ sperare che cio’ accada finche’ il comportamento viene incentivato con l’introduzione di licenze di questo genere. Mi domando maliziosamente a quanto ammonti la parcella dell’avvocato in questione per aver messo cosi’ in bilico la sua propria reputazione di Paladino del Freesoftware, strenuamente ostentata nel sopra linkato post di auto-difesa.

L’approvazione di MXM da parte di OSI avrebbe il solo effetto di “diluire” (azzeccatissimo termine preso dall’articolo di Linux Journal) il significato della parola “opensource”, compito in cui gia’ Microsoft si prodiga promuovendo il suo Shared Source farlocco, e la mira in questo caso e’ semplicemente quella di poter etichettare felicemente con tale termine il proprio software che tanto “open” non e’. Una operazione di marketing, niente di piu’ e niente di meno, che se assecondata metterebbe in crisi una delle piu’ forti argomentazioni e le radici stesse del movimento.

Tralasciando per un momento l’analisi della licenza, mi piacerebbe soffermarmi invece sul fatto che ISO abbia lavorato e continui a lavorare nella standardizzazione di un formato, l’MPEG, non solo cosi’ pesantemente condizionato da protezioni legali ma per cui anche cosi’ stringente e tassativo e’ l’utilizzo. Non mi dilungo qui a causa della mancanza di fonti, ancora vorrei documentarmi meglio su codesto frangente, ma almeno ad una prima e superficiale analisi c’e’ qualcosa che non quadra.

Credo che quanto esposto sia una ottima dimostrazione di come il confronto sulla brevettabilita’ del software sia ancora aperto, e richieda sempre costante attenzione.

2 Risposte to “Libero e Brevettato”


  1. [...] nessuno si sarebbe sognato di criticare: non molti nella blogosfera italica si sono espressi verso il paladino Piana pizzicato a far le moine a chi pretendeva una licenza open lasciva nei confronti dei brevetti, ed [...]


  2. [...] Vignoli (presidente di PLIO), Carlo Piana (noto all’interno della community per i suoi alti e bassi nella lotta legale contro i brevetti software) e qualche altro volto conosciuto. Il Davoli [...]


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