Una Grande Famiglia

5 febbraio 2009

Io sono un atipico sostenitore del software libero: mi affanno per promuoverlo e divulgarlo in ogni dove, faccio il tifo per tantissime grandi e piccole iniziative che spontaneamente nascono nei piu’ disparati luoghi, eppure non proprie tutte le attivita’ (e soprattutto non proprio tutti i promotori) mi vanno a genio. Sara’ forse perche’ sono “all’antica”, ho troppo ben presente la distinzione tra freesoftware ed opensource, e sebbene non sia un estremista per nessuna delle due fazioni mi turba vedere quanto talune volte un movimento tenta di contaminare (e sfruttare) l’altro.

E’ per questo motivo che ieri, leggendo l’annuncio della piu’ recente manovra di AsSoLi, ho avuto una reazione non particolarmente entusiasta.

Quel che si propone di fare sul sito carocandidato.org e’ ingegnerizzare una gia’ passata esperienza vissuta in occasione delle scorse elezioni politiche, ovvero costituire una sorta di “forza popolare” di elettori che faccia pressione sui politici che stanno per affrontare una consultazione elettorale e, in sostanza, fargli aggiungere tra le promesse anche qualcosa sul supporto al software libero all’interno della Pubblica Amministrazione. Una cosa fondamentalmente inutile, considerando che tutti sappiamo come un qualsiasi aspirante parlamentare/presidente/sindaco sia sempre assolutamente incline ad assecondare qualsivoglia richiesta proveniente da chi dovra’ poi apporre la propria crocetta sulla scheda destinata all’urna per poi fatalmente dimenticare tutto quello che aveva promesso esattamente il giorno dopo la nomina, ma non voglio criticare qui la finalita’ in se’ dell’operazione quanto il dubbio sfondo su cui agisce.

Dopo anni di militanza tra le schiere linuxofile italiane ho constatato la pressoche’ totale onnipresenza in qualsiasi gruppo ed associazione di numerosi esponenti del suddetto movimento opensource, persone che costruiscono la propria attivita’ commerciale intorno a prodotti a codice aperto di cui forniscono vendita, assistenza e personalizzazione. Fin qui, assolutamente nulla di male: non solo questo atteggiamento e’ perfettamente legale ed anzi supportato da qualsivoglia ente promotore del software libero con un minimo di cognizione di causa, ma ha pure il pregio di accellerare la penetrazione di applicativi open nel mondo delle attivita’ economiche e supplire alla naturale diffidenza che nasce nei confronti di “programmi che si possono scaricare gratis da Internet” e che, nell’ottica ottusa di molti, sono dunque inferiori ai corrispettivi proprietari.

Cio’ che mi turba e’ il modo in cui tali aziende – perche’ pur sempre di aziende si parla, che vendono prodotti ed hanno un guadagno – un po’ troppo spesso ricorrano all’ingenuo, spensierato e disinteressato entusiasmo della community (la componente freesoftware, per dir cosi’, formata per lo piu’ da giovani smanettoni col pallino per l’informatica) per rastrellare consensi e mettere in luce il proprio catalogo.

Torniamo al “Caro Candidato”: facendo un giro per il modestissimo sito, dalla pagina delle entita’ aderenti al progetto si approda in fretta al homepage di ApritiSoftware, ennesima associazione (si legge dal sito) “nata per iniziativa di un gruppo di professionisti“, tra cui “consulenti della Pubblica Amministrazione“. Gente, insomma, la cui fatturazione dipende dai sopra menzionati politici che saranno eletti, e con cui ben volentieri stringono rapporti di amicizia oppure, nel peggiore dei casi, di ritorsione. Suddetto gruppo non ha ancora combinato nulla e, a naso, sembra essere nato solo in funzione delle imminenti elezioni regionali in Sardegna, dunque torniamo al sito di AsSoLi in cerca di qualcosa di interessante: qui troviamo una serie di azione intraprese, tra cui tra le altre piu’ recenti troviamo una lettera aperta al Ministro Brunetta, in cui si invita a spendere un po’ di palanche in software libero, o un bel rapporto sui soldi ceduti a Microsoft da parte del Governo, in cui si invita a orientare meglio la destinazione degli stanziamenti.

C’e’ qualcosa che non torna: e’ una pura coincidenza che tutte le azioni svolte da AsSoLi, sbandierate in lungo ed in largo sull’Internet e presentate alla blogosfera italica come importantissimi movimenti di supporto e protezione del software libero coinvolgano sempre enti statali e soldi? Con tutte le notizie che quotidianamente arrivano in merito a violazioni delle licenze, abusi dei formati proprietari e minacce all’ecosistema Linux, sempre li’ si va a parare? Non pretendo che essi possano seguire proprio tutte tutte le problematiche esistenti in tale contesto, ma… Per la legge dei grandi numeri, prima o dopo dovrebbe arrivare a combinare qualcosa di diverso!

Stando al poco che posso comprendere leggendo i testi che loro stessi scrivono, sommato alla mia breve eppure intensa esperienza avuta con alcuni di tali personaggi (che raccontero’ in futuro su questo blog), a me par tanto che questo eroico e temerario gruppo di paladini difensori della virtu’ del freesoftware altro non sia che un canale pubblicitario per una ristretta cerchia di consulenti rampanti che cerca di smuovere quel poco di opinione di massa per poi presentarsi dall’istituzione pubblica di turno dicendo “Vedi? Un sacco di cittadini vogliono che sui PC del Comune ci sia Linux! Ed io sono la persona piu’ indicata per farti questo lavoro, del resto il sito l’ho aperto io e certamente sono un esperto!”. Chiunque conosca la gilda dei consulenti, instancabili ed insaziabili cacciatori di facili prede cui spillare tanti quattrini a fronte di poco lavoro e pertanto sempre sulle tracce dell’inesauribile e mastodontico Stato, non dura fatica a comprendere come uno scenario del genere non sia solo plausibile ma anzi estremamente probabile: i tasselli del puzzle sono tanti, alcuni elencati in questo post e molti altri reperibili ispezionando gli archivi di news con un briciolo di acume oggettivo, ma accostandoli ed incastrandoli sembra emergere una suggestiva foto di una grande famiglia in cui le donne hanno il capo coperto e gli uomini portano la coppola in testa e la lupara al fianco…

Ovviamente le mie sono illazioni, supposizioni, provocazioni, frecciatine… Dunque, poiche’ non pretendo di essere Custode Supremo della Suprema Verita’, lascio ai lettori il compito di formarsi una propria idea personale. Purche’ essa sia veramente una idea personale fondata su impressioni di prima mano, e non suggerita con un contorno di sedicente moralita’.

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3 Risposte a “Una Grande Famiglia”


  1. [...] a far le moine a chi pretendeva una licenza open lasciva nei confronti dei brevetti, ed il primo post in merito ad AsSoLi ed al suo “Caro Candidato” mi ha procurato qualche mail privata di [...]


  2. [...] promossa dall’Associazione Software Libero, gia’ parlai in passato con un post per certi aspetti duro, fondato su sentimenti in buona parte soggettivi, e ritenuto facinoroso da [...]


  3. [...] e offrendo gratuitamente ai politici un’ulteriore vetrinetta in piena campagna elettorale e suscitando posizioni critiche circa l’utilità e i veri scopi di questa strategia, interviene la Corte [...]


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